giovedì 22 marzo 2012

Sonia Gandhi : "L' Italiana che ha sposato l' India"


Leggendo una piccola biografia dal libro "Cenerentole" di M.Corbi-P.Sapegno, mi sono innamorata di un personaggio poco citato e conosciuto in Italia,nonostante sia una nostra compatriota,e soprattutto uno dei politici più importanti del mondo: Sonia Gandhi.
Sonia Maino (1946),di origine vicentina,figlia di un ex muratore,cominciò la sua ascesa nel 1968 quando sposò il futuro primo ministro indiano Rajiv Gandhi (1944-1991),figlio della famosa Indira.
Oggi pur non governando direttamente (non è indiana) è comunque il leader del "Partito del Congresso Indiano" e i suoi ideali e valori ricalcano naturalmente quelli della più grande "dinastia" indiana.

Con l'amato marito Rajiv,ucciso in un attentato,il loro era un grande amore.



Nel giorno del matrimonio

Quello che colpisce è la sua straordinaria trasformazione da italiana a "figlia dell'India" ,la sua caparbietà,le sue lotte e la sua determinazione unite a tanta grazie e eleganza che non hanno nulla da invidiare a Rania di Giordania o Michelle Obama.
Con Indira,uccisa anche lei in un attentato nel 1984.



"Ho accettato l'India e l'India ha accettato me.Io mi sento una figlia della madre India.Questa sarà la mia patria fino al momento della mia morte."





Con Obama nel 2010


"Vogliamo liberare l'India dalla povertà.Vogliamo creare una società compassionevole che mobiliti i talenti e le risorse tenendo presenti i bisogni dei poveri.Questa era la visione di mio marito per il prossimo millennio.La sua voce è stata tacitata.Ma il suo messaggio resta vivo."



Fonti:
"Cenerentole" di M.Corbi-P.Sapegno,Rizzoli

Esiste una biografia su Sonia Gandhi "Il Sari Rosso" di Javier Moro.




mercoledì 14 marzo 2012

Berenice di Cilicia : "L'Ebrea che aspirò a Roma"

"...e il celeberrimo diamante che Berenice ha reso più prezioso infilandolo al dito:quella gemma,dico,che un tempo un barbaro donò a un'incestuosa (Agrippa a sua sorella) nel bel paese ove persino i re a piedi nudi festeggiano il sabato..."(Giovenale,Satira VI )

 Dai tempi di Augusto,la Giudea (Palestina) era passata come possedimento romano,ma con la conseguente ribellione degli Ebrei,portò Roma alla prima guerra giudaica (66-70 d.C.) che fu aspramente combattuta da Vespasiano,ed essendo poi questo eletto come imperatore della Città Eterna,passò il comando al figlio Tito Flavio Vespasiano (39-81).Proprio durante l'assedio di Gerusalemme,Tito conobbe Berenice.


Come ogni personaggio della storia antica,è difficile trovare una vera e giusta data di nascita e di morte,comunque possiamo attestare la vita di questa principessa intorno al I secolo.
Giulia Berenice era un membro della dinastia erodiana (di cui fanno parte i re di Giudea),il cui albero genealogico è a dir poco complesso vista la consuetudine dei principi di trovare mogli principalmente all'interno della loro famiglia,senza badare alle parentele,arrivando quindi all'incesto.
Berenice era figlia di Erode Agrippa I e sorella di Agrippa II,tra i suoi avi ci fu Erode il Grande,conosciuto per la famosa "strage degli innocenti".


Erode il Grande (73-4 a.C)
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Erode Archelao (23 a.C.-18 d.C.)
Erode Filippo ( 4 a.C.-34)
Erode Antipa   (?-39 d.C.)  
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Erode Agrippa I (10 a.C.-44 d.C.,nipote di Erode il Grande) -   Cipro di Giudea
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Agrippa II ( 28-100 d.C.)
Berenice
Mariamne
Drusilla

La vita matrimoniale della bella principessa fu molto movimentata: a tredici anni sposò un congiunto,Marco Giulio Alessandro,in seguito lo zio Erode di Calcide,da cui ebbe due figli,Bereniciano e Ircano e da cui rimase vedova a vent'anni.Dopo un breve ritorno a palazzo si unì a Polemone I di Cilicia,ma si allontanò ben presto per ritornare dall'amato fratello.
In un viaggio col fratello a Cesarea ascoltò la difesa di San Paolo,accusato di profanazione del Tempio e di fomentare rivolte.La sua presenza sempre al fianco di Agrippa denotava l'enorme influenza e potere che aveva.
Veramente la bella ebrea entrò nella storia attraverso l' "affaire" con Tito.
"Tito la incontrò durante i colloqui e le visite ad Agrippa II,che alleato di Roma,gli fu di validissimo aiuto nella guerra giudaica e nella presa di Gerusalemme.Se ne innamorò.Perdutamente,forse."
Berenice secondo il giudizio degli storici del tempo "possedeva l'avvenenza,il fascino,la malia di una donna orientale",Tito era conosciuto per la sua lussuria e ingordigia sessuale,l'ebrea,quindi,faceva al suo caso.
Tito Flavio Vespasiano
Dopo tre anni il futuro imperatore riuscì a domare la rivolta,distruggendo il Tempio e vendendo come schiavi gli Ebrei,portando il suo trionfo a Roma;ma portò a Roma anche Agrippa e soprattutto Berenice.
Naturalmente  nella mente dell'ambiziosa ebrea c'era la speranza di poter sedere sul trono più alto del mondo.
Berenice fu quindi ospitata a palazzo e "abitò con Tito.E nell'attesa di sposarsi con lui,si comportava in tutto e per tutto come se fosse già sua moglie".Il Senato rimase scandalizzato per questa condotta di vita e ancor maggiormente per la nazionalità della principessa.Anche i "cives" non guardarono bene la nuova venuta,in loro si rimaterializzò la figura di Cleopatra,la donna che aveva circuito prima Giulio Cesare poi Marco Antonio,"l'egiziana" che voleva conquistare Roma.
Ma mentre Cleopatra,durante il suo soggiorno,si era comportata in modo impareggiabile,"l'ebrea" cadde in molti errori:"organizzò una sua corte personale,era altezzosa,superba,ostentava maniere così distaccate da vellicare l'orgoglio e l'antipatia dei Romani che pure,sensibili com'erano alla bellezza femminile,si lustravano gli occhi ogni volta che la vedevano."
In più c'erano voci che riguardavano il suo passato che la descrivevano come un'incestuosa (visto l'ambiguo rapporto che aveva con Agrippa II), e la fama di donna scandalosa;tutto questo fece della bella principessa ebrea "Berenice la meretrice";la storia era diventata ormai di dominio pubblico e comunque Tito difendeva strenuamente la loro relazione.
Ma accadde che con l'ascesa al trono di Tito,Berenice fu "costretta a tornare in Palestina dal fratello Agrippa II,dispiaciuta,umiliata,abbandonava un sogno a cui aveva creduto".
Non si conosce ancora bene il perché di questo cambio di direzione da parte del nuovo imperatore.
Forse la presa di coscienza del suo nuovo ruolo? Le pressioni del Senato? Le ultime raccomandazioni del rigido padre? Certo è che circolò anche un nome:Domizia Longina.
"Il Trionfo di Tito"
Alma Tadema

In fondo,mano nella mano si vedono
Domizia e Domiziano

Domizia era la moglie del fratello minore di Tito,Domiziano;più giovane di Berenice e più scaltra,Domizia era intrigante,libertina,esperta nelle cose d'amore e sicuramente cercò di irretire l'imperatore,riuscendoci.
Poco prima di morire Tito disse che : "nessuno dei suoi atti gli lasciava rimorsi ad eccezione di uno solo".
Questo rimorso potrebbe essere stato proprio Domizia.
Berenice ritornò nell'ombra.


Fonti:
"Contro le donne",Giovenale,Newton Compton Editori.
"La Bibbia",Società Biblica di Ginevra.
"Dizionario di Mitologia e dell'Antichità Classica" Mary Gislon-Rosetta Palazzi,Zanichelli.
"Passioni,Intrighi,Atrocità degli Imperatori Romani",Furio Sampoli,Newton Compton Editori.

giovedì 8 marzo 2012

Emily Bronte: "Il fascino della brughiera"

"Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi.Il tempo lo cambierà,lo so bene,come l'inverno cambia gli alberi...Il mio affetto per Heathcliff è come le eterne rocce sottostati...una fonte di scarsa felicità visibile,ma una fonte indispensabile.Nelly,io sono Heathcliff..."("Cime Tempestose")



1847.Sono passati dieci anni dall'inizio di quell'epoca che verrà definita "vittoriana" (1837-1901),e in quell'anno fu pubblicato un romanzo,"Cime Tempestose",che la critica definì "perverso,brutale,cupo".
Oggi nonostante sia ritenuto uno dei massimi capolavori inglesi,l'unica opera di Emily Bronte è ancora poco capita,poco amata,rispetto a "Jane Eyre",il romanzo della sorella Charlotte.Ma se Charlotte aveva il talento,Emily aveva il genio,e qualche volta il genio ha la meglio sul talento.

Emily Jane nasce nel 1818 a Thorton,quinta figlia di un reverendo inglese,Patrick Brunty o Branty che romanticamente cambia il suo cognome in Bronte e di Maria Branwell,figlia di commercianti impoveriti.
I sei figli (Maria,Elizabeth,Charlotte,Branwell,Emily e Anne) vengono notevolmente influenzati dalla coppia e ne assorbono l'amore per la letteratura del padre e la "foga sentimentale"della madre.
Nel 1820 il reverendo Patrick riesce ad ottenere la curia perpetua di Haworth,nello Yorkshire,villaggio fascinoso che dà "sulle immense brughiere,bianche di neve d'inverno,bruciate dal sole l'estate",dove tutta la famiglia si trasferisce.
Emily "ha poco più di un anno ma concepisce subito per quei luoghi un amore esclusivo e ardente".
Ma la novità viene presto funestata dalle prime morti nella famiglia Bronte:la madre nel '21 e le figlie maggiori nel'25.,scomparse che vengono colmate con l'arrivo della rigorosa zia Elizabeth.
Questi sono gli anni della formazione per i giovanissimi fratelli,che comprendono una base classica,soprattutto per Branwell,lezioni di piano e disegno per le bambine,rappresentazioni teatrali e prime poesie dove il genio di Emily sembra di gran lunga superare i suoi fratelli.
"Strana figura quest' Emily: alta,snella,un po'rigida.In casa,nei suoi abiti migliori aveva un aspetto e un incedere regali;ma fuori,sulla landa,diventava irrequieta.Agile ed elastica,chiamava a fischio i suoi cani,si lanciava in lunghe gare di corsa con loro.Aveva una massa di capelli lunghissimi,soffici,mollemente raccolti sulla  nuca con un gran pettine."
Di carattere schivo e riservato (la poetessa americana Emily Dickinson la ricorderà come indole*),"non poteva vivere lontana da Haworth." Charlotte scriverà:"Mia sorella Emily non era una persona di carattere espansivo,né una nei recessi della cui mente e animo anche coloro che le erano più vicino e più cari potessero entrare impunemente senza il suo consenso."
Nel 1838 entra come insegnante alla scuola di Law Hill,ma soltanto un anno dopo ritorna a casa.Nel 1842 invece parte con Charlotte per Beuxelles come allieva-insegnante,dove si fa notare per la sua bravura e intelligenza,soprattutto col piano ma decise anche qui di ritornare al suo villaggio e alle sue amate brughiere.
dopo queste brevi uscite la sua vita continua tranquillamente tra "le cure devote al padre,l'amore per il fratello,ragazzo di vivissimo ingegno ma ubriacone,gli studi e gli umili divertimenti casalinghi;era inevitabile che un temperamento così ricco dovesse trovare uno sfogo nel regno della fantasia,infatti incomincia a trascrivere le sue poesie in due quaderni."
"Un giorno dell'autunno 1845 Charlotte scopre un volume manoscritto di versi:
Riconobbi la scrittura di mia sorella Emily e non ne fui sorpresa poiché sapevo bene ch'ella scriveva versi.Anch'io e Anne ne scrivevamo.Poi,leggendo,qualcosa di più forte che la sorpresa m'invase:la profonda convinzione che non si trattasse di semplici sfoghi,di poesie simili a quelle che quasi tutte le donne scrivono.Mi sembravano liriche condensate e terse,vigorose e genuine."
Charlotte riesce quindi a convincere Emily e Anne a pubblicare insieme le loro poesie (grazie ad un modesto editore) con gli pseudonimi di Currer,Ellis e Acton Bell.
"L'aggettivo tempestose fornisce una chiara idea delle turbolenze atmosferiche alle quali si trovava esposta quella località quando infuriava il maltempo.E in effetti lassù deve regnare di continuo una ventilazione corroborante:non è difficile intuire la violenza del vento del nord,quando soffia al di là del crinale,osservando l'eccessiva inclinazione di alcuni stenti abeti su un lato della casa,e il susseguirsi di rovi i cui tralci si protendono tutti nella stessa direzione,quasi implorando mercé al sole." (Ibidem)
 Il libretto non ha successo ma non scoraggia le giovani sorelle che ambiziose decidono di scrivere ognuna un romanzo."La sera,dato l'ultimo tocco alle faccende familiari,asciugata l'ultima stoviglia,le tre sorelle sedevano intorno al tavolo nell'alone luminoso e tiepido della lucerna a petrolio e scrivevano.Per qualche ora non si udiva nella camera che lo scricchiolio delle penne,il fruscio del gran vento di fuori."
Ne esce un racconto autobiografico per Charlotte ("Il Professore"*),la storia di una povera istitutrice per Anne ("Agnes Grey"),la tormentata storia d'amore tra il diabolico Heathcliff e la ribelle Catherine per Emily ("Cime Tempestose"),ambientata nelle sue amate lande.
"Cime Tempestose" è quello più aspramente criticato.
Nel 1848 Branwell,sfinito dagli eccessi,mancato pittore e consumato da uno sfortunato amore,muore.
La morte del fratello è per Emily un evento traumatico,lei che si era data anima e corpo per Branwell (la figura di Heathcliff è il suo calco);al suo funerale si raffredda e si ammala,ama testardamente non vuole nessun medico:"No poisoning doctor".
La mattina del 19 dicembre sembra stare peggio,"Charlotte corse a cercare,nella spoglia brughiera invernale,qualche fil d'erica superstite e ne fece un mazzolino per Emily:ma l'innamorata delle lande guardò sul guanciale con indifferenti occhi velati i semplici fiori.".Muore qualche istante dopo,"fu sepolta nella chiesa sulla collina battuta dal vento:"
Aveva solo trent'anni.


"Indugiai là attorno,sotto il benevolo cielo;osservai le falene palpitanti in mezzo all'erica e alle campanule;ascoltai la brezza lieve frusciare tra l'erba,come un sospiro;e mi domandai chi mai potesse immaginare irrequieto il sonno di coloro che riposavano sotto la terra silenziosa."(Ibidem)

*Emily Dickinson leggerà con grande ardore il romanzo della Bronte.
**Fu la preparazione per "Jane Eyre"


Fonti:

"Cime Tempestose",Mondadori
"Cime Tempestose" Newton Compton Editori
"La Voce nella Tempesta" Rizzoli Editore.



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