venerdì 21 ottobre 2011

Soraya:"Il Sorriso e il Cuore"

Mi sono accorta come tra i post più letti in questo blog ci sia quasi sempre al primo posto una recensione che feci sull'autobiografia di Soraya di Persia,la principessa tanto sfortunata che sembrava essere dimenticata nel corso degli anni,ma pare che la sua bellezza,grazia,sensibilità siano ancora eterne.

"Soraya è il nome di una costellazione,l'Orsa  Maggiore,dove splende la stella polare,che guida gli innamorati...e i nomadi."

" Il  mio desiderio di diventare attrice si faceva sempre più forte.Judy Garland,Rita Hayworth,Michèle Morgan,Myrna Loy,Arletty e tante altre dive mi facevano sognare a occhi aperti."

"E' strano,mi sono sposata il 12 febbraio e la cerimonia si è protatta nella notte del 13.Sette anni dopo,ripudiata dallo scià,avrei dovuto lasciare definitivamente l'Iran un 13 febbraio,il giorno successivo all'anniversario del nostro matrimonio.Persino i numeri a volte possono ferire..."


"Che cosa avevo fatto io per meritare il titolo di imperatrice?Nulla.Fino a quel giorno ero vissuta come una bambina."

"Imperatrice.La parola fa sognare.Si immaginano candelabri scintillanti sorretti da lacchè,alla francese,grandi feste da ballo,un abito vaporoso che sfiora la superficie dorata di un pavimento di legno prezioso al suono di un valzer viennese,gioielli che esaltano lo splendore di un collo o di uno sguardo,bagni nel latte d'asina in una vasca a forma di cigno, il chiaro di luna profumato di gelsomino,un cavallo bianco che trotta  dolcemente nella nebbia leggera dell'alba,ondate di riso e di felicità...
E invece no,la mia vita d'imperatrice non è stata un sogno."

"Mia madre...
Spesso mi guarda scuotendo il capo.Vorrebbe vedere sua figlia sorridere più spesso,essere completamente felice come al tempo in cui...Ma è veramente esistito un tempo in cui ero completamente felice?Forse.L'ho dimenticato."


"Ho lottato molto per l'emancipazione della donna iraniana e ho cercato di offrirle tutte le opportunità nell'ambito della sua vita affettiva perché non dovesse più subire il dominio dell'uomo che troppo a lungo l'aveva umiliata al ruolo di fattrice dei suoi figli per garantirsi una discendenza."

"Avevo...avevo...In realtà non avevo fatto nulla.L'unica cosa che si esigeva da me era di dare al popolo il futuro scià di Persia."


"Dopo il divorzio avrei dovuto chiamarmi di nuovo Soraya Esfandiary Bakhtiary ma con un decreto speciale Mohammed  Reza mi ha concesso il rango di principessa imperiale mentre,in base a un'ordinanza di Reza Scià,solo i membri della dinastia Pahlavi sono autorizzati ad avere un titolo nell'Iran."Principessa".Mi mette allo stesso livello delle sue sorelle.Ho anche diritto al passaporto diplomatico.Le ambasciate,per suo preciso ordine,dovranno mettersi a mia disposizione e trattarmi con deferenza,come se fossi un membro della famiglia imperiale.
Un membro che ha ricevuto il benservito."


"Voglio sfuggire ai fotografi che mi braccano e mi spiano giorno e notte per immortalare la lacrima destinata a suscitare la curiosità morbosa dei lettori dei rotocalchi e a permettere un'ennesima variazione sul tema "Soraya,la principessa dagli occhi tristi","Insieme a Soraya tutto l'Iran piange..."
No,sono io che piango il mio Iran."



"Mondanità,ricevimenti,balli:non posso sottrarmi alla'alta società italiana che mi invita nei suoi palazzi,quelli dei Colonna,dei Ruspoli,dei Crispi.Serate molto eleganti durante le quali le donne amano sfoggiare toilettes uscite dalle grandi sartorie parigine,sale da pranzo magnifiche dove scintillano alla luce dei candelabri d'argento cristalli di Murano,posate di vermil e piatti d'oro.Serate in cui le parole e le idee devono adeguarsi a questa vuota magnificenza.Conti e contesse,principi e principesse,architetti milanesi,pittori toscani,politici ed ex politici,scrittori,cineasti."




"Ormai tutto si sgretola,si sfalda.Per stordirmi mi getto nella mondanità.Serate trascorse  a parlare troppo e a non pensare a nulla.Risate senza senso,cene in cui lo stomaco si chiude,danze dove la musica non conta."

"Credo all'eternità della'amore."

" Voglia Iddio che possano giovare alle cause che mi stanno a cuore:le ricerche sul cancro e sull'Aids,le condizioni dei bambini del Terzo Mondo.
Ho bisogno delle mie convinzioni quanto dei miei amici.Oggi penso di aver conquistato la libertà,senza mai rinnegare i miei ideali."


"Eravate diversi.
E io vi ho amati.
Come essere tristi,quando nel cuore si ha un galoppo di gazzelle...
...e una margherita?
Come essere tristi,se esistono il passato e l'avvenire?"










Bibliografia:

"Il Palazzo della Solitudine",Sua Altezza Imperiale Soraya Esfandiary Bakhtiary,Arnoldo Mondadori Editore.

4 commenti:

  1. Affascinante, occhi e viso di porcellana. Quanta vita in un volto.

    RispondiElimina
  2. Si era stupenda...con lei se ne è andato via un mondo...la Persia.

    RispondiElimina
  3. Leggo e rileggo le parole che hai citato e sento sempre forte il desiderio di leggerne e saperne di più di lei. Amo molto le biografie di donne dalla tempra intensa e dal coraggio che forgia le vie della vita. Ti ringrazio perché mi hai ricordato una passione che ho accantonato nel tempo.

    RispondiElimina