lunedì 6 febbraio 2012

Méry Laurent:"La Donna degli Artisti"

"Chi siete,Madame,per trovare bello quello che tutti trovano brutto?"
(E.Manet a Méry Laurent).

Méry Laurent fu sicuramente una cortigiana "speciale" nella Parigi di fine Ottocento,famosa non solo per la sua prorompente bellezza e sensibilità culturale (che dopotutto accomunavano molto delle sue colleghe) ma per essere stata l'amante di numerosi romanzieri,poeti e pittori che affascinati la celebrarono nei loro capolavori.

Nata Anne-Rose Louviot nel 1849 nella Lorena,era figlia di un contadino e di una lavandaia;a quindici anni aveva sposato un droghiere,Laurent,che lasciò presto per entrare in un cabaret.Del marito si lasciò soltanto il cognome,molto più "orecchiabile".
Durante un suo spettacolo allo Chatelet mentre nei panni della "Bella Elena" "usciva nuda da una conchiglia decorata con stalattiti d'argento",venne notata da uno di quei pochi superstiti del "Secondo Impero",l'americano dottor Thomas W.Evans (1823-1897).
Dentista ufficiale dell'imperatore Napoleone III e decorato della "Legion d'Onore",era balzato alle cronache per aver aiutato a fuggire l'imperatrice Eugenia dalle Tuileries,dopo la disfatta di Sedan nel 1870.
Evans si innamorò perdutamente della "Bella Elena" portandola via con sé nel suo lussuosissimo palazzo per farne la sua amante.



La storia potrebbe finire qui e invece questo fu soltanto l'ascesa della giovane Laurent diventata Méry.
Alta,dai capelli lunghi e biondissimi,occhi azzurri,"sembrava riunire in sé il glamour antico dell'Impero e la modernità della nuova Repubblica".
Dal fisico procace,la pelle rosea,veniva ammirata per l'abbondanza del seno,"parla meglio con i seni che con le labbra" dicevano.Dalle fotografie e dai molti ritratti si nota subito tutto il brio e la radiosità che certamente emanava.
Nel palazzo del dentista,Méry aveva fatto il suo "salotto" dove riceveva letterati come Emile Zola,Théophile Gautier,Victor Hugo,politici come Léon Gambetta,poeti come Paul Valéry o artisti come Edgar Degas o James Whistler; i più eccellenti uomini uomini di Parigi venivano accolti dalla padrona di casa "avvolta in una candida vestaglia"  e si fermavano nel suo salotto,eccentrico ma di poco gusto,e di conseguenza nel suo letto;"l'intelligenza la attraeva immediatamente".Del permissivo dottor Evans (che fingeva di non sapere) diceva:"Lasciarlo sarebbe crudele.Mi accontento d'ingannarlo".
Nel 1877 trovandosi in un'esposizione privata,rimase incantata guardando un quadro,"Il Bucato",lo apprezzò  tanto che esclamò:"Questo è davvero bello!".



Dietro un arazzo sbucò improvvisamente l'autore del quadro,Eduard Manet (1832-1883),restò così commosso dalle belle parole (lui che veniva criticato aspramente per la sua arte) che le mostrò una serie di tele.
Senz'altro questa fu una grande passione che investì la giovane cortigiana con il quaratacinquenne artista e che durò fino alla morte di quest'ultimo.
A Manet,innamorato perso anche lui,"piaceva esibirla nei caffè alla moda,circondata dai suoi celebri amici",vanesio come era,oppure ritrovarla nel suo palazzo "appena il dottore usciva,Méry sventolava un fazzoletto alla finestra","ed ecco che lui arrivava" inebriato dalla calorosa accoglienza della sua bella.
Per Eduard Manet,Méry Laurent fu anche una delle sue muse preferite,amava ritrarla.Nei suoi quadri ne omaggiava la bellezza e la sensualità oltre all'esuberanza del seno.
Nel 1880"Manet stava lavorando ad una serie di dipinti dedicati alle quattro stagioni,e Méry posava per l'autunno.In quella occasione delle sedute di posa per cui aveva ordinato a Worth una mantella foderata di pelliccia.Manet ne fu conquistato:Promettimi che quando sarà sciupata me la darai",le disse.E Méry glielo promise."



L'Autunno

La cortigiana fu anche una affettuosa confidente per l'artista che le scriveva numerose lettere e che quando Manet si ritrovò infermo sul letto,già malato,Méry gli portava fiori di lillà che lui dipingeva nell'acqua.
Al funerale del pittore,Méry Laurent vi presenziò con i suoi immancabili lillà che depose (e deporrà sempre) sulla tomba dell'amato amico.
Ma oltre a Manet,il romanziere George Moore (1873-1958) che la descrisse come "una rosa tea" e Marcel Proust (1871-1922) che la prese come modello per la parte di "Odette" nella sua "Ricerca",vi fu un altro grande amore,quello per il poeta Stéphane Mallarmé (1842-1898).
I due erano una coppia insolita,lei donna superficiale e sontuosa,lui professore d'inglese squattrinato,timido e impacciato,non ne poteva uscire che un amore a dir poco "strano."
Mallarmé la seguiva sempre,recitandole poesie,scrivendole apposta per lei,Méry lo scherniva,lo divertiva e assisteva immancabilmente alle famose cene del martedì del poeta che le "prometteva a quell'imperatrice bambina un 'immortalità non immaginaria",lei gli faceva preparare pantagruelici banchetti.
Anche questo amore durò fino alla morte del poeta ma non fu nemmeno l'ultimo per questa cortigiana mai sazia di "cervelli intelligenti",forse cercava veramente l'immortalità?
Così dopo aver visto andarsene via tutti quegli uomini su cui aveva regnato nei loro cuori e nelle loro opere si spense il 26 novembre del nuovo secolo,il 1900.



Fonti:
"Cortigiane" di G.Scaraffia,Mondadori.
"Impressionisti.Biografia di un gruppo" di Sue Roe,Laterza.








9 commenti:

  1. Ahhhh, che storia incantevole,
    degna di un bel romanzo...magari
    anche di un film!!
    Grazie, mi è piaciuta molto.
    Un abbraccio
    Susy x

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    1. Infatti pur ammirando la vita di famose regine o donne facoltose della storia,ho sempre preferito la vita di queste cortigiane,che seppur non libera completamente era comunque più indipendente rispetto alle prime...Grazie Susy.

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  2. Wow, che storia affascinante!!!!
    ^__^
    Ciao ciao
    Cri

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  3. Certo che queste donne emanano sensualità e fascino anche a distanza di decenni, anche tramite fotografie "compresse" sul web.. Pensa cosa devono essere state dal vivo, con quella loro "aurea" si seduzione (mi riferisco a tutte!)! Le fotografie anticate, poi, rendono emozionante anche un bagigio per terra!

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    1. Aaaahhh...vero Carolina,in bianco e nero vengo bene anche io!!!!

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    2. ma va la! Sarai bellissima di sicuro!

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  4. Bravissima, davvero, è stato avvincente leggerlo! :-) Però "un arazzo" si scrive senza apostrofo ;-D

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    1. Grazie per la correzione...purtroppo ho il difetto di non rileggere mai quello che scrivo.Grazie.

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