venerdì 6 agosto 2010

La Fortuna dei Rougon




Si tratta del primo dei venti romanzi che comprendono il "Ciclo dei Rougon-Macquart",scritto nel 1870.


Un romanzo che non ha avuto la stessa fortuna dei seguenti "L'Assommoir"o "Nanà" ma che da il via all'ascesa delle due famiglie:


i Rougon,il ramo legittimo forte ed ambizioso e i Macquart il ramo debole,entrambe unite dalla capostipite Adelaide Fouque.


Ambientato a "Plassans" (nome fittizio dato ad Aix-en-Provence,città d'infanzia di Emile Zola,descritta come una città ancora medioevale,con i suoi enormi portali a due battenti e la sua netta distinzione tra ricchi e poveri),durante il colpo di stato che avvenne in Francia nel 1851,anno in cui l'allora Presidente della Repubblica,Luigi Napoleone Bonaparte prolungò il suo mandato fino a dieci anni.

*Nel presentare la rappresaglia degli insorti di Plassans,Zola si ispirò ai fatti di Lorgues e al libro di Eugene Tenot "La Provence en Décembre 1851".

Adelaide Fouque ,donna esile,bisognosa d'amore fisico,affetta da nevrosi che poi trasmetterà alle altre generazioni,sposa il giardiniere Rougon ed ha un figlio Pierre.

Dopo la morte del marito si unisce con un contrabbandiere Macquart e ne ha due bambini,Antoine ed Ursule.

Queste due famiglie si scontreranno in una continua lotta per la scalata sociale,approfittando degli eventi.

Intorno a loro ruotano personaggi viscidi,opportunisti,voltagabbana,pronti a schierarsi dalla parte dei vincitori,ambiziosi e crudeli come Felicite Puech,moglie di Pierre.

Donna magrissima e vecchia che sembra rappresentare benissimo tutto il rancore di una vita povera e invidiosa.

Storia portante però dell'intero romanzo è l'amore tra Silvere(figlio di Ursule) e Miette.
Un amore sospeso tra la vita e la morte ma puro e casto.L'autore francese che fu sempre criticato per i suoi racconti lascivi e morbosi,sembra qui rappresentarci il vero "suo" ideale d'amore.
Un amore esente dall'atto fisico,cresciuto in un cimitero,dove i morti sotto terra incitano all'unione dei due e alla fine portano via con sè i loro corpi.
Silvere simbolo di una resistenza innocente (molto vicino al Florent de "Il Ventre di Parigi") e Miette di una libertà ormai morta.
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"Per un'istante,come alla luce d'un lampo,a Pascal sembrò di vedere il futuro dei Rougon-Macquart,come una muta di cani lanciati contro la preda e satollati,in uno sfavillio d'oro e di sangue"
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*"La Fortuna dei Rougon"Presentazione,Garzanti.

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