mercoledì 26 ottobre 2011

Villa Lante-Bagnaia,una meraviglia abbandonata

Agli inizi del mese ho intrapreso una piccola gita nel Lazio,con il mio fidanzato, recandomi anche nella piccola frazione di Bagnaia (VT),molto carina e caratteristica e celebre soprattutto per ospitare una delle cosiddette "meraviglie" della regione ossia: Villa Lante.



Capolavoro del XVI secolo edificato dall'artista Jacopo Barozzi detto il Vignola (1507-1573) su commissione del potentissimo cardinale Gianfrancesco Gambara (1533-1587),la villa (che poi alla fine sono due casini) è famosa per i suoi bellissimi giardini all'italiana e quell'atmosfera cinquecentesca che respira in modo ancora evidente.




Ma purtroppo a far da padrone in questo scenario è lo stato di totale abbandono e decadenza della villa,a parte i giardini che sono curati,tutto il resto sembra dimostrare un invecchiamento precoce;tutto ricoperto dalle piante,dal muschio,corroso dal tempo,dall'umidità e nessun ente pronto a farsi carico di risolvere questa situazione. I due casini sono addirittura chiusi e gli scherzi d'acqua che secoli prima spaventavano e divertivano il pubblico restano chiusi.






Addirittura qui non si vede nemmeno l'acqua:


Una vera ingiustizia per questo capolavoro!


venerdì 21 ottobre 2011

Soraya:"Il Sorriso e il Cuore"

Mi sono accorta come tra i post più letti in questo blog ci sia quasi sempre al primo posto una recensione che feci sull'autobiografia di Soraya di Persia,la principessa tanto sfortunata che sembrava essere dimenticata nel corso degli anni,ma pare che la sua bellezza,grazia,sensibilità siano ancora eterne.

"Soraya è il nome di una costellazione,l'Orsa  Maggiore,dove splende la stella polare,che guida gli innamorati...e i nomadi."

" Il  mio desiderio di diventare attrice si faceva sempre più forte.Judy Garland,Rita Hayworth,Michèle Morgan,Myrna Loy,Arletty e tante altre dive mi facevano sognare a occhi aperti."

"E' strano,mi sono sposata il 12 febbraio e la cerimonia si è protatta nella notte del 13.Sette anni dopo,ripudiata dallo scià,avrei dovuto lasciare definitivamente l'Iran un 13 febbraio,il giorno successivo all'anniversario del nostro matrimonio.Persino i numeri a volte possono ferire..."


"Che cosa avevo fatto io per meritare il titolo di imperatrice?Nulla.Fino a quel giorno ero vissuta come una bambina."

"Imperatrice.La parola fa sognare.Si immaginano candelabri scintillanti sorretti da lacchè,alla francese,grandi feste da ballo,un abito vaporoso che sfiora la superficie dorata di un pavimento di legno prezioso al suono di un valzer viennese,gioielli che esaltano lo splendore di un collo o di uno sguardo,bagni nel latte d'asina in una vasca a forma di cigno, il chiaro di luna profumato di gelsomino,un cavallo bianco che trotta  dolcemente nella nebbia leggera dell'alba,ondate di riso e di felicità...
E invece no,la mia vita d'imperatrice non è stata un sogno."

"Mia madre...
Spesso mi guarda scuotendo il capo.Vorrebbe vedere sua figlia sorridere più spesso,essere completamente felice come al tempo in cui...Ma è veramente esistito un tempo in cui ero completamente felice?Forse.L'ho dimenticato."


"Ho lottato molto per l'emancipazione della donna iraniana e ho cercato di offrirle tutte le opportunità nell'ambito della sua vita affettiva perché non dovesse più subire il dominio dell'uomo che troppo a lungo l'aveva umiliata al ruolo di fattrice dei suoi figli per garantirsi una discendenza."

"Avevo...avevo...In realtà non avevo fatto nulla.L'unica cosa che si esigeva da me era di dare al popolo il futuro scià di Persia."


"Dopo il divorzio avrei dovuto chiamarmi di nuovo Soraya Esfandiary Bakhtiary ma con un decreto speciale Mohammed  Reza mi ha concesso il rango di principessa imperiale mentre,in base a un'ordinanza di Reza Scià,solo i membri della dinastia Pahlavi sono autorizzati ad avere un titolo nell'Iran."Principessa".Mi mette allo stesso livello delle sue sorelle.Ho anche diritto al passaporto diplomatico.Le ambasciate,per suo preciso ordine,dovranno mettersi a mia disposizione e trattarmi con deferenza,come se fossi un membro della famiglia imperiale.
Un membro che ha ricevuto il benservito."


"Voglio sfuggire ai fotografi che mi braccano e mi spiano giorno e notte per immortalare la lacrima destinata a suscitare la curiosità morbosa dei lettori dei rotocalchi e a permettere un'ennesima variazione sul tema "Soraya,la principessa dagli occhi tristi","Insieme a Soraya tutto l'Iran piange..."
No,sono io che piango il mio Iran."



"Mondanità,ricevimenti,balli:non posso sottrarmi alla'alta società italiana che mi invita nei suoi palazzi,quelli dei Colonna,dei Ruspoli,dei Crispi.Serate molto eleganti durante le quali le donne amano sfoggiare toilettes uscite dalle grandi sartorie parigine,sale da pranzo magnifiche dove scintillano alla luce dei candelabri d'argento cristalli di Murano,posate di vermil e piatti d'oro.Serate in cui le parole e le idee devono adeguarsi a questa vuota magnificenza.Conti e contesse,principi e principesse,architetti milanesi,pittori toscani,politici ed ex politici,scrittori,cineasti."




"Ormai tutto si sgretola,si sfalda.Per stordirmi mi getto nella mondanità.Serate trascorse  a parlare troppo e a non pensare a nulla.Risate senza senso,cene in cui lo stomaco si chiude,danze dove la musica non conta."

"Credo all'eternità della'amore."

" Voglia Iddio che possano giovare alle cause che mi stanno a cuore:le ricerche sul cancro e sull'Aids,le condizioni dei bambini del Terzo Mondo.
Ho bisogno delle mie convinzioni quanto dei miei amici.Oggi penso di aver conquistato la libertà,senza mai rinnegare i miei ideali."


"Eravate diversi.
E io vi ho amati.
Come essere tristi,quando nel cuore si ha un galoppo di gazzelle...
...e una margherita?
Come essere tristi,se esistono il passato e l'avvenire?"










Bibliografia:

"Il Palazzo della Solitudine",Sua Altezza Imperiale Soraya Esfandiary Bakhtiary,Arnoldo Mondadori Editore.

martedì 4 ottobre 2011

"La Signora Baptiste"

"Varcammo la porta del cimitero.E io,vivamente commosso,attesi che la bara fosse stata calata nella fossa per avvicinarmi al povero giovane che singhiozzava,e stringergli energicamente la mano.
Mi guardò con sorpresa attraverso le lagrime,poi disse:"-Grazie signore."
E non mi pentii d'aver seguito il corteo."


Pubblicato per la prima volta nel 1882 nella raccolta "Mademoiselle Fifì" dello scrittore francese Guy de Maupassant (1850-1893),"La Signora Baptiste" colpisce per la sua estrema  modernità,per la critica schietta,per l'anticlericalismo,il conformismo e le idee abiette e stupide della società del tempo,ma non molto diversa dalla nostra.

Un anonimo viaggiatore dovendo aspettare per molto tempo il treno per Parigi,si allontana per fare una passeggiata e scorgendo un "atipico" funerale,civile,decide di  accodarsi.Un uomo del corteo allora rivela all'anonimo la storia della dipartita della "piccola Fontanelle".
Figlia di un ricco mercante la "piccola Fontanelle" era stata violentata e seviziata da un servo che poi era stato condannato,ma alla giovane era rimasto "quel marchio d'infamia",per cui veniva isolata,allontanata da tutti,umiliata e insultata,diventando "una sorta di mostro" portatore di impudicizia pur nella sua innocenza e chiamata"signora Baptiste" dal nome dell'uomo che l'aveva oltraggiata.
Crescendo con quest'ombra la donna alla fine era convolata a nozze con il segretario del nuovo sottoprefetto e rimanendo successivamente incinta era stata riabilitata dalla società come se "fosse stata definitivamente purificata dalla maternità".
Ma proprio durante una festa patronale,per invidia,era stata tirata fuori ancora quella storia che sembrava essere dimenticata e a seguire ebbe luogo una bagarre all'indirizzo della donna,che reggendo a stento l'imbarazzo si era gettata dal ponte ponendo fine alle sue sofferenze.

Da qui la critica la clero che precludendole il funerale religioso le ha aggiunto un altro disonore.