lunedì 10 settembre 2012

I "Trois Contes" di G.Flaubert

"Trois Contes" è il titolo di una raccolta dello scrittore francese Gustave Flaubert (1821-1880),pubblicata interamente nel 1877,che comprende tre racconti: "Un Cuore Semplice","La Leggenda si San Giuliano Ospitaliere","Erodiade".
Sembra che durante la stesura del romanzo "Bouvard e Pécuchet" (pubblicato postumo e incompiuto nel 1881),Flaubert abbia voluto evadere dalla pesantezza dei temi di quest'ultimo libro,che troppo gli ricordavano le miserie della vita.I "Trois Contes" furono questa evasione,il suo riposo.
Altri pensano sia stato un omaggio alla sua più cara amica,George Sand (1804-1876),morta un anno prima della pubblicazione.




"Un Cuore Semplice"

"Arrivata in cima a Ecquemauville,vide le luci di Monfleur che scintillavano nella notte come innumerevoli stelle;lontano il mare si stendeva indistinto nell'oscurità.Allora una specie di debolezza la fece sostare; e la miseria della sua infanzia,la delusione del primo amore,la partenza di suo nipote,la morte di Virginie,come il flusso della marea,tutto le ritornò insieme alla memoria e le salì alla gola fino a soffocarla".



"Un Cuore Semplice",ambientato nella prima metà dell'Ottocento nella Bassa Normandia,nella cittadina di Pont-l'Evêque,è la storia di Félicité,una povera donna che perduti i genitori e ingannata dal suo innamorato,diventa la domestica della signora Aubain.Qui la sua vita scorre tranquillamente,cucinando e pulendo per la signora,accudendole i figli,Paul e Virginie,soffrendo per la morte prima del nipote poi della stessa Virginie,aiutando soldati e vecchi,fino ad affezionarsi  ad un pappagallo di nome Lulù,che in seguito a una crisi mistica,rivede nell'animale lo Spirito Santo,prima di morire.
E' evidente la sottile ironia grottesca di Flaubert,ma non nel personaggio di Félicité,seppur incolta,poco intelligente,ingenua,ma bensì nel piccolo mondo di Pont-l'Evêque.
Félicité si prende cura con abnegazione e generosità estrema della signora Aubain,nonostante questa non fosse "una persona amabile",partecipando attivamente al funerale di Virginie al posto della madre,proteggendo i soldati durante la guerra,dando da mangiare a un povero vecchio ammalato,in contrasto con l' "assenza" dei cittadini;anche quando l'affetto per Lulù diventa a dir poco "folle",l'autore rimarca la cattiveria delle persone che cercano di dare fastidio al pappagallo.
La crisi mistica,che subisce,viene vista più veritiera e sentita con maggior trasporto rispetto alle prediche e alle dottrine della Chiesa.
Mentre Félicité muore nel suo delirio,fuori viene festeggiata la cerimonia del "Corpus Domini",tra pizzi,ori e canti.
Il racconto,sicuramente il più famoso dei tre,sembra sia ispirato in qualche modo alle "Beatitudini" del Vangelo da come si evince dalla vita della domestica, e mostra tutto l'odio che Flaubert provava per la classe borghese.




"La Leggenda di San Giuliano Ospitaliere"

"E questa è la storia di San Giuliano Ospitaliere,quale presso a poco si trova,sulla vetrata di una chiesa,al mio paese".


Suggerita da una vetrata dipinta nella cattedrale di Rouen,"La Leggenda di San Giuliano* Ospitaliere" è ambientata nel Medioevo.Julien,figlio di un signore locale,dopo la sua nascita,viene predetto ai genitori due profezie,alla madre che sarebbe diventato un santo,al padre un grande conquistatore.Julien cresce avendo un educazione eccellente e rivelando una predilezione per la caccia.Predisposizione che diventa una morbosità portata al massacro di qualunque animale gli capiti vicino,non provando nessuna pietà.Ma un giorno ferendo gravemente un enorme cervo,questo prima di morire gli profetizza queste parole: "Maledetto!Maledetto!Maledetto! Un giorno tu,cuore feroce,sarai l'assassino di tuo padre e di tua madre!"
Vetrata della storia di S.Giuliano nella
cattedrale di Rouen.


Julien dopo un incidente involontario percorso a sua madre,terrorizzato,scappa.
Unendosi ad una compagnia,diventa un valoroso combattente tanto da aiutare l'imperatore d'Occitania nella guerra contro i mussulmani spagnoli.Per gratitudine l'imperatore dona a Julien la sua bellissima figlia e un palazzo grandioso.
Ma niente serve a calmare l'animo inquieto del giovane,nonostante la gloria e i lussi;tanto che racconta alla moglie della profezia.Una notte in assenza del marito,la moglie accoglie i genitori di Julien,venuti a ritrovare il figlio.La principessa accomoda nel proprio letto i vecchi.
Rincasando Julien,scopre due corpi nel letto,credendo un adulterio,uccide con la spada i dormienti.Dopo la spaventosa scoperta,l'uomo fugge di nuovo.
Dopo una vita spesa in solitudine ed espiazione,tra povertà ed umiliazioni,Julien,con uno slancio d'amore e generosità aiuta un lebbroso,che si manifesta alla fine Gesù Cristo,che come ricompensa per la sua bontà e il passato ormai perdonato,ascende con lui nei cieli.
Bellissima e commuovente storia che rievoca in una fiaba un mondo tra l'antico e il soprannaturale.






"Erodiade"

"I suoi atteggiamenti esprimevano sospiri,e da tutta la sua persona emanava un tale languore,che non si sapeva se essa piangeva un dio o moriva della sua carezza.Con le palpebre socchiuse,si torceva sulla vita,dondolava il ventre con un movimento di onda,faceva tremolare i due seni; e il viso rimaneva immobile,mentre i piedi non si fermavano un istante".




Con "Erodiade" andiamo ancora più indietro negli anni.La vicenda,molto nota,ripercorre eventi storici e i primi passi del Nuovo Testamento;è ambientato durante il regno dell'imperatore romano Tiberio (42 a.C.-37 
d.C.),in Medio Oriente.
La storia è quella di (Erode) Antipas,tetrarca di Galilea,molto preoccupato,perché teme una rivendicazione del re degli Arabi,di cui aveva ripudiato la figlia per poter sposare Hérodias,moglie di suo fratello e per "l'affare" Ioakannan (Giovanni Battista),il sedicente "profeta" che ha fatto imprigionare ma che non vuole giustiziare nonostante le continue pressioni della moglie che odia Ioakannan per averla umiliata in pubblico per incesto**.
Nel giorno del suo compleanno,Antipas,organizza una festa,a cui partecipa anche il Proconsole Vitellio,quando nella sala entra una bellissima fanciulla,che inizia una vorticosa danza sensuale che suscita in Antipas una crescente lussuria.Questa è Salomé,figlia di primo letto di Hérodias.
Il tetrarca in un momento di eccitazione offre a Salomé qualsiasi cosa voglia,la fanciulla con trepidazione chiede la testa di Ioakannan su un piatto.
Antipas davanti a tutti non può far altro che mantenere la promessa e ordina al boia l'esecuzione.Hérodias è stata vendicata,la testa del profeta viene portata alla vista di tutti,solo un esseniano,Fanule,riesce a capire le parole che Ioakannan pronunciava in vita:"Perché Egli cresca,bisogna che io diminuisca",
Questo segna il vero trionfo di Ioakannan e l'avvento del Cristo.
Il racconto rievoca la grande passione di Flaubert per l' Oriente,che lui stesso aveva visitato e che ne era rimasto incantato dai suoi colori,dalla sua musica e dai costumi.


Tutti e tre i racconti hanno in comune il tema religioso,Flaubert era agnostico,la religione la vedeva per lo più come un fenomeno antropologico.(P.Toffano)





*San Giuliano Ospitaliere è stato un santo.Si festeggia il 31 agosto.
** Nella cultura ebraica una donna o uomo non potevano sposare il proprio cognato/a ,era considerato un incesto,poiché diventavano fratelli.
    

5 commenti:

  1. Ciao Toinette, come sempre hai fatto un bellissimo post ricco di informazioni. Ho questo libro ma non lo ho mai letto...adesso non potrò proprio farne a meno.
    Un abbraccio, a presto.
    Antonella

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  2. Grazie davvero per questo interessantissimo post!
    Un saluto Susanna

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  3. Ciao, se passi da me hai un premio da ritirare.
    Dolce notte.
    Antonella

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