martedì 12 febbraio 2013

"La Favola di Amore e Psiche"

Un classico per San Valentino...


"C'era una volta in una città un re e una regina,che avevano tre figlie bellissime.Le due più grandi,anche se molto belle,si poteva pensare di riuscire ad esaltarle con parole umane,mentre la bellezza della più giovane era così straordinaria,così fuori dal comune che il linguaggio umano appariva insufficiente e povero non solo a descriverla ma anche solo a lodarla"






La bellissima favola di Amore e Psiche si perde nella tradizione del mito greco;Apuleio,scrittore latino del II secolo d.C.,la ripropose in una delle sue opere più famose "Le Metamorfosi".
Questo libro è di grande importanza nella storia della letteratura,poiché è il primo romanzo dell'antichità giunto fino a noi integralmente e proprio qui che la trama principale del romanzo viene sospesa per poter esporre il racconto breve,che funge da chiave di lettura.

Un re e una regina avevano tre bellissime figlie,ma la minore era di una bellezza così straordinaria e meravigliosa da sembrare lei stessa Venere in persona.
Tutti gli altari e i templi della dea dell'amore rimanevano vuoti,poiché tutti nelle città vicine e regioni attigue,intraprendevano pellegrinaggi solo per poter omaggiare quella rara bellezza.
Venere essendo a conoscenza dei fatti,si infuriò veemente per le lodi che non venivano più tributati a lei,ma ad una fanciulla mortale,quindi chiamato a servizio suo figlio Cupido,gli ordinò di farla innamorare di un essere spaventoso,per punirla dei suoi oltraggi.
Ma il dio dell'amore si innamorò anche lui della bella Psiche e per salvarla la portò in un grandioso palazzo,pieno di tesori e gioielli,con servitori,musicisti e ancelle invisibili,dove la fanciulla si ristorò.
Nella notte,Amore che non si era rivelato,si unì a Psiche e ne fece la sua sposa.Ogni notte Amore veniva a trovarla,ma alle prime luci dell'alba,il dio fuggiva all'improvviso per non farsi scoprire.
Le sorelle di Psiche,invidiose della buona sorte toccata alla minore,malignarono sulla vera natura del suo sposo,pensando ad una bestia mostruosa,invitarono la sorella a sbarazzarsene durante la notte.Nonostante l'avvertimento del pericolo da parte di Amore,a notte fonda,dopo le battaglie amorose,Amore si addormentò,la fanciulla,vinta dalla curiosità.prese una lucerna e fece luce al suo sposo.Quel che vide la lasciò sorpresa:

"Vede il biondo capo e i fluenti capelli umidi d'ambrosia,vede sul collo bianco come il latte e sulle gote rosate le morbide ciocche di capelli sparse alcune sul petto,altre sulle spalle: dinanzi a questa bellezza sfolgorante anche la stessa fiamma della lucerna sembrava vacillare."

Ma una goccia d'olio bollente schizzò via dalla lucerna andandosi a posare sulla spalla destra del dio.
Destatosi subito,Amore,capì quello che era successo e volò via,affranto dalla disobbedienza.
Da qui iniziò il lungo peregrinare della bella fanciulla,le suppliche alle altre dee,le prove richieste dalla furibonda Venere,tra cui la discesa negli Inferi;quando Psiche sfiduciata,vinta dalla stanchezza e dalla sofferenza,l'intreccio venne risolto da dio Giove che sposò i due giovani e diede l'immortalità alla fanciulla.



La vicenda di Psiche ripercorre quella di Lucio nelle "Metamorfosi",come Psiche viene vinta dalla curiositas,disobbedendo,è abbandonata dallo sposo,anche Lucio si ritrova per la stessa colpa,trasformato irrimediabilmente in un asino.
Comincia per loro un percorso di espiazione,che li porta dopo svariate avventure,alla purificazione e soprattutto alla maturazione e quindi alla felicità.
Psiche inizia a conoscere l'amore proprio quando le sembra di averlo perso.
Della favola si ebbero numerose interpretazioni allegoriche;Apuleio,interprete luminoso della Seconda Sofistica,ne richiama l'unione tra il corpo ( Eros ) e l'anima ( Psyché ).
In seguito,nel Medioevo,venne ad esprimere la credenza nell'eternità dell'anima e della redenzione.



mercoledì 6 febbraio 2013

Émile du Châtelet,la donna dimenticata dalla storia

"Non posso vivere senza questa signora che ammiro come fosse un grand'uomo e amico più fedele e più rispettato.Ella comprende Newton;ella ha in odio la superstizione,in una parola,mi fa felice."
                                              (Voltaire)






Se vogliamo ricordare il Settecento,e in particolare il "Secolo dei Lumi",ci vengono in mente tutte le più grandi menti di quel periodo che hanno apportato un grande balzo verso la modernità...Ma sono tutte maschili...Ci fu invece una donna che brillò nella prima metà del 700,per la propria intelligenza e cultura tanto da superare molti dei suoi coevi,che è stata purtroppo ricordata dalla storia solo come amante di...Questa è Émile du Châtelet.


Gabrielle Émile Le Tonnelier de Breteuil nacque a Parigi nel 1706,sotto il regno di Luigi XIV,in una famiglia di illustre aristocrazia,dedita alla cultura e il sapere.Émile non deluse le aspettative,studiò il latino,l'italiano,l'inglese,la matematica,la letteratura,il teatro e cosa non comune per una donna,addirittura la politica.
"Innamorata delle scienza fisiche e delle teorie di Leibniz e di Newton,le studiava con un rigore tale da far arrossire gli altri intellettuali."
Émile,oltre alla cultura e all'intelligenza univa anche fascino e bella presenza tale da essere molto amata e molto corteggiata.
Nel 1725 andò in sposa ad un aristocratico,Louis Marie Florent du Châtelet (1727-1793*),un marito molto accomodante.Émile,spirito libero nella mente e nel corpo,non perse occasioni di avere relazioni extraconiugali.Questo fino all'incontro con Voltaire nel 1733.
Francoise-Marie Arouet (1694-1778) era in quel periodo già popolarissimo e affermato,"uno degli esponenti di punta del movimento dei philosophes",lui era un quarantenne ambizioso,lei donna della brillante società.Divennero subito amanti.
Ma,diversamente da altri amanti,Voltaire fu il primo a riconoscere nella persona di Émile una posizione sia sul piano sessuale sia sul piano intellettuale non inferiore alla sua.
Nel castello di Cirey (appartenente al marito),gli amanti discutevano davanti ad una tazza di caffé,mangiavano e poi si dedicavano ai loro studi,cenavano e leggevano poesie.



Come una scienziata moderna Émile dormiva poco "si costringeva a rimanere sveglia immergendo le mani in acqua gelida".Lavoravano insieme e anzi fu proprio la presenza della fascinosa donna che Voltaire apprese i principi della fisica,di Leibniz e Newton,"lui le leggeva ad alta voce quel che aveva scritto ogni giorno e accoglieva volentieri le sue critiche e i suoi suggerimenti".Il loro fu un vero sodalizio lavorativo.Ma anche Émile non trascurava il suo di talento,componendo ottime analisi sulla Bibbia e sul suo amato Newton tanto da essere nominata anni dopo membro dell'Accademia delle Scienze di Bologna.
Anche dal punto di vista sessuale,i due erano una coppia molto aperta;Voltaire,troppo cagionevole di salute per essere un vero amatore,accettava quindi (a volte con qualche rimostranza) le numerose relazioni a cui la sua donna si abbandonava,specialmente con altri poeti.
Nel 1746 conobbe la sua più grande passione,che la fece allontanare per qualche tempo il suo amore per gli studi,Jean-Francoise de Saint-Lambert (17161803),giovane poeta di corte,di cui si innamorò follemente.
Saint-Lambert,esperto libertino,accondiscese a questa passione,anche perché poteva in questo modo far ingelosire la sua precedente amante,la bellissima marchesa di Boufflers.
Émile si ritrovò con orrore incinta a quarataquattro anni (un età molto pericolosa per l'epoca).
Voltaire le rimase accanto fino all'ultimo;Émile sapeva che non sarebbe sopravvissuta ala parto,continuò quindi nei suoi studi.
Morì pochi giorni dopo il parto,nel 1749;aveva da poco ultimato i suoi commenti sui "Principia" di Newton

Di lei ci rimane,oltre alle sue opere filosofiche,un bellissimo saggio "Discorso sulla Felicità",indirizzato specialmente alle donne, "nel quale tentò di dare una definizione chiara e precisa della felicità e di suggerire come una donna possa raggiungerla".



"Amare ciò che si ha, saperne gioire, godere dei privilegi del proprio stato, non invidiare coloro che ci sembrano più felici di noi, applicarsi per perfezionare noi stessi e per ricavare i maggiori vantaggi dai nostri comportamenti, è tutto quello che chiamo felicità."




*Rimase coinvolto nella Rivoluzione Francese e ghigliottinato.





Fonti:

"Storia delle Altre" di Elizabeth Abbott,Oscar Mondadori.












venerdì 1 febbraio 2013

Quattro generazioni di regine nei Paesi Bassi

Il ventotto gennaio del corrente anno,l'attuale regina dei Paesi Bassi,Beatrice van Orange-Nassau,davanti alle telecamere e a tutta la nazione ha proclamato la sua prossima abdicazione a favore del figlio maggiore,il principe d'Orange Guglielmo Alessandro,che diventerà re ufficialmente il trenta aprile.
Questa improvvisa abdicazione non desta comunque grande sorpresa visto che sembra essere proprio una tradizione quella delle regine olandesi di rinunciare al trono ancora in vita.
Per la regina Beatrice,la decisione è stata presa anche dopo il recente incidente accaduto al suo secondogenito Johan Friso ancora in coma.
La sorpresa,invece, pare quella che dopo oltre un secolo di monarchia tutta al femminile,questa volta siederà sul trono un uomo,il figlio che prenderà il nome di Guglielmo IV.
Nella recente Casa Reale olandese ci sono state ben quattro generazioni di regine.


La serie inizia dalla più famosa e amabile regina Guglielmina (1880-1962),figlia di re Guglielmo III  e della seconda moglie Emma principessa di Waldeck-Pyrmont.
Salì ala trono nel 1890,sotto reggenza materna,e prese ogni potere ufficialmente nel 1898.Nel 1901 sposò il principe Enrico di Meclemburgo-Schwerin.
Nel 1940,sotto la Seconda Guerra Mondiale,i tedeschi tentarono di farla prigioniera all'Aia,ma la regina si rifugiò tempestivamente a Londra;storici erano i suoi accorati appelli alla radio per la resistenza.Abdicò nel 1948.











Giuliana (1909-2004),figlia della precedente salì al trono nel 1948.Nel 1937 sposò il principe Bernardo di Lieppe-Biesterfeld,mettendo in subbuglio l'intera nazione vista la simpatia del principe nei confronti del governo nazista.Abdicò nel 1980.







Con la figlia Beatrice



Beatrice (1938),figlia maggiore della precedente,salì al trono nel 1980.Nel 1966 sposò il principe Claus von Amsberg a cui susseguì un altro "scandalo matrimoniale",visto che Claus,tedesco,aveva vestito in passato la divisa della "Gioventù hitleriana".Gli olandesi che da poco erano usciti dalla devastante guerra,affermavano la loro contrarietà con lo slogan "Rivoglio la mia bicicletta"*.
Con il suo governo sapiente e più professionale delle precedenti regine,Beatrice ha ridato lustro alla Casata e ai Paesi Bassi ed è considerata una tra le regine di "ferro" d'Europa insieme alla regina Elisabetta II d'Inghilterra e la regina Margherita II di Danimarca.














Maxima Zorreguieta (1971),è la moglie di Guglielmo e quindi prossima al titolo di regina.Argentina,molto bella,conosce il principe ereditario nel 1999.Si ripropone di nuovo l'ennesimo "scandalo matrimoniale",Maxima è figlia di Jorge Zorreguieta,che fu Ministro dell'Agricoltura sotto il regime del dittatore argentino Jorge Videla,responsabile di numerose atrocità.Nonostante le opposizioni da parte dell'opinione pubblica,il matrimonio è stato celebrato felicemente nel 2002,con l'assenza dei genitori della bella argentina.
Con il suo sorriso e i suoi abiti così originali e colorati,Maxima si è guadagnata poco a poco il favore dei suoi  sudditi.















La tradizione della "linea tutta al femminile" non sparirà definitivamente con Guglielmo,perché il futuro principe ereditario è ancora una bimba,la figlia dei nuovi re,Caterina Amalia.










* I tedeschi durante l'occupazione in Olanda confiscarono le biciclette.