venerdì 18 novembre 2011

Audrey a Roma "Esterno Giorno"



Dal 26 ottobre fino al 4 dicembre al Museo dell'Ara Pacis si svolge una mostra omaggio a una delle più grandi dive del passato:Audrey Hepburn (1929-1993),curata dal suo secondo figlio Luca,avuto dallo psichiatra italiano Andrea Dotti (1938-2007).La particolarità della mostra si trova sia nel prezzo del biglietto,devoluto interamente all' UNICEF,di cui l'attrice era stata ambasciatrice,e nel voler raccontare in questo percorso non tanto la vita della Hepburn ma della sua vita nella città che più amava.



Io ho potuto visitarla sabato scorso e posso dire che è stata una bellissima esperienza : 150 fotografie ( di cui alcune inedite) che ritraggono la diva sui set,alle feste mondane,per le strade della Capitale,insieme a nostri attori (Sordi,De Sica,Claudia Cardinale,Monica Vitti e altri),con la famiglia e i figli,nei aeroporti
romani di Fiumicino e Ciampino.


Oltre alle foto a farci sognare si trovano alcuni dei suoi stupendi abiti indossati nella vita privata o alle prime dei film,tra cui spicca il famoso cappotto arancione e gli immancabili occhiali di "Colazione da Tiffany" targati  Givenchy.



Ma anche la vespa originale di "Vacanze Romane" e il copione del film con alcune sue annotazioni,
passaporto,set da viaggio Louis Vuitton e un video che mostra Audrey nei suoi momenti privati,tutto in un lungo percorso dagli anni 50 fino al suo ultimo ruolo come ambasciatrice per i diritti dei bambini.



Quel che ne consegue è una riflessione non solo sulla sua incomparabile icona di grazia,eleganza,leggerezza,
genialità e bravura ma anche sul suo lato più genuino,buono e umano che mi ha molto commosso.








"Ci sono viaggi
che si fanno con un unico bagaglio.
Il Cuore."
A.H.

venerdì 11 novembre 2011

Sandro Penna:Il Canto più puro del Novecento



Vi sono molti poeti bistrattati,che vengono studiati poco,male o per niente e l'italiano Sandro Penna (Perugia 1906-Roma 1977) è tra quelli.La sua poesia,molto particolare e unica è ancora poco capita.


Amavo ogni cosa nel mondo.E non avevo
che il mio bianco taccuino sotto il sole.


Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia.E tutto è calmo.

Le stelle sono immobili nel cielo.
L'ora d'estate è uguale a un'altra estate.
Ma il fanciullo che avanti a te cammina
se non lo chiami non sarà più quello...

Fuggono i giorni lieti
lieti di una bella età.
Non fuggono i divieti
alla felicità.




Penna inizia la carriera nel 1938,muovendo i primi passi durante il periodo della corrente poetica dell'ermetismo,da cui però rimane pressoché indifferente.Le sue opere saranno accostata più che altro ad Umberto Saba (1883-1957,di cui era anche amico).


Le stelle mi guardavano se a tratti
socchiudevano gli occhi come fanno i gatti.

Come è bella la luna di dicembre
che guarda calma tramontare l'anno.
Mentre i treni si affannano si affannano
a quei fuochi stranissimi ella sorride.

Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso 
essendo egli comune.




L'unicità del poeta si trova nei temi : l'estraneità,dovuta alla sua omosessualità mai nascosta,esperienze dolorose,ma sempre con uno sguardo rivolto alle cose più belle e semplici,d'altronde la sua poesia è la più pura e intima .


Io vivere vorrei
addormentato
entro il dolce
rumore della vita.

Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi.

Ero solo nel mondo,o il mondo aveva
un segreto per me? Di primavera
mi svegliavo a un monotono accordo
e il canto di un amore mi pareva.
Il canto di un amore che premeva
con gli occhi di quel cielo puro e fermo.



mercoledì 9 novembre 2011

Gabrielle d' Estrées,"la quasi regina"

"Dio solo o la morte del re possono fermare la mia fortuna."
                                   (Gabrielle d' Estrées)

La storia di Gabrielle d' Estrées ,la più famosa amante del re di Francia,Enrico IV di Borbone (1589-1610*),è la più particolare e misteriosa insieme,tra tutte le cortigiane fu l'unica veramente ad un passo dal gradino più alto della scala sociale,quello del trono e la sua morte prematura pose fine al sogno a lungo agognato.

Gabrielle nacque nel favoloso castello paterno di Coeuvres nel 1573,figlia del duca Antoine d' Estrées "che esercitava la carica di governatore di Piccardia".I suoi parenti,sopratuto materni,non godevano di una buona reputazione:la nonna era stata l'amante del papa Clemente VIII e di Francesco I,la madre di Gabrielle era scappata con il proprio amante,il marchese d' Alègre,abbandonando marito e figli.Anche Gabrielle si diceva avesse iniziato la carriera di amante a sedici  anni con Enrico III "e pagata per questa sua prestazione seimila scudi",poi era passata al banchiere Sébastian Zamet,il cardinale di Guisa e il duca di Longueville.


Tutti ne elogiavano la sua bellezza " i suoi occhi erano color del cielo e così lucenti che era difficile capire se prendevano il loro vivo chiarore dal sole o se il sole a essere debitore del suo.Aveva le sopracciglia arcuate e gradevolmente scure e il naso un po' aquilino;la sua bocca era color rubino;il seno più bianco dell'avorio più bello e levigato,e l'incarnato delle mani simile a quello delle rose e dei gigli."
Ne l1590 l'amore che sembra essere definitivo con il bel Roger de Saint-Lary conte di Bellegarde,Grande Scudiero di Francia.I due innamoratissimi l'uno dell'altra,erano sul punto di sposarsi ma l'incontro di Mademoiselle d' Estrées nel 1591 con Enrico di Borbone deviò i loro destini.
Enrico IV sedeva sul complicatissimo trono di Francia già da due anni,e occupato nella sua continua ricerca per affermarsi (lui era di fede protestante),era occupato anche nella ricerca di nuove amanti.
Questo eccezionale re,brutto,poco profumato,passato alla storia come "Le Vert Galant" doveva ancora ottenere il divorzio dal suo primo matrimonio con la bella Margherita di Valois (1553-1615,figlia di Caterina dè Medici) ma aveva all'attivo più di cinquanta conquiste,di Gabrielle ne fu più che conquistato,allontanò il "bel Roger" e persuase la famiglia d' Estrées a far capitolare la bella,ancora innamorata e ben poco propensa al  suo nuovo ruolo.

Enrico IV di Borbone
Il vero punto di svolta fu nel 1593,quando Enrico fu consacrato re a Chartres (diventando cattolico);Gabrielle che assisteva alla cerimonia,guardò con occhi sognanti lo spettacolo e in quel momento si rese conto che poteva salire a un gradino più alto.
Già un anno prima per salvare le apparenze,Enrico aveva dato l'amante in moglie a Nicolas d' Amerval de Liancourt che sosteneva soltanto il ruolo di "marito di comodo".
Gabrielle era diventata quindi molto più che l'amante ufficiale,aveva titoli,omaggi dovuti ad una vera e
propria regina,marchesa di Monceaux e duchessa di Beaufort,"dirigeva il ménage di corte","appariva sempre al fianco del sovrano" anche nelle cerimonie ufficiali,ai banchetti sedeva di fronte al re (posto riservato esclusivamente alle regine),nessun'altra "signora" aveva gli stessi onori della d' Estrées,si doveva risalire con la memoria a Diane de Poitiers.



Gabrielle non cambiò solo la vita di corte ma anche la vita di Enrico IV,dolce consigliera appoggiò "la politica di tolleranza e contribuì a spingere Enrico sia alla conversione al cattolicesimo sia alla promulgazione dell'editto di Nantes."
Il ritratto più celebre che la rappresenta è quello esposto al Louvre del 1594,dove la vediamo in una vasca  da bagno che funge da teatro insieme ad una delle sue sorelle,entrambe nude,con indosso solo gli orecchini.
La sorella si trova nell'atto di pizzicare il capezzolo di Gabrielle che allo stesso tempo con al mano sinistra ci mostra un prezioso anello;gesti che molto probabilmente rivelano una possibile maternità (come si intuisce anche dalla donna sullo sfondo intenta a ricamare) e un possibile matrimonio.La duchessa di Beaufort appare bella e fiera.

  


La situazione però non poteva durare a lungo,il re doveva dare stabilità al regno prendendo una moglie e assicurando la successione dinastica.
Enrico e Gabrielle avevano dei figli:César de Vendome (1594-1665),Catherine Henriette (1596-1663) e Alexander (1598-1629),salutati alla nascita come fossero figli di Francia,ma pur sempre figli di una concubina,nonostante ci fosse stato anche l'annullamento di Gabrielle con il signor de Liancourt.
Enrico mettendo il piede in due staffe avviò le pratiche per il matrimonio con Maria de' Medici (1575-1642)
e assicurò alla sua bella il matrimonio.
Non conosciamo bene i motivi di questo comportamento ma Enrico sapeva bene che né il Papa né la prima moglie gli avrebbero concesso il divorzio per sposare la propria amante.
Dopo molti tentennamenti e insistenze da parte della giovane donna,il sovrano si decise a sposarla la prima domenica dopo Pasqua.Con un gesto che scandalizzò l'intera corte Enrico IV si tolse l'anello che l'aveva consacrato re e lo infilò del dito di Gabrielle.
Tutto era pronto e per le convenienze Gabrielle fu allontanata.Il loro struggente addio si svolse a Fontainebleau e questo segnò la fine del loro rapporto.
Infatti quattro giorni dopo (1599) la d'Estrées (che era anche incinta) morì a Parigi tra atroci sofferenze."Il suo cadavere vestito di inutili abiti da sposa venne esposto nella casa dei suoi parenti."
Questa morte dalle circostanze a dir poco misteriose mosse numerose supposizioni tra cui l'ombra dell'avvelenamento.Sta di fatto che Maria de' Medici diventò la candidata prescelta.
Enrico addolorato pianse e compose versi in memoria dell'amata:"La radice del mio amore è morta e non darà più germogli",per poi dopo due mesi innamorarsi perdutamente di una nuova dama.





Fonti:

"Amanti e Regine" di Benedetta Craveri,"Gli Adelphi"
"Le Grandi Donne del Rinascimento Italiano" di Marcello Vannucci,"Newton e Compton Editori"