lunedì 19 aprile 2010

L' Inaffondabile Kursk



In questi ultimi giorni non si parla altro che del "nucleare" e questo argomento mi ha rammentato un fatto o meglio una tragedia avvenuta il 12 agosto del 2000,quando avevo sedici anni,che mi ha impressionato e commosso allo stesso tempo.Proprio quest'anno saranno dieci anni dall'evento:


"La tragedia del Kursk".




Il Kursk K-141 era un sottomarino a propulsione nucleare della Flotta del Nord Russa,lanciava e trasportava missili nucleari.Il 12 agosto accadde che durante un esercitazione militare avvenne l'esplosione.Morirono 118 marinai.
Già dal quattordici agosto apparvero le prime versioni:come quella di un'avaria,secondo cui il sottomarino si fosse posato sul fondo del mare di Barets a una profondità di 108 metri.Due esplosioni gli avevano squarciato tutta la prora,lungo tre o quattro sezioni,causando la morte nei primi minuti la tragedia.
O ancora "l'urto dinamico", ma poco dopo scartato anche questo poichè il Kursk orgolio della flotta nucleare russa,non affonda per guasti tecnici o errori dovuti a scarso addestramento dell'equipaggio.
Quindi la catastrofe poteva essere stata provocata da un sottomarino "nemico" quale statunitense o inglese che avrebbe urtato e squarciato il Kursk ed avrebbe provocato quindi l'esplosione di alcuni siluri.
Ma anche questa voce fu presto smentita poichè nessun mezzo navale si trovava nelle vicinanze del sottomarino russo.
Quel che era certo è che tutti i 118 marinai morirono entro tre ore dalla sciagura.
Morti da eroi,perchè avevano deciso di spengere i due reattori nucleari,sacrificando consapevolmente le loro vite per evitare il rischio di una catastrofe.
L'orgoglio di Putin era affondato e ci sono ancora nubi oscure su questa tragedia.
Bibliografia:
"Il Messaggero",22-23 agosto 2000.

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