venerdì 6 marzo 2015

Antonietta Fagnani Arese,la donna amata dal Foscolo

" Fiorir sul caro viso
veggo la rosa; tornano
i grandi occhi al sorriso
insidiando; e vegliano
per te in novelli pianti
trepide madri,e sospettose amanti. "
( " All'Amica Risanata ",U.Foscolo )

Antonietta F.Arese


Antonietta Fagnani Arese ( 1778-1847 ) non fu una donna attiva nella scena politica italiana del suo tempo;non fu protagonista di un fatto o evento celebre.Forse,per meglio dire fu una figura particolare e stravagante nella Milano napoleonica dei primi anni dell'Ottocento,vezzeggiata e cara a numerosi letterati,che ne riconoscevano una grande cultura,oltre ad una grande bellezza.
Fu anche amante del poeta Ugo Foscolo ( 1778-1827 ) e testimone oculare della nascita di un grande classico della letteratura " Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis ".
A lei il poeta dedicò il componimento " All'Amica Risanata ".

Antonietta Fagnani nacque a Milano,ultimogenita del conte Giacomo Fagnani e di Costanza Brusati.
Crebbe in un'atmosfera a dir poco dissoluta ed eccentrica; i genitori erano noti nella società elegante del tempo per scandali e stramberie.Non poté non esserne influenzata,pur ricevendo una buona istruzione.
Sposò nel 1798 il magistrato aristocratico Marco Arese Lucini ( 1770-1852 ),che avrà un ruolo attivo nell'era napoleonica
Siamo a Milano,negli anni della creazione della Repubblica Cisalpina,a cui seguirà la formazione del Regno Italico,e la città era una delle più moderne ed emancipate d'Europa.
Milano vantava una grande fioritura culturale e mondana di grande risonanza.Una nuova classe di intellettuali,che costituiva la classe dirigente,insediò nella città le idee illuministe importate dalla Francia.
Non solo,la città poteva contare su una progredita borghesia industriale e un settore dell'agricoltura che correva al passo con i tempi,le classi privilegiate affollavano feste,teatri,salotti,dove scintillavano con le loro toilettes,come raccontate dal Parini.
 La giovane Antonietta Fagnani Arese divenne ben presto una delle figure di maggior spicco della brillante società milanese del Consolato e dell'Impero,venendo ammessa alla corte del viceré Eugenio e legandosi amichevolmente alla regina d'Olanda Ortensia de Beauharnais.
Ricca,intelligente,piena di fascino,spigliata,conosceva il francese,l'inglese " aveva chiome lucide nerissime,
occhi neri e languenti,un tono di voce basso e lento * ",dalle forme generose e di costumi non proprio irreprensibili,avvezza alle avventure extraconiugali.
Antonietta veniva ammirata e stimata non solo dal suo ceto,ma anche da intellettuali e letterati come il Monti o Stendhal che la definì " femme de génie ".
Giuseppe Rovani ( 1818-1874  ) la citò nel suo libro " Cento Anni " :

 " La contessa A...,bellissima fra le belle,aveva molto spirito,molto ingegno,molta coultura ( parlava quattro lingue );era buona,generosa e affabile;costituiva insomma il complesso rarissimo di egrege qualità; ma tutte parevano sfasciarsi sotto l'uragano di un difetto solo.Ella faceva dell'amore l' unico passatempo [...] lo stesso Foscolo si trovò un bel giorno avvolto e impigliato nell'ampia rete [...].

Ugo Foscolo


Si conobbero in una calda estate del 1801.Ugo Foscolo era arrivato a Milano con il manoscritto dell' " Ortis " da rielaborare,lei una delle gentildonne più belle e colte della città; vi si abbandonò subito senza freni o pudori,come era di moda nelle signore dell'alta aristocrazia.
Nei caffé,nei palchi della Scala,nei salotti o boschi,la loro relazione fu vissuta più nella passione che propriamente nell'amore vero.
Ma oltre di passione,la loro fu anche una collaborazione di lavoro.
Foscolo per il suo " Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis ",si era ispirato al romanzo di Goethe " I Dolori del Giovane Werther " ( 1774 ),seppure gli serviva una persona che glielo traducesse.
Antonietta conosceva bene il tedesco,tanto che aiutò il poeta nella revisione della prima stesura,traducendogli letterariamente il " Werther ".
Lo testimoniano le copiose lettere che Ugo Foscolo inviò all'amante :

" Che giornata fredda rabbiosa...par proprio una stagione da suicidio.Questa riflessione non è mia,è del povero Ortis.Addio."

" Iersera subito dopo partito il vecchiotto ho dato mano al tuo Werther.Lo trascrivo quasi religiosamente. "

" Chiamami romanzo e hai forse ragione;ma non lo sono per elezione.Io devo alla natura questa ardente immaginazione e questo cuore,che mi hanno fatto soffrire tanti tormenti,ma che non sono stati mai domati né dall'esperienza,né dalle sventure. "

Nella lettera numero sessantaquattro,Foscolo scrive : " Torno con te,mia Antonietta. ".Nell' " Ortis " scriverà " Torno a te,mia Teresa. ".
Si può dire che questa storia andò di pari passo con la revisione del romanzo.
Questa che avrebbe dovuto essere eterna e che,saggiamente gestita dall'Arese,durò meno di due anni,fino al Marzo 1803.Ma non la vita amorosa di questa fastosa donna milanese.

Nel 1802 ad Antonietta aveva dedicato uno dei suoi componimenti più belli,l'ode " All'Amica Risanata ".
Un testo stilisticamente e poeticamente suiblime,una visione di elementi classicheggianti e romantici;poco letto nelle scuole per la sua spiccata sensualità e malizia dove il poeta descrive il ritorno sulla scena mondana della bella dopo un periodo di malattia.
Non è altro che un elogio della Bellezza,consolatrice di animi e ideale eterno,che tutto può vincere e su cui tutto può trionfare attraverso la grandezza della Poesia.
Con ciò Foscolo rese eterna la sua donna.




 * " Vita di Napoleone ",Stendhal


 Fonti:

 "Foscolo.Lettere d' Amore." Newton Compton Editori.
" Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis ",U.Foscolo,Garzanti.


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