martedì 26 novembre 2019

"Il Buio oltre la Siepe" di Harper Lee


<<Un giorno Atticus disse a Jem: "Preferirei che sparaste ai barattoli in cortile, ma so già che andrete dietro agli uccelli. Sparate finché volete alle ghiandaie, se vi riesce di prenderle, ma ricordatevi che è un peccato uccidere un merlo".
Era la prima volta che udivo Atticus dire che era peccato fare una certa cosa, così andai ad informarmi da Miss Maudie.
"Tuo padre ha ragione", disse. "I merli non fanno niente di speciale, ma fa piacere sentirli cinguettare. Non mangiano le sementi dei giardini, non fanno il nido nelle madie, non fanno proprio di niente, cinguettano soltanto. Per questo è un peccato uccidere un merlo".

"Il Buio oltre la Siepe" (1960), Robert Mulligan

Dopo aver visto in televisione, qualche tempo fa, "Una Moglie per Papà" di Jessie Nelson e "The Help" di Tate Taylor, ho scelto di leggere sull'onda della stessa tematica un romanzo che da ragazza ho sempre snobbato, "Il Buio oltre la Siepe".
La mia memoria è ritornata ai tempi del cineforum della scuola media, quando per la prima volta vidi la trasposizione cinematografica di Robert Mulligan, ma sinceramente poco era rimasto nella mia mente di quel film, tanto da non ricordare nemmeno lo svolgersi dei fatti.
È stata a posteriori una triste mancanza, la mia, quella di disdegnare per tanto tempo un'opera miliare della letteratura, tanto potente e viva oggi, anche se scritta lontana negli anni da noi.
"Il Buio oltre la Siepe" (il cui titolo originale è "Too Kill a Mockingbird") è il libro più conosciuto della scrittrice americana Harper Lee (1926-2016) pubblicato nel 1960. L'immediato successo trascinato dalla spinta progressista delle sue tematiche, narrate con gravità e delicatezza insieme, hanno portato la sua autrice a vincere l'anno dopo il Pulitzer e nel 2007 la "medaglia presidenziale per la libertà". Oggi il romanzo è tra i più letti nelle scuole degli Stati Uniti, e divenuto simbolo di una costante lotta culturale per l'uguaglianza dei diritti di ogni singolo individuo.
Combinando finzione e fatti ispirati alla sua vita, Harper Lee attraverso gli occhi del personaggio di Scout racconta una storia di razzismo e ingiustizia sociale ambientati nei primi anni Trenta del Novecento, nel profondo sud della già problematica Alabama, nell'era della Grande Depressione.


Il libro si divide in due parti.
Maycomb (cittadina immaginaria dell'Alabama) è una comunità rurale chiusa con rigidi codici di comportamento: tutti si conoscono da tempo immemore, con il loro passato, le loro più o meno qualità individuali, pseudo tare ereditarie che prefiggono oziosi pregiudizi, come pure la consapevolezza delle distinzioni di classe e il riguardo di formalità e apparenze. La crisi economica in atto immobilizza ancor di più i suoi abitanti e con loro la segregazione razziale.
Jean Luise Finch, detta Scout, è una bambina di sei anni, scavezzacollo, vivace e curiosa, figlia dell'avvocato della contea Atticus, uomo libero da convenzioni e ipocrisie, stimato da Maycomb per la sua integrità morale.
La prima parte rende omaggio alla letteratura americana dell'infanzia e principalmente quella arrivata da Mark Twain: la narrazione si concentra sui giochi, scherzi, avventure della piccola Scout, il fratello Jem e il loro amico Dill, che amano fantasticare sul "misterioso" vicino Boo Ridley, tenuto prigioniero in casa da anni. Intanto in più occasioni comincia a germogliare nel cuore di Maycomb il seme dell'intolleranza.
La seconda parte racchiude l'apice del romanzo, quando tre anni più tardi, Atticus accetta di difendere nel processo un uomo di colore, Tom Robinson, accusato di aver violentato una giovane donna bianca, figlia di un disoccupato gretto e facinoroso.
Pur platealmente innocente l'imputato non raccoglie né la solidarietà né la compassione degli abitanti, stretti tra pregiudizi e viltà, incapaci di guardare in faccia la verità.
Scout e Jem sono messi per la prima volta davanti a questo spaccato di miserie umane, comprendendone tutta la drammaticità.

La trama si sviluppa attraverso due storie: quella del misterioso Boo Ridley e quella in cui è implicato Tom Robinson, ambedue vittime eguali di discriminazione ed indifferenza a Maycomb.
La straordinarietà del libro è la delicatezza e il candore con cui viene raccontata la vicenda dalla piccola Scout e questi termini più che semplicizzare il testo rendono il lettore ancora più responsabile e partecipe delle tematiche affrontate.
Il romanzo abbraccia l'urgente questione della segregazione razziale, già compromessa in particolare in quei stati del Sud (Alabama e Mississipi¹) dove si concentrarono gran parte delle crudeltà e dei pregiudizi della società del tempo e che il disastro economico aveva ancora più svantaggiato sul piano ideologico la popolazione nera. "Il Buio oltre la Siepe" fu scritto proprio durante quel simbolico movimento dell'American Civil Right (di cui divenne in seguito il suo rappresentante Martin Luther King).
Maycomb, cittadina all'apparenza ordinaria, presenta un sottosuolo dove il degrado economico minaccia quello morale, avvelenando di ignoranza e non cultura i suoi abitanti, approfittando dell'assenza di una controparte più forte.
Atticus, tra i personaggi più positivi della letteratura, è il solo a instillare, per la prima volta, e prendersi carico di un pensiero libero e giusto laddove la maggioranza del paese non ha il coraggio di prendere una posizione.
Unico a sparare con temerarietà contro un cane rabbioso (personificazione del pregiudizio) che si aggira per le strade, e lo fa senza i suoi onnipresenti occhiali, e quindi nudo, indifeso, ma anche immune dalla malattia che pervade Maycomb.
Di contro, ad emergere pienamente alla fine del romanzo è il mockingbird del titolo, simbolo di innocenza e vulnerabilità (dei popoli oppressi, degli indifesi e abbandonati) dalla cui protezione ne deriva la nostra salvezza umana.




M.P.



 ¹ A proposito esiste una famosa canzone cantata da Billie Holiday diventata la rappresentazione di quel triste periodo, "Strange Fruit".



Libro:

"Il Buio oltre la Siepe", H. Lee, Feltrinelli Editore


4 commenti:

  1. Non ho colmato nemmeno io questa lacuna letteraria, ma presto o tardi lo farò ☺️☺️

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    1. Tra le più belle letture del mio anno: mi ha stupito molto e ti consiglio di leggerlo.

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  2. Un romanzo potente, che trae forza dal contrasto fra l'ingenuità di Scout e Jem della prima parte, con la sua narrazione avventurosa, e la durezza della seconda, realistica e, purtroppo, ancora attuale.

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    1. Infatti è proprio questo motivo che mi ha più colpito: è una grande prova di stile questa.

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