martedì 27 novembre 2012

L.F. Baum e il "Meraviglioso Mago di Oz"

-"Non capisco proprio perché tu voglia lasciare un paese tanto bello per ritornare in quel luogo arido e grigio che chiami Kansas.
- Dici così perché non hai cervello.Non importa quanto squallide e grigie siano le nostre case;noi gente di carne e ossa preferiamo vivere lì piuttosto che in qualunque altro paese,per quanto bello possa essere.Non c'è niente di meglio della propria casa".




Quando nel 1900 il commesso viaggiatore,Lyman Frank Baum,pubblicò "Il Meraviglioso Mago di Oz",certo non si aspettava il grande successo di pubblico e critica che riscosse il suo romanzo,tanto da rimanere il suo unico,grande capolavoro.

Lyman Frank Baum,nato nel 1856,era il settimo di nove figli di una facoltosa famiglia americana di origini tedesche.Fin da piccolo rivelò una mente molto fantasiosa,creativa e sognante e una spiccata passione per il teatro e la scrittura,alimentate dal padre,che comprò per lui una piccola pressa tipografica,che gli permise di dare alle stampe il suo primo giornale "The Rose Lawn Home Journal",nome della casa paterna che Baum ricordò sempre come un paradiso in terra.
Nella sua vita Baum si barcamenò sempre tra fallimenti e sogni,tra il desiderio di diventare attore,impresario,scrittore e la realtà di commerciante e giornalista squattrinato.
Nel 1888 con la moglie Maud,figlia di una famosa suffragetta,si trasferì nel Kansas e in seguito a Chicago in cerca di fortuna.Qui riuscì a pubblicare con discreto successo due libri per bambini;i suoi sogni avevano trovato finalmente un posto in cui stare.


"La casa girò due,tre volte su se stessa e lentamente si alzò in aria.A Dorothy sembrò di essere salita su un pallone.I venti del Nord e quelli del Sud si erano scontrati proprio dove si trovava la casa,facendo di quel punto l'occhio del ciclone;nel centro dei cicloni l'aria di solito è calma,ma questa volta la grande pressione del vento da ogni lato aveva sollevato il piccolo edificio sempre più in alto,fino a portarlo in cima al vortice..."




Ma la vera svolta fu nel 1899 con l'incontro del famoso disegnatore William Wallace Denslow (1856-1915) che grazie alla sua collaborazione illustrerà il suo romanzo per ragazzi "Il Meraviglioso Mago di Oz".
L'accoppiata fu vincente e portò Baum alla ribalta nella scena americana.



Nella letteratura per ragazzi c'erano già stati degli esempi con "Alice nel Paese delle Meraviglie" del 1865 dello scrittore inglese Lewis Carroll (1832-1898).Baum riporterà nel suo libro la comicità,l'ironia,caratteristiche dell' "Alice",con un ritorno alle varianti della fiaba classica con maghi,streghe,oggetti magici nondimeno i buoni valori della società americana,incarnati nella figura di Dorothy Gale,la famiglia,la solidarietà,la saggezza,il sentimento e il coraggio che ognuno di noi ha già nel proprio animo,perché sono valori che ci appartengono all'origine e Dorothy che nel suo lungo e fantasioso viaggio,non rimane incantata dal regno di Oz ma vuole ritornare solo nel suo Kansas,"grigio",ma "non c'è niente di meglio della propria casa".

Dopo il primo romanzo,Baum,cercò di allontanarsi dal "mondo di Oz",scrivendo altri romanzi,ma ad ogni nuovo romanzo,i lettori pretenderanno un proseguimento del suo capolavoro.
Baum ne arriverà a comporne ben quattordici.
Il sei maggio 1919,Baum morì mormorando "Ora possiamo attraversare le Sabbia Mobili".


"Le scarpette d'argento hanno poteri meravigliosi,e una delle loro caratteristiche più singolari è che possono trasportarti ovunque nel mondo in tre soli passi,e che ogni passo viene compiuto in un batter d'occhio:tutto quello che devi fare è batter insieme i tacchi per tre volte e ordinare alle scarpe di condurti dove vuoi."



La grandezza di Baum sta nell'aver creato un capolavoro di geniale fantasia per i sognatori di qualsiasi età.












Fonti:

"Il Mago di Oz",L.F.Baum,Newton Compton Editori.

martedì 6 novembre 2012

"L'Opera",il romanzo autobiografico di Zola.

"Le battute piovevano più fitte che mai;era soprattutto il soggetto a fomentare l'ilarità:non lo riuscivano a capire,lo trovavano insensato,strampalato da morire.
-Guardate,la signora ha caldo,mentre il signore s'è messo la giacca di velluto per paura di raffreddarsi...Ma no,lei è già livida,il signore l'ha ripescata da un pantano e si riposa a distanza,tappandosi il naso...
Per niente gentile,il signore! Potrebbe mostrarci l'altra faccia...Vi dico che è un collegio femminile che fa la sua passeggiata:guardate le due che giocano a salta-la-quaglia...Guarda che saponata: le pelle è azzurra,gli alberi azzurri,senza dubbio l'ha intinto nell'azzurro il suo quadro!"





Pubblicato per la prima volta nel 1886,"L'Opera" è il quattordicesimo romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart.E' sicuramente l'unico romanzo dove lo scrittore Emile Zola (1840-1902) ha infuso più di se stesso,della propria vita,dei propri pensieri:
" Vi racconto tutta la mia giovinezza,vi ho messo dentro tutti i miei amici,me stesso".
Il mondo che fa da sfondo,è quello artistico,che Zola conosceva molto bene visto la sua conoscenza di pittori come Manet e Cézanne :
"Voglio soprattutto studiare come spinge l'opera d'arte,e ho un dramma di passione che attraversa il libro,che credo,interesserà".

Il romanzo è ambientato a Parigi,nella seconda metà dell'800,durante il Secondo Impero;quello che avvalora il periodo è il capitolo dedicato al "Salon de Refusés",mostra costituita nel 1863,dedicata a tutti quei quadri che non furono accettati nel "Salon" ufficiale.
Protagonista,Claude Lantier,già visto nel "Ventre di Parigi",figlio di Gervaise Macquart (la stupenda protagonista dell' "Assommoir") e Auguste Lantier.
Claude,che di mestiere fa il pittore,si fa caposcuola di un gruppo di artisti,tra cui il fidato amico romanziere Pierre Sandoz,che manifesta il ripudio per l'arte classica,quella accademica,ormai decadente,per una forma d'arte più realistica,soggettiva e ribelle alle convenzioni ( l'impressionismo).



Claude suggestionato dalla propria ambizione,dal proprio genio,riconosciuto dal "gruppo",dalla bramosia di impadronirsi artisticamente di Parigi,dall'amore dei grandi Delacroix e Courbet e della devozione "maniacale" per la pittura,porta il suo quadro,"Plein Air",al "Salon",che viene rifiutato;ma posto comunque al "Salon de Refusés",dove riscuote grande ilarità e ripugnanza e critiche che nonostante tutto lo soddisfano,poiché ormai la nuova pittura inizia ad affermarsi.
Contemporaneamente conosce una bella ragazza di nome Christine,e insieme passano da un semplice amore platonico,al rapporto tra pittore e modella,a l'amore vero.
Fuggono fuori dalla città e trascorrono anni felici,compensati dal loro ardente amore e dalla nascita del piccolo Jacques*.
Ma l'attrazione per Parigi e la pittura è troppo forte e ritornano quindi in città,dove sempre più in miseria,Claude comincia a lavorare al suo più grande capolavoro,che non terminerà mai,dovuto alla sua insoddisfazione e a quella schizofrenia che inizierà a turbarlo.
Claude,grazie ad un amico,riesce a portare al "Salon" un suo dipinto,in cui è ritratto il figlio morto."L'Enfant Mort",ma che viene collocato sulla parete così in alto che manca di visibilità.
Così sopraffatto dalla miseria,dalla mente disturbata,si impicca davanti al suo capolavoro incompiuto,in cui è ritratta una maestosa Donna nuda,simbolo della follia,delle chimere,della pittura.

Il personaggio di Claude Lantier,non serve a presentare solo il tema della pittura e del genio artistico,nondimeno la scienza tanto cara allo scrittore,quella dell'"ereditarietà",il perno focale di tutta l'opera.Come si legge nell'albero genealogico dei Rougon-Macquart,"eredità di una nevrosi che si trasforma in genio".
La figura di Christine è invece l'antitesi di Claude,è la vita,la realtà,la passione come carnalità.
In tutto il romanzo si respirano gli echi della corrente artistica dell'"impressionismo";Zola da principio fu un grande sostenitore di questa nuova pittura,difese Manet ed era amico di molti esponenti del gruppo.
Nel libro,in particolare,si accenna al metodo :
"Mai aveva visto una pittura così,tremenda,aspra,aggressiva,di una violenza di toni che la feriva come la bestemmia d'un carrettiere udita sulla porta di un'osteria."



Il dipinto di Claude "Plein Air" non è altro (anche se con qualche differenza) che la "Déjeuner sur l'Erbe" di Manet; i continui rimandi a Delacroix,Courbet,la scuola di Barbizon (antesignana dell'impressionismo);
la nuova concezione della luce "quella scomposizione,osservata con estrema esattezza,che negava tutte le abitudini dell'occhio accentuando gli azzurri,i gialli,i rossi la dove nessuno era abituato a vederli";
i nuovi soggetti rappresentati non più da dee o re ma bagnanti,piccoli borghesi,bambini ; la tecnica di dipingere en-plei-air ; quella di rappresentare la Cité in diverse ore del giorno,delle stagioni,proprio come fece Monet con le cinquanta versioni della "Cattredale di Rouen".

In questo romanzo autobiografico,Zola,mette fisicamente anche "se stesso",nella figura dello scrittore Pierre Sandoz.Per bocca di Sandoz,Zola,pone la sua concezione del mondo e la sua poetica:

"Ah! la vita,la vita! sentirla,renderla nella sua realtà.amarla per se stessa,vederci l'unica vera bellezza,eterna e mutevole,capire che quelle idee cretine di nobilitarla castrandola,capire che le pretese brutture non sono che particolarità dei caratteri,e far vivere,e fare degli uomini,un unico modo di essere Dio!"

"Ma il suo male non era soltanto dentro di lui,è stato vittima di un'epoca...Si,la nostra generazione si è imbevuta fino al midollo del romanticismo e noi ne siamo rimasti impregnati lo stesso,per quanto abbiamo tentato di sbarazzarcene tuffandoci nel violento realismo,la macchia resiste,tutte le ripuliture di questo mondo non potranno asportarne l'odore".

Ma Sandoz ripercorre anche la vita dello scrittore francese e la sua concezione lavoro-passione - lavoro-fatica.



Per la figura di Debuche,Zola si ispirò all'amico Jean-Baptistin Boille (1841-1918),mentre per il protagonista,al suo amico d'infanzia,Paul Cézanne (1839-1906).
C'è molto di Cèzanne in Claude Lantier;Cèzanne era un tipo schivo,molto timido,era "un deluso cronico: quando non era soddisfatto di una lavoro riduceva la tela in pezzi",aveva con le donne un rapporto di amore-odio,non flirtava con le modelle come facevano Manet o Renoir.Era sicuramente il genio del gruppo,molti collocano i suoi quadri nel post-impressionismo ( ma avevano anche degli accenni al "cubismo").
Anche Christine non è altro che il ritratto della compagna,Hortense Fiquet,la bella diciannovenne di cui Cèzanne si era incredibilmente innamorato,forse incantato dalla sua giovinezza (aveva undici anni meno di lui).
Comunque dopo la pubblicazione dell'"Opera",Cèzanne si sentì offeso per questa descrizione così minuziosa.che portava alla luce tutte le sue "manie",e non rivolse quindi più la parola all'amico rompendo il loro legame.








* Che si rivelerà idrocefalo.




Fonti:

"Impressionisti.Biografia di un gruppo",Sue Roe,edizioni Laterza.

martedì 23 ottobre 2012

Joséphine Baker : "La Venere Nera degli anni '20"

" Questa è Parigi,tutta Parigi.Di visitarla un giorno è il mio bel sogno,io ho due amori, il mio Paese e Parigi"
                  ("J'ai Deux Amours")








Joséphine Baker (1906-1975),al secolo Freda Joséphine McDonald,è stata una delle più grandi cantanti e ballerine dello scenario della Parigi degli anni '20.La sua bellezza,bravura e il colore della sua pelle (poco usuale per l'epoca) l'hanno resa una vera icona degli "anni ruggenti" francesi e molto imitata dalle seguenti generazioni.

La vita di Joséphine Baker fu una vera e propria parabola:trascorse una infanzia di miseria nel quartiere negro di  Harlem (era di origini afroamericane),ma fin da piccolina coltivò un acceso amore per il canto e il ballo,tanto che fece alcune esperienze in vari night-clubs americani,ma nel 1925,affascinata dal mito di Parigi,si trasferì nella capitale francese,dove iniziò la sua ascesa.
Al teatro degli Champ-Elysées divenne prima ballerina,riscuotendo un grande successo di pubblico,anche per il motivo che cantava,divenuto ormai celebre : "Yes,we have no banana",dove vi appariva nuda con un gonnellino di banane.Fu un tripudio.


Yes,we have no bananas
We have a no bananas today
We' ve strings beans,and onions
Cabashes,and scallions,
And all sort of fruit and say
We have an old fashioned tomato
A Long Island potato But yes,we have no bananas
We have no bananas today.*


"Non ero veramente nuda.Non avevo semplicemente niente addosso."




Iniziò allora una tournée in tutta Europa,dove fu ammirata per la sua bellezza e la forza delle sue esecuzioni.
La Baker univa nelle sue danze il gusto francese alle sue tradizioni africane.







Allo storico teatro delle Folies-Bergère si esibì nel nuovo ballo allora in voga,il charleston,e nel 1927 strabiliò e spaventò  il pubblico facendosi accompagnare da un leopardo.







"La Francia mi ha dato il suo cuore,il minimo che io possa fare è darle la vita".


In poco tempo diventò una star al pari di mostri sacri francesi come il cantante Maurice Chevalier (1888-1972)  e l'attrice e cantante Mistinguette (1872-1956) antesignana del burlesque,divenne amica di personaggi come E.Emingway,S.Fitzgerald,P.Picasso e musa di  Dior.
Nel 1931 uscì con la stupenda e nostalgica canzone "J'ai Deux Amours".


Si dice che aldilà dei mari,
Laggiù,sotto il cielo sereno
C'è una città,
Dimora incantata
E sotto i grandi alberi neri,
Ogni notte,
Verso di lui va tutta la mia speranza

Ho due amori,
Il mio Paese e Parigi
Per essi sempre,
Il mio cuore è estasiato
La mia Savana è bella
Ma perché negare
Se questo mi ammalia.

Questa è Parigi,tutta Parigi.
Di visitarla un giorno
E' il mio bel sogno
Io ho due amori,
Il mio Paese e Parigi.

Quando a terra a volte
In lontananza vedo,
Un transatlantico che va
verso di lui tendo le braccia
E il cuore pulsa emozioni
Un sussurro
Dolcemente dico "prendimi".**











Nel 1937 ottenne la nazionalità francese.
La Baker aveva anche un grande senso interpretativo e comico.


"Bella? E' tutta una questione di fortuna.Sono nata con buone gambe.Per il resto...bella,no.Divertente,si."


Lasciate le scene nel 1956 divenne amica e seguace del politico Martin Luther King (1929-1968),per la lotta contro il razzismo.

Con l'amica
Grace Kelly.









* E' la canzone che Audrey Hepburn canta nel film Sabrina (1954) di Billy Wilder,in compagnia di Humphrey Bogart.

** Ringrazio mia sorella per la traduzione.

martedì 16 ottobre 2012

L' Erotismo ironico di Maupassant.

Maupassant non scrisse solo novelle "serie e riflessive",ma ne scrisse tante altre dal gusto "leggero ed erotico", con una punta di ironia;che mostravano la superficialità,l'opportunismo e la falsa moralità della borghesia ottocentesca.
Di queste novelle ne propongo il sunto di tre : la prima facente parte della raccolta "Boule de Suif" del 1880,le altre due della raccolta "Mademoiselle Fifì" del 1882.






"La Serra"



"La Serra" è la storia dei coniugi Lerebour,Gustave e Palmyre,che abitavano nel paesino di Mantes.
Lui era "piccolo,rotondo e gioviale" lei "magra,volitiva e sempre scontenta".
Da tempo però la coppia non godeva di ottimi rapporti,in particolare la moglie non faceva altro che maltrattare,opprimere ed umiliare il povero uomo per nonnulla.Anche di notte non andava meglio visto che pur condividendo lo stesso letto,si comportavano da "sposi semplici e alla buona."
Il marito cercava come meglio poteva di soddisfarla ma invano e non riusciva a raccapezzarsi.
Una notte la moglie si svegliò bruscamente sentendo uno strano rumore in casa e cominciò subito a vessare il marito.Ma visto che il rumore sembrava non ripresentarsi si acquietarono.
La notte successiva il problema si ripresentò,ma questa volta videro anche un'ombra e Gustave preso un revolver si precipitò giù dalle scale.Palmyre attese nella sua stanza,spaventata,chiamando Céleste,la cameriera,ma questa non rispondeva.
Dopo alcune ore il signor Lerebour ritornò dalla moglie,ridendo come un pazzo.Balbettando rivelò alla moglie che si trattava soltanto di Céleste nella serra...in colloquio intimo con un uomo.
La signora furiosa,inveì contro la cameriera,ma il marito eccitato da quello che aveva visto,prese Palmyre e la portò a letto...

"La signora Lerebour non è più acida.Talvolta,nelle notti chiare,i due sposi vanno a passi furtivi lungo le macchie e le aiuole sino alla piccola serra in fondo al giardino.E restano lì stretti uno all'altra contro la vetrata quasi guardassero all'interno una cosa strana e piena d'interesse.Hanno aumentato il salario a Céleste.
Il signor Lerebour è dimagrito."







"Un'Astuzia"

Un vecchio medico si trovava a casa di una sua giovane ammalata,afflitta da leggeri problemi femminili.Nel mentre discutevano di tradimenti.La bella ammalata affermava che era ben complicato per una donna tradire il proprio marito,vivere nella menzogna,nascondere il "fatto" agli occhi di tutti e a dissimularlo.Il dottore che non era dello stesso avviso,raccontò una storia che gli era capitata in passato,che aveva per protagonista una donna in "apparenza" onesta :

Quando si trovava in provincia,una sera,mentre dormiva,suonarono all'improvviso al suo campanello;venne il domestico,portando una lettera.Era di una signor,Lelièvre,che pregava il dottore di andarla a trovare urgentemente.
Ma dopo mezz'ora si presentò fisicamente la signora Lelièvre,che imbarazzata,implorò il dottore di aiutarla,poiché il suo amante era...morto improvvisamente nella sua camera e il marito stava per ritornare dal Circolo.
I

l dottore senza indugiare corse subito con la donna.
Entrando nella camera,tutta sottosopra,il letto disfatto,lenzuola per terra,panni bagnati,;scorse il cadavere del povero uomo,che dopo averlo esaminato ne costatò il decesso.
A quel punto dovettero sbarazzarsi del corpo,ma prima lo vestirono e lo pettinarono e in questa macabra toilette,la donna riempiva di lacrime e baci il suo amante;e lo portarono nel salotto.
Subitaneamente entrò il marito,sbalordito,guardava la scena,allora il medico raccontò al signor Lelièvre che "questo suo amico" si era sentito poco bene e doveva riaccompagnarlo a casa.
Per essere credibile,parlava carezzevolmente al povero corpo,chiamò una carrozza e lo scaraventò all'interno,riuscendo nell'inganno.
Riportò il cadavere dai propri cari,mentendo ulteriormente e se ne ritornò a letto "non senza bestemmiare contro gli innamorati".

"Il dottore tacque,sempre sorridendo.
La giovane donna angosciata,domandò:
- Perché m'avete raccontato questa storia spaventosa?
Egli s'inchinò galantemente:
- Per offrirvi i miei servigi quando fosse il caso!"








"Il Sostituto"

Una sera un dragone* dell'esercito francese,Siballe,mentre passeggiava,fu avvicinato dalla signora Bonderoi.
La Bonderoi era una vecchia signora che aveva sposato un notaio della città;ormai vedova,continuava però con il suo antico vizietto,quello di accalappiare i bei giovanotti.
La vecchia signora invitò Siballe ad andare l'indomani a casa sua con un compenso "onesto" di dieci franchi.
Siballe che credeva in un banale servizio accettò.
Il giorno dopo,Siballe,da uomo d'onore,si presentò a casa della vedova.Questa con i fatti fece capire,quale tipo di "servizio" fosse,e il soldato nonostante non fosse per niente attratto dalla vecchia che "non era certo di primo pelo", era però allettato dai soldi che facevano ben comodo al proprio povero padre;accettò quindi una seconda volta,anche perché "un dragone non arretra mai".
Quando la corvée  fu compiuta,il giovane se ne andò con i soldi.
Ma questo fu soltanto il primo di molti appuntamenti tra la vecchia signora e il giovane,che ogni martedì sera si incontravano per i loro "colloqui".
Una di questa sere,Siballe,trovandosi indisposto,chiese all'amico Paumelle,dragone anche lui,di sostituirlo,spiegandogli la faccenda.
Paumelle accolse la richiesta,inoltre si sarebbero divisi il compenso.
La Bonderoi si accorse della sostituzione,comunque non ne fece un dramma,poiché anche Paumelle era un bel ragazzo.
La mattina dopo avvenne un duello tra i due dragoni,dal momento che Paumelle rifiutava di dare la parte all'amico.
Dopo la vertenza per il "fattaccio" i due si riconciliarono e spiegarono insieme la storia al loro ufficiale.

"- Ma com'è finita poi la faccenda?
-Com'è finita? Ve la lascio indovinare fra mille!...Mamma Bonderoi si tiene entrambi i dragoni,riservando un giorno distinto a ciascuno di essi.In questo modo tutti sono contenti.
-Ah,buona,questa,buona!
- E i vecchi genitori hanno un pane in tavola.
La morale è salva! "








* Soldato a cavallo.

martedì 2 ottobre 2012

L'elezione di una miss...nel Cinquecento.

Il '500 non fu solo un grande secolo di rinascita in Italia,ma vide fiorire anche il senso del bello estetico,dell'armonia e delle proporzioni anche per quanto riguardava ...la figura femminile.
Nacquero infatti dozzine di trattati,dialoghi e contrasti sulla bellezza,che esaminavano e giudicavano ogni singola parte della donna.
Il più diffuso,in tutta l'Europa,era quello delle "trenta bellezze",che Brantôme (1535-1614) aveva ripreso da una versione spagnola e che proponeva,in dettaglio,questo ideale:

3 cose bianche: la pelle,i denti,le mani.
3 nere : gli occhi,le sopracciglia,le ciglia.
3 rosse : le labbra,le guance,le unghie.
3 lunghe : il corpo,i capelli,le mani.
3 corte : i denti,le orecchie,i piedi.
3 larghe :il petto,la fronte,lo spazio fra le sopracciglia.
3 strette :la bocca,la vita,la caviglia.
3 grosse : il braccio,la coscia,il polpaccio.
3 sottili : le dita,le labbra,i capelli.
3 piccole : i seni,il naso,la testa.


La donna che corrispondeva a tutte particolarità fu trovata veramente.A Venezia,una specie di giuria composta da trecento gentiluomini,prelati,artisti,filosofi si riunì in un "concilio profano" e elessero come "vincitrice" Giovanna d'Aragona,duchessa di Paliano,(1502-1575,figlia di Ferdinando d'Aragona,a sua volta figlio illegittimo di Ferdinando I di Napoli) la più bella donna del suo tempo.La sua bellezza perfetta venne celebrata da poeti e letterati.

"Giovanna d'Aragona"
Ritratto di Raffaello
1518?

Secondo una leggenda,un'altra donna avrebbe potuto contenderle la "corona" e questa fu una certa Paola la Tolosana,che i magistrati della sua città obbligavano ad affacciarsi alla finestra almeno una volta alla settimana,per la gioia dei concittadini e dei forestieri di passaggio.








Fonti:

Rivista "Historia"

venerdì 28 settembre 2012

"L'Affaire Dreyfus" e la morte di Emile Zola.

" J' accuse...è finita,la Francia ha sulla guancia questa macchia,la storia scriverà che sotto la Vostra presidenza è stato possibile commettere questo crimine sociale".
 ( Emile Zola nella sua lettera sul giornale "L'Aurore",per il presidente della repubblica Felix Faure.)





L'evento che segnò la fine della "Belle Epoque",quel particolare periodo di spensieratezza e folleggiamenti,ma anche il crollo delle istituzioni,della società  fin-de-secle e di quel nazionalismo così esasperato in Francia e l'affacciarsi all'orizzonte di quell'antisemitismo che sconvolgerà il XX secolo,fu l' "affaire Dreyfus".

Nel 1894 il comandante Joseph Henry (1846-1898),capo del controspionaggio francese rivelò la fuga di "importanti segreti militari" alla Germania,mostrando ai suoi colleghi una lettera anonima indirizzata all' attaché militare tedesco,comunicante il prossimo invio di cinque documenti che riguardavano la sicurezza nazionale,
insomma un vero e proprio tradimento tutta al più che l'esercito era considerato da anni "il sacro depositario della gloria francese".
Nella ricerca del colpevole,del "traditore",si trovò come capro espiatorio il capitano Alfred Dreyfus.
Alfred Dreyfus (1859-1935) era dal 1893 addetto al comando del corpo di stato maggiore,uomo schivo e riservato,attirava su di se odi,visto che era anche ebreo.

Alfred Dreyfus


Venne subito processato per alto tradimento e nonostante le prove della sua colpevolezza erano alquanto dubbie,il comandante Henry testimoniò così violentemente contro di lui che il capitano fu alla fine condannato alla degradazione (che avvenne in pubblico nel 1895) e alla deportazione nella Guyana francese.
L' "affaire" sembrava essere dimenticato,"l'odio antisemita dei settori più reazionari della borghesia francese era soddisfatto".Ma,non tutti furono convinti di questa condanna;nel 1896 infatti,il capo dell' Ufficio Informazioni dello Stato Maggiore,il colonnello Georges Picquart (1854-1914),si accorse che la vendita dei documenti segreti continuava ancora,e trovò il vero colpevole nella persona del maggiore Walsin Estherazy (1847-1923).

Degradazione di Dreyfus.


I documenti però vennero falsati ancora da Henry e Picquart fu arrestato mentre Estherazy assurdamente assolto.
L' "affaire" si complicava e la Francia si divideva in dreyfusardi (repubblicani) e antidreyfusardi (clericali,nazionalisti,antisemiti).
Nel 1897 entrò il scena il vero,grande protagonista della vicenda,lo scrittore e critico Emile Zola (1840-1902).Zola si scagliò con determinazione contro gli accusatori e perseguitando l'antisemitismo;" ma il colpo più forte,quello che sconvolse l'opinione pubblica della nazione e dell'intera Europa" accadde il 13 gennaio 1898.
Quel giorno sul giornale "L'Aurore" (repubblicano) uscì una lettera di Emile Zola rivolta al presidente della repubblica francese Felix Faure (1841-1899),dal titolo a dir poco esplosivo "J'Accuse!".
Nella lettera lo scrittore francese accusò i maggiori capi dell'esercito (facendo addirittura i nomi) di nascondere le prove dell'innocenza di Dreyfus per sottrarre alla giustizia il vero colpevole Estherazy.
Zola non ebbe mai paura di esprimere il suo disappunto,prima nei confronti del Secondo Impero,poi dei fatti criminosi della Comune;ma questa era la prima volta che si prendeva in causa lo Stato,l'esercito e il presidente della repubblica;tutta al più che la Terza Repubblica (nome assunto dallo stato francese dal 1875 fino al 1941 con l'invasione tedesca),non viveva in quegli anni un periodo stabile,nel 1892 c'era stato anche lo scandalo di Panama.

Emile Zola



Felix Faure

Comunque dopo questa presa di posizione,Zola dovette rifugiarsi in Inghilterra poiché fu condannato anche lui ad un anno di prigione e tremila franchi d'ammenda.Il caso stava diventando di proporzioni enormi.
Sempre in quell'anno,nonostante il suicidio del colonnello Henry e la dimissione di alcuni personaggi importanti,il consiglio di guerra di Rennes (1899),annullando la precedente sentenza condannò ancora Dreyfus a dieci anni di carcere.Dreyfus fu graziato dal nuovo presidente della repubblica E.Luobet;Faure morì infatti in quell'anno*.
Dopo una revisione voluta nel 1902,nel 1906 l'inchiesta si chiuse con la completa assoluzione del capitano Dreyfus ( che come "indennizzo" fu promosso) e la condanna finalmente di Estherazy.
Ma la persona a cui si dovette questa vittoria non c'era già più.
Nel 1899,in seguito ad un'amnistia,Emile Zola ritornò a Parigi,nonostante ricevesse alcune minacce di morte.
Nel 1902,precisamente il ventinove settembre,lo scrittore fu ritrovato morto,"seduto accanto al tavolo"asfissiato dalle esalazioni di una stufa difettosa,la moglie Alexandrine,fu salvata in estremis.
Subito la morte di Zola riscontrò molti dubbi,si disse che "la canna fumaria fosse stata deliberatamente otturata",in effetti l'azione fu effettivamente " rivendicata da un'organizzazione nazionalista".
Il cinque ottobre ai funerali dello scrittore,una folla di minatori scandì le parole:
"Germinal! Germinal!...
Morì per il suo coraggio.









* Faure morì in una circostanza tragico-comica;mentre si trovava intento in una "pratica sessuale" con la propria amante.Fu preso da un ictus.Ne seguirono subito dopo molto ilarità.












Fonti:

"Zola.I Grandi Romanzi","I Mammut",Newton Compton Editori.

venerdì 21 settembre 2012

Le Restaurant Fournaise a Chatou

Questa nuova rubrica è nata dall'amore per il periodo che preferisco di più :"La Belle Epoque."
Cercherò di riportare personaggi,eventi e luoghi che segnarono quell'epoca.




"La trattoria Grillon,quel falansterio dei canottieri,si spopolava lentamente.Davanti alla porta era un tumulto di grida,di chiamate;e i gagliardi giovanotti in maglietta bianca gesticolavano,coi remi sulla spalla.
Le donne,in chiari abiti primaverili,s'imbarcavano con precauzione sulle iole,e sedendosi al timone si assettavano le vesti,mentre il padrone del locale,un giovanottone dalla barba rossa famoso per la sua
forza,dava la mano alle belle donnine mantenendo in equilibrio le fragili imbarcazioni".
                                                          ("L'Amante di Paul" di Guy de Maupasant)



"Ritratto di Alphonsine Fournaise"
1879

Così lo scrittore francese Guy de Maupassant (1850-1893) descriveva il ristorante "Fournaise",che nel suo racconto "L'Amante di Paul" chiamava come "Grillon".
Il ristorante "Fournaise" è rimasto nell'immaginario per essere stato il rifugio dei pittori impressionisti in primis,ma anche di molti letterati,poeti ed intellettuali e soprattutto della nuova società parigina,fatta di borghesi,operai,donnine allegre che scoprirono in quell'epoca gli ani del divertimento e della spensieratezza.
Il locale si trovava a Chatou nell'Yvelines,longo la riva della Senna.
Nel 1857,Alphonse Fournaise,falegname,costruì l'edificio per il noleggio delle barche,(allora il canottaggio stava diventando uno degli sport preferiti dai parigini),in seguito lo ampliò con il ristorane e un piccolo hotel.
"Alphonse,rosso di capelli,con una barba fiammeggiante da marinaio,era soprannominato l'ammiraglio di Chatou.La moglie cucinava,la figlia Alphonsine serviva ai tavoli e il figlio anche lui Alphonse noleggiava le barche e le riparava".
Nei giorni festivi il locale si animava,"gli uomini ci portavano le loro compagne,tutte con abiti estivi e vistosi cappellini,e i tavoli erano carichi di frutta e di vino".
Era veramente un miscuglio di uomini e di donne di tutti i ceti,dove il pudore e le buone maniere erano bandite.Si respirava un'aria di allegria e amore libero.
Anche il pittore Pierre-Auguste Renoir (1841-1919) adorava andarci con la compagna Aline Charigot a pranzo,ma squattrinato come era,invece di pagare si sdebitava creando dei bei quadri che avevano come sfondo il locale o il paesaggio circostante.
Nel 1880,sulla terrazza dell'edificio,Renoir,iniziò a dipingere "La Colazione dei Canottieri";" il lungo tavolo pieno di bottiglie,la gente rilassata dopo il lungo pranzo,un tumulto di colori e conversazione".
Nel 1906 chiuse definitivamente ma nel 1990 fu riaperto come ristorante/museo per volere del comune di Chatou.
"La Colazione dei Canottieri"
1880-1882


Nel locale si ritrovano oggi copie di quadri di impressionisti,tra cui la barca di Caillebotte,e ancora,con tutto il suo fascino la "terrazza di  Renoir".


Il locale oggi






Fonti:

"Impressionisti.Biografia di un gruppo",Sue Roe,Edizioni Laterza.


Sito: http://www.restaurant-fournaise.fr/page%2011.htm

venerdì 14 settembre 2012

Astrid del Belgio,"La Principessa venuta dai mari del Nord"


"Una mattina di novembre Astrid venuta dai mari del Nord sbarcò a Anversa. Salutò la gente con un gesto grazioso della mano, e quel gesto divenne leggendario, in un attimo provocò l'entusiasmo di tutti i Belgi"
                                                                          ("Giovinezza di una Regina", Maria José di Savoia)






Ancora oggi nel cuore dei Belgi rimane il ricordo della principessa svedese Astrid che divenne, anche se per diciotto mesi, regina del Belgio.Bella, giovane, raffinata e buona, incarnava perfettamente il personaggio della principessa delle favole, tanto da restare nella leggenda.


Nel 1922 il principe ereditario al trono belga, Leopoldo (1901-1983), si recò con tutta la sua famiglia in Italia.
Ma non fu un viaggio di piacere, c'era bensì in ballo un progetto matrimoniale.
Alberto ed Elisabetta regnanti del Belgio avevano aperto da tempo una affettuosa amicizia con Vittorio Emanuele III e sua moglie Elena, il progetto era quello di unire Leopoldo a una delle figlie dei re italiani in particolare Mafalda o Giovanna. Il caso volle che le giovani principesse fossero ammalate da una febbre tifoidea. Leopoldo se ne ritornò a casa sconsolato, senza aver potuto vedere né Mafalda né Giovanna*.
La caparbia Elisabetta, allora, gli procurò un viaggio nei paesi svedesi, lì "avrebbe potuto scegliere fra le numerose principesse nordiche quella più rispondente ai suoi sogni."
Nel 1926 Leopoldo incontrò Astrid.


Astrid era la terza figlia (nata nel 1905) del duca di Vestregothie,Carlo (1861-1951), fratello del re di Svezia Gustavo V e della principessa Ingeborg di Danimarca (1878-1958); prima di lei erano nate Margherita (1892-1977) e Marta (1901-1954).
Bellissime tutte e tre,ebbero "un educazione semplicissima, quasi borghese", tanto da non conoscere nemmeno una parola di francese; "il povero padre era stato rovinato dalla Grande Guerra".
Astrid "occhi verdi,carnagione di giglio e di rosa, capelli castani", era anche molto timida e modesta,innamorarsene per Leopoldo fu un tutt'uno.
"Non dimenticherò mai, disse il principe, il lungo angoscioso silenzio di Astrid durante la mia prima dichiarazione d'amore...e il nostro abbraccio travolgente dopo la sua risposta affermativa".
Il matrimonio** avvenuto  il sedici novembre dello stesso anno, fu un successo clamoroso, i due innamorati sembravano personaggi di una fiaba e il popolo belga rimase da subito incantato dalla bella e dolce principessa, vestita con "un  magnifico abito di lamé argenteo. Un velo di pizzo di Malines era fermato attorno alla testa da una corona di fiori d'arancio. Il viso finissimo e il lungo collo le davano la grazia di una kore."

Con l'abito da sposa

Leopoldo e Astrid nel giorno del loro matrimonio
religioso


Dopo la luna di miele, i due duchi di Brabante si installarono nella loro dimora, il palazzo di Bellevue.
Subito Astrid si attivò nella sua condizione di principessa consorte, così poco "Altezza", la si poteva vedere a passeggio per Bruxelles come una borghese qualsiasi e per ogni suddito aveva un sorriso sincero, "la sua predilezione per gli umili,la sua dedizione ai sofferenti" confermarono l'amore del popolo belga.
Oltre alla bellezza, la duchessa di Brabante, si distingueva anche per il suo fascino, l'eleganza e il portamento così naturalmente nobile.




Nel 1927 nacque alla coppia il primo figlio, una bambina,Giuseppina Carlotta (1927-2005); simpaticamente la duchessa dopo il parto esclamò: "Adesso mi sento veramente belga!".Si susseguirono Baldovino e Alberto***.
Nel 1934, in seguito ad un incidente alpinistico Alberto I morì, la giovane coppia salì al trono.Regina Astrid non fece altro che aumentare la sua operosità,"non si limitava a prestare soccorso materiale, accanto agli'infelici apriva il suo cuore, dava loro il suo tempo,il suo cuore, il suo affetto.
Principessa ,fu vista nei nidi, negli ospedali, regina, ispirandosi agli esempi della suocera, presto si rivelò la fata benefica del suo regno. Dopo una catastrofe, Leopoldo non mancava mai di dire alle famiglie provate: Mia moglie verrà a trovarvi e aiutarvi. E sua moglie si recava a vedere la povera gente, sola ,bussando personalmente alle porte".




Niente lasciava presagire quello che sarebbe avvenuto in quel 1935.
In quell'anno nel mese di luglio, l'intera famiglia era partita per le vacanze, soggiornando nel Trentino e infine in Svizzera. Il ventinove agosto, solo i due regnanti, decisero di intraprendere un'ultima gita,"salirono su di una potente macchina americana verso Küssnacht,sulla grande strada che costeggia il lago dei Quattro Cantoni".
Ad un tratto l'auto si schiantò violentemente contro un albero;Leopoldo illeso si voltò subito verso la moglie:
"Astrid! Astrid! - rispose il silenzio."
La regina morì in quel tragico incidente.
Tutta l'europa si commosse e si strinse intorno al re vedovo."Per onorare la memoria della regina scomparsa, l'esploratore norvegese Christiansen chiamò Terra di Leopoldo e Astrid un tratto della costa antartica da lui scoperto".

I Belgi non perdonarono mai Leopoldo,quando,nel 1941 si risposò con la bellissima Liliana de Réthy; nessuno poté cancellare dai loro cuori la loro,"unica" regina.





*Mafalda di Savoia (1902-1944) sposò alla fine Filippo d'Assia, Giovanna (1907-2000) sposò Boris III di Bulgaria.
** Astrid era di fede luterana, si convertì quindi al cattolicesimo.
*** Alberto (1934) è l'attuale re del Belgio dal 1993 come Alberto II .




Fonti:

Rivista "Historia".
"Giovinezza di una Regina" di Maria José di Savoia,Oscar Mondadori.
"Regina" di A.Petacco,Oscar Mondadori.

lunedì 10 settembre 2012

I "Trois Contes" di G.Flaubert

"Trois Contes" è il titolo di una raccolta dello scrittore francese Gustave Flaubert (1821-1880),pubblicata interamente nel 1877,che comprende tre racconti: "Un Cuore Semplice","La Leggenda si San Giuliano Ospitaliere","Erodiade".
Sembra che durante la stesura del romanzo "Bouvard e Pécuchet" (pubblicato postumo e incompiuto nel 1881),Flaubert abbia voluto evadere dalla pesantezza dei temi di quest'ultimo libro,che troppo gli ricordavano le miserie della vita.I "Trois Contes" furono questa evasione,il suo riposo.
Altri pensano sia stato un omaggio alla sua più cara amica,George Sand (1804-1876),morta un anno prima della pubblicazione.




"Un Cuore Semplice"

"Arrivata in cima a Ecquemauville,vide le luci di Monfleur che scintillavano nella notte come innumerevoli stelle;lontano il mare si stendeva indistinto nell'oscurità.Allora una specie di debolezza la fece sostare; e la miseria della sua infanzia,la delusione del primo amore,la partenza di suo nipote,la morte di Virginie,come il flusso della marea,tutto le ritornò insieme alla memoria e le salì alla gola fino a soffocarla".



"Un Cuore Semplice",ambientato nella prima metà dell'Ottocento nella Bassa Normandia,nella cittadina di Pont-l'Evêque,è la storia di Félicité,una povera donna che perduti i genitori e ingannata dal suo innamorato,diventa la domestica della signora Aubain.Qui la sua vita scorre tranquillamente,cucinando e pulendo per la signora,accudendole i figli,Paul e Virginie,soffrendo per la morte prima del nipote poi della stessa Virginie,aiutando soldati e vecchi,fino ad affezionarsi  ad un pappagallo di nome Lulù,che in seguito a una crisi mistica,rivede nell'animale lo Spirito Santo,prima di morire.
E' evidente la sottile ironia grottesca di Flaubert,ma non nel personaggio di Félicité,seppur incolta,poco intelligente,ingenua,ma bensì nel piccolo mondo di Pont-l'Evêque.
Félicité si prende cura con abnegazione e generosità estrema della signora Aubain,nonostante questa non fosse "una persona amabile",partecipando attivamente al funerale di Virginie al posto della madre,proteggendo i soldati durante la guerra,dando da mangiare a un povero vecchio ammalato,in contrasto con l' "assenza" dei cittadini;anche quando l'affetto per Lulù diventa a dir poco "folle",l'autore rimarca la cattiveria delle persone che cercano di dare fastidio al pappagallo.
La crisi mistica,che subisce,viene vista più veritiera e sentita con maggior trasporto rispetto alle prediche e alle dottrine della Chiesa.
Mentre Félicité muore nel suo delirio,fuori viene festeggiata la cerimonia del "Corpus Domini",tra pizzi,ori e canti.
Il racconto,sicuramente il più famoso dei tre,sembra sia ispirato in qualche modo alle "Beatitudini" del Vangelo da come si evince dalla vita della domestica, e mostra tutto l'odio che Flaubert provava per la classe borghese.




"La Leggenda di San Giuliano Ospitaliere"

"E questa è la storia di San Giuliano Ospitaliere,quale presso a poco si trova,sulla vetrata di una chiesa,al mio paese".


Suggerita da una vetrata dipinta nella cattedrale di Rouen,"La Leggenda di San Giuliano* Ospitaliere" è ambientata nel Medioevo.Julien,figlio di un signore locale,dopo la sua nascita,viene predetto ai genitori due profezie,alla madre che sarebbe diventato un santo,al padre un grande conquistatore.Julien cresce avendo un educazione eccellente e rivelando una predilezione per la caccia.Predisposizione che diventa una morbosità portata al massacro di qualunque animale gli capiti vicino,non provando nessuna pietà.Ma un giorno ferendo gravemente un enorme cervo,questo prima di morire gli profetizza queste parole: "Maledetto!Maledetto!Maledetto! Un giorno tu,cuore feroce,sarai l'assassino di tuo padre e di tua madre!"
Vetrata della storia di S.Giuliano nella
cattedrale di Rouen.


Julien dopo un incidente involontario percorso a sua madre,terrorizzato,scappa.
Unendosi ad una compagnia,diventa un valoroso combattente tanto da aiutare l'imperatore d'Occitania nella guerra contro i mussulmani spagnoli.Per gratitudine l'imperatore dona a Julien la sua bellissima figlia e un palazzo grandioso.
Ma niente serve a calmare l'animo inquieto del giovane,nonostante la gloria e i lussi;tanto che racconta alla moglie della profezia.Una notte in assenza del marito,la moglie accoglie i genitori di Julien,venuti a ritrovare il figlio.La principessa accomoda nel proprio letto i vecchi.
Rincasando Julien,scopre due corpi nel letto,credendo un adulterio,uccide con la spada i dormienti.Dopo la spaventosa scoperta,l'uomo fugge di nuovo.
Dopo una vita spesa in solitudine ed espiazione,tra povertà ed umiliazioni,Julien,con uno slancio d'amore e generosità aiuta un lebbroso,che si manifesta alla fine Gesù Cristo,che come ricompensa per la sua bontà e il passato ormai perdonato,ascende con lui nei cieli.
Bellissima e commuovente storia che rievoca in una fiaba un mondo tra l'antico e il soprannaturale.






"Erodiade"

"I suoi atteggiamenti esprimevano sospiri,e da tutta la sua persona emanava un tale languore,che non si sapeva se essa piangeva un dio o moriva della sua carezza.Con le palpebre socchiuse,si torceva sulla vita,dondolava il ventre con un movimento di onda,faceva tremolare i due seni; e il viso rimaneva immobile,mentre i piedi non si fermavano un istante".




Con "Erodiade" andiamo ancora più indietro negli anni.La vicenda,molto nota,ripercorre eventi storici e i primi passi del Nuovo Testamento;è ambientato durante il regno dell'imperatore romano Tiberio (42 a.C.-37 
d.C.),in Medio Oriente.
La storia è quella di (Erode) Antipas,tetrarca di Galilea,molto preoccupato,perché teme una rivendicazione del re degli Arabi,di cui aveva ripudiato la figlia per poter sposare Hérodias,moglie di suo fratello e per "l'affare" Ioakannan (Giovanni Battista),il sedicente "profeta" che ha fatto imprigionare ma che non vuole giustiziare nonostante le continue pressioni della moglie che odia Ioakannan per averla umiliata in pubblico per incesto**.
Nel giorno del suo compleanno,Antipas,organizza una festa,a cui partecipa anche il Proconsole Vitellio,quando nella sala entra una bellissima fanciulla,che inizia una vorticosa danza sensuale che suscita in Antipas una crescente lussuria.Questa è Salomé,figlia di primo letto di Hérodias.
Il tetrarca in un momento di eccitazione offre a Salomé qualsiasi cosa voglia,la fanciulla con trepidazione chiede la testa di Ioakannan su un piatto.
Antipas davanti a tutti non può far altro che mantenere la promessa e ordina al boia l'esecuzione.Hérodias è stata vendicata,la testa del profeta viene portata alla vista di tutti,solo un esseniano,Fanule,riesce a capire le parole che Ioakannan pronunciava in vita:"Perché Egli cresca,bisogna che io diminuisca",
Questo segna il vero trionfo di Ioakannan e l'avvento del Cristo.
Il racconto rievoca la grande passione di Flaubert per l' Oriente,che lui stesso aveva visitato e che ne era rimasto incantato dai suoi colori,dalla sua musica e dai costumi.


Tutti e tre i racconti hanno in comune il tema religioso,Flaubert era agnostico,la religione la vedeva per lo più come un fenomeno antropologico.(P.Toffano)





*San Giuliano Ospitaliere è stato un santo.Si festeggia il 31 agosto.
** Nella cultura ebraica una donna o uomo non potevano sposare il proprio cognato/a ,era considerato un incesto,poiché diventavano fratelli.
    

domenica 26 agosto 2012

James Tissot, "L'esaltazione del fascino femminile".

Nel mezzo della corrente artistica del "Realismo" sviluppatasi nel XIX secolo, tra i vari pittori famosi si trova il nome del francese,naturalizzato inglese, James Joseph Tissot (1836-1902).
La bellezza dei suoi quadri è impressionante e spesso ci viene riproposta nelle riviste o copertine dei libri.

"A Fete Day At Brighton"
1875-78


"A Woman In A Elegant  Interior"
1860



"Au Louvre"
1879/80


"Holyday"
1876
 Tissot ritrasse scene di vita quotidiana, venti,feste mondane, tutto nell'ambito dell'alta società.I particolari sono estremamente dettagliati e precisi anche sullo sfondo del quadro.


"Hush!"
1875




"In The Conservatory"
1875/76



"The Ball On Shipoard"
1874



"The Gallery Of H.M.S. Calcutta (Portsmouth)"
1876



"Too Early"
1873

"Spring"
1878



"La Chemine"
1869



"October"
1877
 Ma ciò che contraddistinse Tissot erano i ritratti femminili; donne bellissime e giovani, alla moda, raffinate ed eleganti, il cui pennello dell'artista si sofferma soprattutto negli abiti, particolari e vistosi che servono a mostrare l'esaltazione del fascino femminile.


"On The River"
1871



"On The Thames"
1882


"The Bridesmaid"
1883/85



"The Bunch Of Lilacs"
1875


"The Fan"
1875



"The Political Lady"
1883/85



"The Princesse De Broglie"
1895

Due dipinti che mostrano il ritratto dell'amante/musa del pittore,Kathleen Newton (1854-1882).


"Type Of  Beauty"
1880



"Summer"
1878


"The Shop Girl"
1883-85
Da notare sotto il tavolo il nastro che forma un cuore.



"The Woman Of Fashion"
1883-85



"Young Ladies Looking At Japanese Objects"
1869



"Young Lady In A Boat"
1870






Le immagini sono riprese dal sito :"All Paintings Home"