lunedì 16 dicembre 2013

La "Nana" di Manet

"...mentre la giovane donna [...] si copriva il volto di cipria,evitando accuratamente di metterne sugli zigomi.Ma, quando il principe disse che,se fosse andata a cantare a Londra,tutta l'Inghilterra si sarebbe precipitata ad applaudirla,ebbe un sorriso cortese e si voltò un momento,con la guancia sinistra bianchissima,in mezzo a una nuvola di cipria.Poi ridiventò immediatamente molto seria : era giunto il momento del rossetto.Col volto vicinissimo allo specchio,immergeva il dito in un vasetto,si applicava il rossetto sotto gli occhi,lo spalmava con delicatezza,fino alle tempie.I signori tacevano rispettosamente."
("Nana",1880,Emile Zola)



  Voleva presentarlo al Salon des Beaux-Arts del 1878.Sarebbe stato un nuovo scandalo,come la "Déjeuner sur l' Herbe" e l' "Olympia".

Eduard Manet (1832-1888),proveniva da una famiglia agiata,di bell'aspetto,elegante,cortese,affascinava uomini e donne ed era l'uomo del momento.Da vero parigino,si sentiva a proprio agio nei caffé,nelle stradine e dipingeva ciò che più amava : le donne fascinose del demi-monde; cortigiane o prostitute,vere dee di Offenbach delle notti parigine.
 Il quadro in questione (1877),che ne eprimeva la volubilità e fugacità era "Nana".

In un boudoir,in primo piano,si presenta una giovane donna sinuosa,stretta nel suo corsetto blu,in sottoveste bianca e tacchi alti; si sta truccando davanti ad uno specchio come se fosse distratta da qualcosa,o qualcuno.
Dietro di lei,seduto sul divano un elegante signore con cilindro e bastone in mano,la guarda mentre si prepara,senza pudore.
Non è la stanza di una madame,di una donna onesta,ma di una cocotte;si capisce non solo dal déshabillé della ragazza,ma nella toeletta ancora incompiuta davanti all'uomo/cliente.
Un mondo che Manet conosceva bene,da uomo gaudente quale era,fatto di case chiuse,potenza del denaro,potenza dell'uomo ( il bastone che tiene tra le mani il cliente diviene simbolo di comando) e potenza del sesso.


La modella del dipinto era l'attrice/cortigiana Henriette Hausser ( ? ), bellezza rossa,dalla pelle madreperlacea,generosa e disponibile,molto nota come l'amante del "disordinato" principe Guglielmo di Orange-Nassau (1840-1879),primogenito di Guglielmo III dei Paesi Bassi.
Henriette aveva affibbiato il soprannome di "Citron"* al suo amante e il principe era ormai conosciuto con quel nomigliolo.
Venne presentata a Manet proprio dal principe,e la ritrasse per la prima volta nel 1876,"Davanti allo Specchio".
Ma non fu solo la bella Henriette ad ispirare il pittore francese per quest'opera.
Il quadro,infatti,segnò per Manet un momento di "ricerca naturalistica" che aveva tangenze con il percorso letterario del suo amico Emile Zola (1840-1902).
Nel 1877,era uscito "L'Assommoir",romanzo dello scrittore Zola,che come i quadri di Manet,sigillò una "rottura" con la società del tempo.
Manet rimase affascinato dal personaggio di Nana,figlia della protagonista Gervaise,prostituta di lusso che inizia la sua scalata sociale*.
Comunque il quadro fu rifiutato dal Salon; il tema troppo forte aveva dato fastidio al perbenismo dell'epoca.
Per protesta Manet,lo espose nella vetrina di un negozio di modista,il che provocò ancora disordini.





*.Probabilmente lo stesso Zola si ispirò con questo dipinto per descrivere la scena dove Nana si trucca in un camerino del teatro nell'omonimo romanzo.





Fonti:

"Manet" di G-G.Lamaire,Art Dossier,Giunti.
"Impressionisti,biografia di un gruppo",Sue Roe,Editore Laterza,2010.

lunedì 9 dicembre 2013

"Sidoine e Médéric",il viaggio di Emile Zola

" - Capisco.Fratello Médéric,dov'è la saggezza?
- Caro -rispose Médéric - prendi una vanga.
- Capisco - disse Sidoine - dov'è la felicità?
Allora Primavera si alzò lentamente,sciogliendo le braccia;sporse le labbra e baciò le labbra di Médéric.
Sidoine,soddisfatto,si addormentò,dondolando la testa e rigirando i pollici,più ebete che mai." 





"Trittico del Giardino delle Delizie" (1480-1490),H.Bosch

  "Contes  à Ninon" è l'esordio in prosa del giovane Emile Zola(1840-1902).Si tratta di sette racconti usciti già su vari giornali;pubblicati nel 1864.
L'ultimo,il più lungo e complesso "Sidoine e Médéric" risulta così lontano ma così vicino ai capolavori della maturità.
Emile Zola.
L'autore che aveva riunito lo "spirito visionario" di Balzac,lo "stile descrittivo" di Flaubert,che diede inizio alla fama di Maupassant;aggiungendo l'amato "naturalismo",il "violento realismo" ma "imbevuto fino al collo di romanticismo*".
Un autore la cui potenza venne uccisa e poi dimenticata il ventinove settembre del 1902.

In un viaggio semi-fantastico due amici : Sidoine,somigliante a un pioppo per altezza e grandezza e Médéric alto come "una lattuga di piccolo taglio", il primo semplice e bonaccione,il secondo sapiente e astuto;non soddisfatti del proprio paese,partono per cercare il "Regno dei Felici",dove "nulla è vincente,tutto si equilibra" e dove regna l'amabile regina Primavera.
Dopo particolari avventure che segnano la maturazione dei protagonisti,essi "comprendono che il mondo va accettato così come è senza idealizzarlo o avendone paura."

 

Un giovane Emile Zola

Prendendo spunto dalla satira utopistica e filosofica iniziata da Francois Rabelais (1494-1553),Jonathan Swift (1667-1745) e Voltaire (1694-1778); Zola unisce la comicità alla critica del suo tempo.

L'avversione per la guerra : "si parla,lo so,di gloria,di conquiste e di altre baggianate.Sono grandi parole di cui si pascono gl 'imbecilli",la rivisitazione della storia,geografia,teologia : "la medicina è una bella scienza;quando guarirà,diventerà una scienza utile",la visione di un Occidente in agonia contro l'espansione futura dell' Estremo Oriente.
La ricerca della Giustizia universale e nonostante tutto l'impossibilità sciocca degli esseri umani del Bene Assoluto (puro egoismo); perché anche quello può danneggiare,forse più del male.
Sinceramente un racconto che non andrebbe neanche recensito ma solo letto per commuoversi maggiormente della sua stupita bellezza.Letto,come dice la curatrice del libro**,dopo aver assaporato "Nana","Gerninal","L'Assommoir",per comprendere il percorso verso la Verità che porterà lo scrittore a quel "J'accuse" , monumento unico di grande libertà.



* "Il Ventre di Parigi"


Libro:

"Sidoine e Médéric",Emile Zola,Sellerio editore Palermo,2004 (**curatrice : G.D'Angelo Matassa)
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