giovedì 31 gennaio 2019

"Il Cielo Diviso" di Christa Wolf


In quel tempo, noi non sapevamo - nessuno lo sapeva - quale anno ci attendesse. Un anno di prove spietate, ardue da superare. 
Un anno storico, come si dirà in seguito. Ai contemporanei è difficile resistere alla cocente prosaicità della storia.

@Appuntario

Gli appassionati di materia storica guardano al passato come al riconoscimento delle nostre origini e del nostro divenire; eppure non ci accorgiamo che il presente, il nostro vivere oggi, ogni istante, può anche questo identificarsi come "momento storico".
A distanza di anni ho dato un peso considerevole ai miei ricordi, di bambina e di adolescente poi, ad alcuni fatti accorsi negli anni novanta del Novecento: la guerra in Kosovo, gli accordi tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, gli studi geografici sulla Jugoslavia e sugli stati dell'URSS.
La caduta del muro di Berlino è stato un evento troppo lontano per i miei ricordi, ma l'abbattimento di quella barriera ha avuto un impatto fondamentale per il nuovo assetto europeo e soprattutto per le vite di molti.
"Il Cielo Diviso" fu pubblicato nel 1963 nella Germania dell'Est e l'anno dopo nella restante Europa; la sua uscita provocò un certo sconcerto tra il pubblico e la critica, sia per le tematiche affrontate, sia per quella vicenda (l'amore di due giovani), collegata così direttamente a quell'episodio che fu l'erezione del muro, avvenuto non più di due anni prima.
La società si riconosceva pienamente in quel ritratto collettivo e quotidiano.
Secondo romanzo della scrittrice e attivista tedesca Christa Wolf (1929-2011), che sarebbe divenuta una delle autrici più riconosciute della DDR e della letteratura nazionale in seguito, la sua opera tutt'oggi rappresenta uno dei testi più profondi sull'impegno civile, a cinquantotto anni di distanza.


La narrazione segue alternando due piani correlati: il presente e il passato, cambiando di volta anche la voce narrante, passando dalla terza persona singolare alla prima e alla prima plurale.
Negli ultimi giorni di agosto del 1961¹, una giovane tedesca, Rita, si risveglia nel letto di un ospedale: ha subito un grave incidente nell'opificio dove lavora, ma più delle condizioni fisiche, è il suo dolore inconfessato, i suoi turbamenti a preoccupare e a far propendere il dottore per un ricovero in sanatorio.
Nella solitudine del posto Rita ridesta "l'ambiguo incidente", riannoda il filo dei suoi ricordi per dare un significato a ciò che è accaduto.
Due anni prima era una ragazza vivace e piena di sogni di un villaggio della Germania orientale. Ad una festa conosce un giovane chimico di dieci anni più grande, Manfred. I due si innamorano e dopo le prime rimostranze di lui, progettano una possibile vita insieme.
Vanno a vivere a casa dei genitori di Manfred, nella Berlino est; mentre lei aspira ad un posto come maestra, lavora nel frattempo in una fabbrica di vagoni.
L'amore è vero e sincero tra i due amanti ma già si profilano alla luce le loro diverse personalità: Manfred ha dalla sua parte l'intelligenza e l'esperienza necessaria per vivere in tempi difficili, eppure è freddo, portato all'indifferenza verso una società che nulla ha cambiato dopo la guerra; fatalista non incoraggia l'amore di Rita, che dopo gli iniziali disagi, riesce ad introdursi nei meccanismi di una grande città e con altruismo partecipare alle conquiste e alle sconfitte della sua brigata di lavoro.

"Il Cielo Diviso" (1964), Konrad Wolf

Con straziante consapevolezza la ragazza sente sul suo capo inasprirsi i conflitti che dividono sempre più le due Germanie, l'incertezza economica, l'instabilità del mondo operaio, le paure per il presente e quando a Manfred viene rifiutato un importante progetto da lui realizzato, Rita vede approssimarsi la fine del loro amore.
Manfred fugge verso Berlino Ovest, dove ha già trovato asilo e un posto di lavoro sicuro, buttando alle sue spalle radici, affetti, coraggio, e in un ultimo disperato tentativo, chiama Rita a seguirlo.
I due si rivedono ma il loro incontro è ormai un addio: Rita si sente estranea in quel mondo freddo e meccanizzato,poco incline al sentimento; decide con dolore di separarsi definitivamente dal suo amato e intraprendere una strada da sola.
Una settimana dopo viene innalzato il muro: non si rivedranno mai più.

"Il Cielo Diviso" non ha lo stesso lirismo poetico, il passo cadenzato e penetrante di "Cassandra", suo romanzo più celebre e amato, ma non meno di questo, il suo messaggio è straziante e potente.
Il muro di Berlino è uno sfondo fantasma, un labile motivo per descrivere e denunciare la società contemporanea: quella industriale, delle grandi fabbriche, che offuscano il cielo mascherando i contorni della città, allontanando alla vista dell'uomo la bellezza e il conforto della natura; quella fredda e composta della burocrazia, legata al servilismo affaristico e inumano, dove gli strascichi della guerra sono ancora sentiti, arrecando una certa sfiducia nel cambiamento.
A questo mondo ostile la Wolf mostra due modi di reagire, due personalità differenti, come differenti sono i due sessi: Rita e Manfred.
Manfred pur credendo nel suo amore per Rita, sceglie di fuggire, optando per la realizzazione del suo essere, consapevole al tempo stesso di non aver <<tenuto testa alla pressione di una vita più dura, più severa...>>. 
Rita rimane. Ma la fermezza del suo rimanere non è una sconfitta. È la tenacia dei suoi valori, del suo pensiero, della sua indipendenza, ed è una donna.
Il lettore assiste alla sua maturazione, da giovane ragazza di provincia a una donna coscienziosa che antepone all'amore una missione sociale, all'individualismo la collettività, alla docilità la libertà che può dare una vita piena.
Per questo, lungo tutto il romanzo, Christa Wolf vuole ribadire una nota verità: non è un muro, un ostacolo fisico, un momento storico a dividere due esseri, ma prospettive e visioni diverse.

 <<Un tempo, le coppie d'amanti prima di separarsi cercavano una stella, su cui i loro sguardi la sera potessero incontrarsi. Che cosa dobbiamo cercare noi? - Il cielo almeno non possono dividerlo, - disse Manfred beffardo. Il cielo? Tutta questa cupola di speranza e di anelito, di amore e di tristezza? - Sì invece, - disse lei piano.
- Il cielo è sempre il primo a essere diviso.>>



 M.P.




¹ Il muro di Berlino venne eretto il tredici agosto del 1961.

2 commenti:

  1. Bellissima recensione. Da tempo vorrei leggere questo romanzo, ora non posso più tirarmi indietro. Si avverte la stima che provi per questa scrittrice.

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    1. Ti consiglio dal cuore questo piccolo romanzo: si avverte la profondità della storia e il ruolo delle donne in esso. Da quando ho letto "Cassandra", ora non posso più fare a meno della Wolf.

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