mercoledì 24 giugno 2015

"Tenera è la Notte" di Francis S.Fitzgerald

"Sulla bella costa della riviera francese,a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano,sorge un albergo rosa,grande e orgoglioso.Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata,e davanti ad esso si stende una breve spiaggia abbagliante.Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci
 anni fa,quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord,era quasi deserto.
Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marciavano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là."


"Le Feu" (1925), George Barbier


Dopo aver letto "Il Grande Gatsby" e "Belli e Dannati" due anni fa, rimanendo incantata dallo stile e dalla lungimiranza di Fitzgerald, ho continuato nella lettura scegliendo il suo ultimo romanzo compiuto, il più complesso, e quello che molti credono essere il suo vero capolavoro, " Tenera è la Notte".


Il romanzo venne pubblicato nel 1934, da quello che fu uno dei massimi esponenti della "lost generation", Francis Scott Fitzgerald ( 1896-1940 ).
Gli anni '30 furono per lo scrittore americano uno dei periodi più bui della sua vita privata e della sua carriera letteraria, e queste complicazioni si riflettono fortemente nella sua opera.
La crisi del '29 e la Grande Depressione avevano fatto dimenticare la mondanità e la leggerezza dei ruggenti anni Venti; l'età del jazz era sepolta ormai da tempo e Fitzgerald era stato invischiato in problemi economici, e il suo brillante lavoro sembrava essersi fermato di colpo.
Per giunta, sua moglie Zelda, cominciò a manifestare i primi sintomi di una seria schizofrenia, che  la porterà ad essere internata in una clinica.Lì scriverà un romanzo contro il marito, incolpandolo del fallimento del matrimonio.
"Tenera è la Notte" sarà la risposta dello scrittore.

La vicenda, divisa in tre libri, si svolge dal 1924 al 1929,per lo più in Francia, aprendosi con la bellissima descrizione di un albergo dalle mura rosate a Cap d'Antibes.
Una coppia di americani espatriati, Dick Diver, giovane brillante psichiatra, che ha lasciato la professione vivendo della ricca rendita della moglie Nicole, dal passato burrascoso,essendo stata malata di mente; risiedono tra la riviera francese e Parigi, in un mondo dorato quanto vacuo, fatto di feste, cene, e sperpero del denaro,accompagnati da un gruppo di amici.
Al gruppo si unisce una giovane attrice, Rosemary Hoyt, di cui Dick si innamora.Ma l'amore è solo una breve infatuazione, che mette allo scoperto tutta l'insoddisfazione della sua vita, perdendo a disinvolta sicurezza che lo distingueva e buttandosi nell'alcool.
La stessa Nicole non trova più in lui l'appoggio di un tempo e finisce per legarsi ad un soldato di ventura francese, Tommy Barbon.

"Nicole fu sempre più vicina a ciò che era stata all'origine. Invischiata d'amore nella luce lunare, diede il benvenuto alla violenza dell'amore."

La loro unione si sgretola lentamente : Nicole riparerà in un secondo matrimonio con Tommy, Dick ritornerà negli Stati Uniti, dove riprende il lavoro di medico, facendo perdere le sue tracce.

Prima edizione del romanzo

Volutamente intriso di elementi biografici, "Tenera è la Notte" rispecchia le alterne vicende coniugali dell'autore; gli stessi Fitzgerald si stabilirono nel 1925 a Cap d'Antibes, presso l'Hotel du Camp*, descritto
nel romanzo, dove vivendo al di sopra dei loro mezzi,entrarono nella piacevole scena mondana francese, accanto a diverse personalità celebri.
Qui Zelda si innamorò perdutamente di un aviatore francese, con il quale ebbe una relazione; accelerando di modo la fatale rottura col marito.
Scott Fitzgerald si presentò nell'insoddisfazione di Dick Diver, Zelda nei disturbi mentali di Nicole, la vivace bellezza di Rosemary era quella dell'attrice cinematografica Lois Moran.
Ma ridurre l'opera ad una mera questione di risentimenti e palleggiamenti coniugali è quanto mai riduttivo e banale.
Nessun altro scrittore ha reso pienamente il disfacimento morale e fisico dell'uomo come Fitzgerald.
Quella di Dick Diver è una storia di disintegrazione, prima nel rapporto con Nicole, dove egli perde il suo controllo di marito e tutore, fino ad arrivare a smarrire la dignità e lo status in alcool e risse, umiliandosi nel ritornare alla base di un semplice medico di provincia.
Sullo sfondo una società vuota, priva di valori : gli anni Venti, il mondo di Hollywood, la gioventù esibizionista, dedita al riconoscimento della persona, solo attraverso il denaro.
Di grande effetto, anche la descrizione della schizofrenia di cui è affetta Nicole; malattia mentale che fu studiata e analizzata proprio in quegli anni,mediante le sedute, le conferenze, gli scritti su cui si affaccendava il padre della psicanalisi Sigmund Freud ( 1856-1939 ).

Fitzgerald con la moglie Zelda

Fitzgerald impiegò ben nove anni per a stesura, che doveva essere per lui il suo capolavoro, "l'opera più ambiziosa** ", ma alla cui uscita fece un fisco totale, di pubblico e di critica.
Diversamente da "Belli e Dannati" e "Il Grande Gatsby", "Tenera è la Notte" segue un andamento molto lento, a tratti noioso, per scene e personaggi che potevano essere tagliati,data la loro non funzione ai fini della storia.
Ne risulta un romanzo più poetico dei precedenti, più sopraffino, per quelle parole non dette,frasi sospese***,per l'inquietudine e malinconia che ne emerge, quella vita che inevitabilmente sfugge al nostro controllo; tema caro a Fitzgerald.
Per lo stesso titolo, si ispirò ad un ode di John Keats ( 1795-1821 ), " Ode all'Usignolo ", dove il poeta spiega la caducità della giovinezza
della bellezza e dell'amore che affliggono la nostra esistenza.



"A volte è più difficile privarsi di un dolore che di un piacere..."


M.P.

* L'Hotel du Camp sopravvive ancora oggi : Hotel du Camp
** Cit. Fernanda Pivano
*** Diversamente da Hemingway che cercava di scegliere la parola giusta per esprimere al meglio un concetto,Fitzgerald sceglieva il "non detto".


Libro:
"Tenera è la Notte", Francis S.Fitzgerald, Oscar Mondadori





mercoledì 17 giugno 2015

Il tempo ritrovato : storia di Madame de Florian e del suo appartamento

" C'era un odore di vecchio,di polvere...camminavamo sotto alti soffitti in legno,andando in cucina notammo un vecchio forno a legna e un lavandino in pietra,uno struzzo impagliato e poi un pupazzo di Mickey Mouse di prima della guerra,un comò squisito...ma il cuore ebbe un sussulto quando ci trovammo davanti una splendida tela raffigurante una donna in abito di seta rosa. "
( Ufficiale giudiziario Oliver Choppin-Janvry )



Nel 2010 a Parigi,Square la Bruyère 2,nel quartiere di Montmartre,venne ritrovato un appartamento che era stato chiuso per ben settanta anni.Il ritrovamento poteva passare per un fatto ordinario,tranne
per l'eccezionalità del suo caso.
All'interno,infatti,venne recuperata una quantità di materiale d'epoca sorprendente;un tesoro di oggettistica che rimandava ad altri tempi,dove la polvere e il chiuso avevano dato ancor più fascino e valore alle stanze.
Nell'appartamento venne scoperta anche una tela di grande pregio,raffigurante una donna bellissima in abito da sera...


Nel 1872 il giovane pittore,ferrarese di nascita,Giovanni Boldini ( 1842-1931 ),arrivò a Parigi,dove aprì un suo studio a Montmartre.
Parigi viveva allora uno dei periodi più fiorenti : un crescente progresso economico e tecnologico,una società mondana attiva,una spiccata vivacità culturale,un'epoca che fuggiva versoea la leggerezza e il piacere,e si concretizzava nei quadri degli Impressionisti,nelle fotografie di Nadar,negli stupendi abiti del couturier Charles Worth,negli angoli del Moulin Rouge.
Anche Giovanni Boldini era diventato un oggetto dell'alta società parigina.Grazie al mercante d'arte
Goupil,che lo mise in luce presso le grandi famiglie aristocratiche e alto borghesi,divenne uno dei ritrattisti più ricercati del bel mondo;ciò gli consentì fama e ricchezza.
Soprattutto erano le dame aristocratiche che si contendevano l'artista; per quello spirito estroso che improntava sulle tele,la bellezza,la raffinata sensualità : esse venivano rappresentate non come erano,ma come volevano essere.
Nel 1888 Giovanni Boldini ritrasse una delle donne più affascinanti e famose sulla scena mondana,Marthe de Florian ( 1864-1939 ),al secolo Mathilde Héloïse Beaugiron,bella cortigiana, che vantava amanti facoltosi,una vita turbolenta e alcuni figli illegittimi.
Il dipinto non era una commissione e in effetti non fu mai elencato o esposto,ma si trattava di un dono dell'artista alla sua amante.
Boldini la rappresentò nel pieno della sua bellezza,a ventiquattro anni,fasciata da un abito di seta rosa molto scollato,seduta sul divano in una posa sensualissima,il capo rivolto verso destra,il décolleté bianchissimo.Pronta per essere ammirata e corteggiata.
Tutto espresso con vorticose e leggere pennellate che fecero di Boldini lo splendido cantore della Belle Epoque.

"Ritratto di Madame de Florian" (1888) G.Boldini

Marthe lo portò nel suo magnifico appartamento,tipicamente sovraccarico,lezioso ed eccentrico,dove visse fino alla fine dei suoi giorni,ricevendo amanti,leggendo sui giornali fatti più o meno importanti,accumulando gioielli e ninnoli; intanto che la storia si annidava piano piano nella sua abitazione.
Lo lasciò in eredità ad una nipote,Solange Beaugiron,che vi abitò fino al 1942,quando la Francia fu invasa dalla Germania nazista,Solange,fu costretta a fuggire,chiudendo dietro di sé la porta per sempre.

Quel che si imbatté settant'anni dopo,con grande sorpresa,l'ufficiale giudiziario Oliver Choppin-Janvry, fu un appartamento di 140 m2, intatto,come se fosse passata di lì la fata buona della "Bella Addormentata", addormentando la casa e lasciandola così come era stata.




Furono scoperti porcellane,mobili nouveau,specchi,dipinti di valore,uno struzzo impagliato,una consolle stile Napoleone III,lampadari antichi,alti soffitti in legno e tutti gli elementi che potevano abbellire e impreziosire una casa del XX secolo.
Il tempo passato era stato miracolosamente ritrovato.

M.P.

giovedì 4 giugno 2015

" La Mala Ora " di Márquez


" Il tempo passa senza far rumore. "


The Marshes at Rhode Island " ( 1866 ),Martin J.Heade


Dopo che si è letto " Cent'Anni di Solitudine " e " L'Amore ai Tempi del Colera ",è difficile per i lettori ritrovare quella stessa magia e poesia dei due capolavori,nelle altre opere letterarie dello scrittore colombiano Gabriel G.Márquez ( 1927-2014 ).
Forse bisognerebbe conoscere e capire i svariati aspetti della sua narrativa,ricca non solo di fascino,ma anche di realtà e denuncia.
E " La Mala Ora " rispecchia proprio quest'ultimo.
Pubblicato nel 1962,cinque anni prima di " Cent'Anni di Solitudine ",presenta temi ed atmosfere molto simili a questo,nonché continui rimandi al villaggio di Macondo ed ai suoi abitanti.


Ambientato in un villaggio tropicale,molto simile a Macondo,isolato da un fiume in piena e tormentato da una pioggia incessante,che ricorre in tutto il romanzo;la vita quotidiana dei suoi abitanti è scandita da innocenti consuetudini : padre Ángel che censura i film della sera a rintocchi di campana,dame che di domenica affollano la chiesa,Don Sabas che si inietta l'insulina,grazie a cui riesce a sopravvivere,Moisés con la sua bottega di merci e colori...
Ma a turbarne la presunta pace,ci pensano dei fogliettini anonimi,posti sulle porte delle case,di notte,
che raccontano relazioni adulterine,figli illegittimi,affari poco chiari.
Eppure le pasquinate non svelano proprio nulla visto che i pettegolezzi sono noti a tutta la comunità,
 anche se ne rimane scandalizzata ed indignata.
L'alcade si rivolge allora,ad una veggente di un circo itinerante,che interpretando le carte afferma :
" E' tutto il paese e non è nessuno. "
L'alcade provvede di conseguenza,con restrizioni ed azioni violenze,che porteranno al nulla,e forse al tutto.


La vicenda sembra passare per un giallo d'autore,eppure niente è più lontano da ciò,infatti il lettore non scoprirà mai chi sia l'autore dei foglietti anonimi.Il gioco di Márquez è quello di mostrarci,quel che prima era solo appena accennato : la ribellione di un paese di fronte alla dittatura.
Dice bene la veggente Cassandra : "è tutto il paese e non è nessuno. "
Le pasquinate sono Márquez un motivo,un espediente per raccontare le crudeli persecuzioni politiche nella Colombia degli anni '60.
In tutto il breve romanzo cova il rancore,la vendetta per il sangue versato,le azioni restrittive,le brutalità,in un villaggio dove è morta la democrazia,la libertà ( come non ricordare le immagini di " Cent'Anni di Solitudine "? ),ove prima c'era il magico,tutto si trasforma in reale,ove prima c'era il pettegolezzo,si instaura ora la lotta :




" Nessuno parlava più delle pasquinate.Nel fragore degli ultimi avvenimenti era soltanto un pittoresco aneddoto del passato. "


M.P.

Libro :
" La Mala Ora ",G.G.Márquez,Oscar Mondadori,2014
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