martedì 4 ottobre 2011

"La Signora Baptiste"

"Varcammo la porta del cimitero.E io,vivamente commosso,attesi che la bara fosse stata calata nella fossa per avvicinarmi al povero giovane che singhiozzava,e stringergli energicamente la mano.
Mi guardò con sorpresa attraverso le lagrime,poi disse:"-Grazie signore."
E non mi pentii d'aver seguito il corteo."


Pubblicato per la prima volta nel 1882 nella raccolta "Mademoiselle Fifì" dello scrittore francese Guy de Maupassant (1850-1893),"La Signora Baptiste" colpisce per la sua estrema  modernità,per la critica schietta,per l'anticlericalismo,il conformismo e le idee abiette e stupide della società del tempo,ma non molto diversa dalla nostra.

Un anonimo viaggiatore dovendo aspettare per molto tempo il treno per Parigi,si allontana per fare una passeggiata e scorgendo un "atipico" funerale,civile,decide di  accodarsi.Un uomo del corteo allora rivela all'anonimo la storia della dipartita della "piccola Fontanelle".
Figlia di un ricco mercante la "piccola Fontanelle" era stata violentata e seviziata da un servo che poi era stato condannato,ma alla giovane era rimasto "quel marchio d'infamia",per cui veniva isolata,allontanata da tutti,umiliata e insultata,diventando "una sorta di mostro" portatore di impudicizia pur nella sua innocenza e chiamata"signora Baptiste" dal nome dell'uomo che l'aveva oltraggiata.
Crescendo con quest'ombra la donna alla fine era convolata a nozze con il segretario del nuovo sottoprefetto e rimanendo successivamente incinta era stata riabilitata dalla società come se "fosse stata definitivamente purificata dalla maternità".
Ma proprio durante una festa patronale,per invidia,era stata tirata fuori ancora quella storia che sembrava essere dimenticata e a seguire ebbe luogo una bagarre all'indirizzo della donna,che reggendo a stento l'imbarazzo si era gettata dal ponte ponendo fine alle sue sofferenze.

Da qui la critica la clero che precludendole il funerale religioso le ha aggiunto un altro disonore.

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