giovedì 22 agosto 2013

Un breve,fatale amore per Louisa May Alcott

"Si,lo farai,-insisté Jo - Dimenticherai,un giorno incontrerai una ragazza adorabile,che ti amerà e sarà un'ottima padrona della tua bella casa.Io non potrei esserlo,sono troppo alla buona,e goffa ed eccentrica e vecchia,anche...
Prima o poi ti vergogneresti di me,e finiremmo per litigare,proprio come facciamo adesso.Inoltre a te piace frequentare la buona società,a me no.Non ti andrebbe a genio che passassi parte del mio tempo a scrivere,e io non posso farne a meno.[...] Ho solo una cosa da aggiungere: credo che non mi sposerò mai.Sono felice così,amo troppo la mia libertà per accettare la prospettiva di rinunciarci."
                                                                       ("Piccole Donne*")


Tra le donne che combattevano per i diritti femminili,anche nella loro attività letteraria,dopo Jane Austen (1775-1817) e Charlotte Brontë(1816-1885),ci fu l'esempio luminoso di Louisa May Alcott (1832-1888),la celebre scrittrice americana che ottenne per prima il diritto al voto nel distretto di Concord (New Hampshire).
Ma mentre la Austen e la Brontë non potevano concepire l'esistenza della donna senza la controparte maschile,la Alcott ne affermava il contrario,facendo di questo il suo credo,non sposandosi mai.
Ma ebbe alcune relazioni sentimentali,tra cui una in particolare che la ispirò per un personaggio del suo più grande capolavoro "Piccole Donne".



Louisa May Alcott


Nella seconda metà dell'Ottocento,la carriera letteraria di Luoisa May Alcott,figlia di un maestro pedagogista,Amos Bronson Alcott, e Abigail May,discendente di una famiglia aristocratica; era in ascesa.
Nel 1860 scrisse il suo primo romanzo "Moods" ("Capricci"),il quale però non trovò un editore disposto a pubblicarlo.
Con lo scoppio della Guerra di Secessione Americana (1861-1865),Louisa partì come infermiera volontaria presso l'ospedale di Gerogetown;qui cominciò a scrivere lunghe lettere ai familiari sulle esperienze fatte,che furono rielaborate dal padre che ne ricavò dei bozzetti tragicomici pubblicati con il nome di "Hospital Sketches" e riscossero grande successo.
Con i soldi guadagnati dalle vendite,Louisa realizzo il sogno della vita;intraprese nella primavera del 1865 il suo primo viaggio in Europa (Londra,Ginevra,Costa Azzurra) come dama di compagnia.Proprio in Svizzera  a Vevey,conobbe il pianista Ladislas Wisniewski.
Ladislas era un giovane polacco di vent'anni,il quale aveva combattuto durante l'insurrezione nel suo paese;appariva molto affascinante,burlone,con uno spiccato senso dell'umorismo e mondano.La Alcott era una donna di trentatré anni (un'età non molto giovanile per l'epoca),non bella,ma interessante,forte e irrequieta.
Intercorse tra loro un rapporto amichevole,quasi materno,per poi concretizzarsi in amore.Lui le insegnava il francese,lei a padroneggiare la lingua inglese.
La scrittrice americana sembrava avere un rapporto molto speciale col ragazzo polacco,diverso dai suoi altri flirt,sempre con uomini più giovani e a dire dai suoi biografi lei era anche un po' civettuola.
Con "Laddie",come lei lo chiamava,Louisa trascorse ancora due settimane(1866) nella capitale francese,ma dopo quest'ultimo incontro le loro strade si divisero come in programma per l'indipendente ragazza.
Quel che rimase dell'esperienza con "my polish boy" fu il "Laurie" di "Piccole Donne".

"Capelli neri e ricci,la carnagione olivastra,grandi occhi scuri,bei denti regolari,un naso perfetto,mani e piedi piuttosto piccolo.E' poco più alto di me -si diceva Jo- ed è educato,gentile,simpatico."
                                                       ("Piccole Donne**")







*"I Quattro Libri delle Piccole Donne",Einaudi,2006
** Ibidem



Fonti:
Nota biobliografica de "Un Lungo Inseguimento d'Amore",Newton & Compton Editori,1996