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"Yoshe Kalb" di Israel Joshua Singer

<<Tu che sei sotto giudizio>>, lo interpellò il presidente, che non sapeva come rivolgerglisi. <<Come ti chiami?>> <<Non lo so>>. <<Non lo sai?>>, ripeté il presidente, perplesso. <<Se non lo sai tu chi sei, chi altri potrebbe saperlo?>> <<Nessun uomo sa chi è>>, rispose lo straniero. <<Impossibile>>, mormoravano i rabbini. <<Non capisco>>.


Essere catapultata nel lontano mondo di Israel Joshua Singer (1893-1944) è tra le esperienze più felici che ho abbracciato da lettrice. Con "Da un mondo che non c'è più" , "La Famiglia Karnowski" , e "I Fratelli Ashkenazi" , ho conosciuto quel mondo ebraico arcaico andato perduto con le Guerre Mondiali, quella cultura yiddish così cerimoniosa nelle usanze e nei costumi e insieme carica di contrasti da sconfinare oggi nella storia immaginaria. "Yoshe Kalb" viene difatti raccontato da Singer utilizzando motivi fiabeschi…

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