giovedì 30 maggio 2013

Un bouquet di rose rosse per la regina Elena

Ogni anno,nel giorno della ricorrenza di Sant'Elena,veniva recapitato nella residenza estiva di Casa Savoia,un bouquet di rose rosse,ornato da un nastro bianco e azzurro.
Il misterioso omaggio era per la regina d'Italia,Elena,offerto per lei non dal suo "piccolo" marito,ma da un uomo che non la dimenticò mai.
E' difficile pensare che Elena di Savoia(1873-1952),passata alla storia come moglie fedele e madre esemplare,abbia avuto negli anni anni della sua giovinezza,uno spasimante "platonico" così devoto,prima di sposare nel 1896 Vittorio Emanuele III.
L'incontro avvenne ad un ballo,nel 1890,alla corte dello zar Alessandro III. Jelena,chiamata familiarmente "Jela",figlia del futuro re del Montenegro Nicola Petrovic Njgos e di Milena Vukotic,diciassettenne "bruna,dalla grazia ineffabile,dagli occhi dolci e dall'animo nobile",si trovava a Pietroburgo come studentessa del collegio Smolny e frequentava la corte russa.

Un ritratto della principessa
del 1897

Qui,circondata da giovani principi affascinati dalla sua freschezza,fece la conoscenza di Carl Gustaf Emil Mannerheim (1867-1951),giovane trentenne,originario della Finlandia,guardia reale della zarina Maria Fëdorovna.Questo brillante ufficiale,riuscì grazie alle sue nobili origini e al suo valore,a conquistarsi un ruolo preminente nella Russia nazionalista e autocrata dell'ultimo zar.
Molto conteso dalle donne dell'aristocrazia per il suo bel'aspetto,rimase commosso da questa giovinetta così visibilmente insofferente al lusso e alle ostentazioni.
Provò per lei un sentimento di ammirazione e devozione tanto da scontrarsi per lei,in un duello alla pistola con il principe Arsenio Karageorgevich (fratello del futuro Pietro II di Serbia*),uno spasimante fin troppo opprimente per la bella Jela.
Dopo il "fatto",Nicola Petrovic richiamò la figlia a Cettigne(capitale allora del Montenegro),per evitare ulteriori scandali.

Un giovane Manneheim
1880

Mannerheim lasciò andare la sua bella,ben sapendo che Jela era da tempo agognata da alcune casate reali,forse proprio come sposa del figlio dello zar.
Il buon finlandese rimase quindi a Pietroburgo,ma le sue avventure sentimentali non finirono; si sposò con una nobile russa,tale Anastasia Arapova,ed ebbe come amante una principessa polacca,Betsy Shuvalova.
Con il crollo dell'impero russo,Mannerheim ritornò in patria "dove dedicò tutte le sue energie all'edificazione di una società democratica",diventando un'eroe nazionale ed eletto nel 1942 addirittura Presidente della Repubblica.
Ma il ricordo di Jela non si spense mai.
Nel suo esilio in Francia,la ormai ex-sovrana d'Italia,Elena,ricevette commossa la sua visita:Manneheim le porse il suo ultimo bouquet,rose rosse adornate da un nastro bianco e azzurro,i colori della Finlandia.






* E cognato della stessa Elena,in quanto nel 1883,ne aveva sposato la sorella Ljubica o meglio Zorka del Montenegro.




Fonti:
"Historia",articolo del Gennaio 1967,di Felix Ardouin.

venerdì 24 maggio 2013

"Il Grande Gatsby" di Baz Luhrmann

"Gatsby credeva nella luce verde,al futuro orgastico che anno dopo anno indietreggia di fronte a noi.Ci è sfuggito allora,ma non importa,domani correremo più forte,allungheremo ancora di più le braccia...E un bel mattino...
Così continuiamo a remare,barche contro corrente,risospinti senza posa nel passato."






Presentato il quindici Maggio a Cannes,"Il Grande Gatsby",del regista australiano Baz Luhrmann,("Moulin Rouge","Australia")è la trasposizione cinematografica del romanzo-capolavoro omonimo di F.S.Fitzgerald."Il Grande Gatsby"
Film dal cast,scenografia e costumi eccezionali e da un budget molto alto,costato 105 milioni di dollari,è un omaggio voluto dal regista al grande scrittore americano.
Ambientazione ricreata "ad hoc" dell'America nella prima metà degli anni 20,con la sua dicotomia tra divertimento e proibizionismo,tra le luci sfavillanti,i colori vivaci e rassicuranti del West Egg (dove vivevano i ricchi) e il buio,la polvere,la terra del East Egg (dove vivevano i poveri),in cui fanno quasi da "spettatore opprimente" gli occhi azzurri figuranti sul cartellone pubblicitario dell'oculista T.J.Eckleburg,sotto cui si svolge il dramma.L'America dell'"età del jazz",dell'euforia e della ribellione che seguirà inevitabilmente la crisi del '29.

Le riprese effettuate nel 2011,sul continente australiano,seguono perfettamente le vicende del contrabbandiere milionario Jay Gatsby e del suo "amore" o "sogno" per l'indolente Daisy Fay.
Gatsby,presentato magistralmente dall'attore Leonardo Di Caprio ("Titanic","The Aviator","Django Unchained"),che non fa rimpiangere per nulla il "Gatsby" di Robert Redford (1974); è riuscito a mostrare il personaggio con le sue numerose sfaccettature: il contrabbandiere,il trimalcione,il gentiluomo;se non appieno la malinconia,però,la fede ostinata verso il passato e la speranza,"la luce verde",che diventa il sogno americano e il sorriso tipicamente gatsbiano.
Daisy,l'amore fin troppo esaltato nel film (nel romanzo Gatsby amava l' "idea" di Daisy, ha interpretazione di Carey Mulligan ( la Kitty Bennet di "Orgoglio e Pregiudizio", 2005),accettabile fisicamente ma,che non ha saputo dare personalità e attrattiva al personaggio.


Di rilevanza,invece, a parte il noioso Tobey Maguire ("Spider-Man"),nel ruolo di Nick Carraway,reinventato in scrittore,occupando troppo spazio nel film,restano la brava Isla Fisher("I Love Shopping") nella figura patetica e volgare di Mirtle Wilson; come Joel Edgerton("King Arthur") nell'arrogante ed egoista Tom Buchanan,perfetta Elizabeth Debicki in Jordan Baker.
Tra le canzoni spicca sicuramente la bella "Young and Beautiful",colonna sonora del film cantata da Lana del Rey;quasi un obbobrio la rivisitazione di Beyoncé per "Back to Balck".
Di grande pregio anche i dialoghi e la narrazione fedelissimi all'originale romanzo.
Il film all'uscita è stato criticato per essere molto "kitsch",sovraccarico;il regista si è difeso dichiarando che sarebbe "molto piaciuto a Fitzgerald",lui che lavorò a Hollywood negli ultimi anni,d'altra parte anche la stessa Eleanor Lanahan,nipote del romanziere,ha confermato il suo beneplacito,che "al nonno,si, sarebbe piaciuto".


Resta per me un grande atto di coraggio aver portato in una maniera così potente uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale,e il finale vale,veramente,tutto il film.


mercoledì 15 maggio 2013

Pierre de Ronsard,la passione di una rosa


Nella prima metà del Cinquecento,come in Italia,anche alla Francia ebbe la sua epoca di "Renaisance",sia nel campo della cultura,sia in quello dell'arte;dovuto,questo,alle guerre in Italia e al numeroso afflusso di artisti e letterati nelle varie corti di Carlo VIII,Luigi XI  e Francesco I.
L'influenza italiana si sentiva nettamente anche nella poesia,che vedeva nel Petrarca la figura da seguire,il simbolo per eccellenza.
Intorno a quest'epoca nacque in Francia una nuova scuola,una "brigade" di sette poeti (Ronsard,Du Bellay,Belleau,Jodelle,Daurat,Baïf e Ponthus de Thiard),chiamata la "Pléiade",traendo il nome dalla costellazione.


Questi nuovi poeti si riproponevano "di trasformare la lingua poetica nazionale elevandola sulle tracce degli antichi ad altezze sublimi",riscoprendo la freschezza e la semplicità dei classici.
Tra loro,Pierre de Ronsard (1524-1585) fu sicuramente il più rappresentativo.Cantore della nuova Francia e delle sue origini,osannato da sovrani (fra cui Caterina de' Medici),ebbe una vita sentimentale non meno movimentata di quella culturale,la sua fama portava lontano l'eco dei suoi amori e del suo talento.

Figlio di un signore della piccola nobiltà,che aveva conquistato la benevolenza di Francesco I partecipando alle guerre d'Italia;Pierre fu indirizzato fin da giovane alla carriera cortese,in qualità di paggio del delfino Francoise nel 1536 e in seguito della principessa Madeleine,che accompagnò in Scozia quando sposò il re Giacomo V.
Con la prematura dipartita della bella e sfortunata Madeleine ( morta di tubercolosi),Pierre ritornò in Francia,sempre a servizio di un figlio del re,il duca Charles d'Orleans.
Intraprese poi la carriera militare,ma vittima di una malattia che lo rese parzialmente sordo,cambiò radicalmente vita;per mantenersi economicamente scelse il chiericato,in questo modo "avrebbe goduto dei benefici connessi al suo stato senza adempiere ai doveri del culto".
In questa nuova figura,Pierre,poté occuparsi della sua passione,la poesia,e la vita mondana.
Nel 1545,avvenne un altro evento sconvolgente nella sua vita,ad un ballo nel castello reale di Blois,conobbe Cassandra Salviati.

Castello di Blois


Questa giovane fanciulla fu la sua prima musa e amore non corrisposto.
Bella,bionda,con gli occhi neri e una voce incantevole,Cassandra proveniva da una famiglia di ricchi banchieri fiorentini,figlia del Bernardo Salviati.
Pierre "che non aveva niente di sacerdotale né nell'atteggiamento,né nelle sue vesti",corteggiò a lungo la bella,finché nel 1546 andò in sposa ad un nobile.
A lei,il poeta dedicò "Les Amours",sonetti accompagnati musicalmente.


Dolcezza,andiamo a vedere se la rosa
che stamane aveva dischiuso
la sua veste di porpora al sole
ha perduto stasera
le pieghe della sua veste purpurea
e il colorito simile al vostro

Ahimè,vedete come in si breve spazio,
dolcezza,ella ha,al suolo,
lasciato cadere le sue bellezze!
O natura veramente matrigna
poi che un tale fiore non dura
che dal mattino fino a sera!

Dunque,credetemi,dolcezza,
finché la vostra età fiorisce
nella sua più verde freschezza,
cogliete,cogliete la vostra giovinezza:
come a questo fiore,vecchiezza,
farà appassire la vostra beltà


Divenuto celebre con le sue opere,ritornò a corte gloriosamente.
Ottenuto il ruolo di curato titolare di parrocchia,incontrò nella campagna di Bourgeil,una giovane contadina,Marie Dupin,alla quale dedicò "Continuation des Amours","versi pervasi di una intensa sensualità e di un profondo amore per la natura".
Dal 1560 ottenne ancora numerose cariche e benefici,culminate nel 1558 con il posto di primo poeta ed elemosiniere ordinario del re Carlo IX e nel 1565 con l'eccellente visita di Caterina de' Medici,di cui il poeta aveva cantato le sue lodi,nel priorato di Saint-Cosme,"nei pressi di Tours,dove viveva il poeta,un'oasi di pace,di amicizia e di poesia."

Saint-Cosme


Nel 1573 le sue "Oeuvres" coincidono con l'amore "platonico" per la bella Hélène de Surgères (1546-1618),damigella d'onore della regina madre,alla quale dedicò i suoi versi più famosi:


Quando Vecchia sarete,la sera,alla candela,
seduta presso il fuoco,dipanando e filando,
ricanterete le mie poesie,meravigliando:

Serva allor non avrete ch'ascolti tal novella,
vinta dalla fatica già mezzo sonnecchiando,
ch'al suono del mio nome non apra gli occhi alquanto,
e lodi il vostro nome ch'ebbe sì buona stella.

Io sarò sotto terra,spirto tra ignudi spirti,
prenderò il mio riposo sotto l'ombre dei mirti,
Voi presso il focolare una vecchia incurvita,

l'amor mio e 'l fiero sprezzo vostro rimpiangerete,
Vivete,date ascolto,diman non attendete:
cogliete  fin da oggi le rose della vita.






Fonti:

"Nei Castelli della Loira",I.Cloulas,Fabbri Editori.
"Storia della Letteratura Francese",G.Spagnoletti,Newton Compton Editori.
"Caterina de' Medici",J.Orieux,Oscar Mondadori.