venerdì 13 aprile 2012

Lisistrata, "Lo Sciopero dell' Amore"

"Lisistrata: Sciagurato,siamo noi a portare il peso della guerra,più del doppio.Partoriamo i nostri figli e li mandiamo a fare gli opliti.[...].Quando avremmo potuto essere felici e goderci la nostra giovinezza,per colpa della guerra siamo costrette a dormire sole.E lasciamo anche perdere il nostro caso,ma io soffro al pensiero delle ragazze che invecchiano nelle loro camere."





Soltanto dal genio di Aristofane ( 445a.C.-380 d.C.) poteva nascere una commedia così originale,divertente,insolita,che mettesse a nudo gli aspetti più semplici della vita ma al tempo stesso "fondamentali".
Rappresentata per la prima volta nel 441 a.C. ad Atene,durante la guerra del Peloponneso,"Lisistrata" è ambientata proprio in questa vicenda storica.
Quella del Peloponneso fu tra le guerre più lunghe e sanguinose,scoppiata nella primavera del 431 a.C. a causa della rivalità crescente tra Atene e Sparta,a cui parteciparono quasi tutte le popolazioni greche.Questo conflitto segnò la fine dell'egemonia ateniese.

L'ateniese Lisistrata*,stanca della logorante guerra,riunisce in una assemblea tutte le donne di Atene,Sparta,Corinto e Beozia,dicendo di essere finalmente riuscita a trovare un mezzo per porre fine a ciò che provoca loro tanto dolore e tanta solitudine,quindi rifiutarsi ai mariti,finché questi non concludano la pace,un vero sciopero dell'amore.
Dopo le prime rimostranze,Lisistrata,riesce a convincere le donne dell'impresa e insieme occupano l' Acropoli per bloccare l'accesso al tesoro (che serve a finanziare la guerra).Grazie alle donne più anziane (coro di donne) riescono a respingere un gruppo furioso e ostinato di vecchi (coro di vecchi) e l'astuzia  e la fermezza di Lisistrata hanno la meglio sul commissario**.
Ma mentre le donne sono sul punto di cedere,anche gli uomini desiderosissimi di amplessi,sfiniti e "con un grosso peso da portare",convocano gli ambasciatori che alla fine concordano la pace con Lisistrata.
Il passo si conclude con una grande festa di riconciliazione.


Tra i temi rappresentati da Aristofane ci sono chiaramente la guerra e la pace,temi questi che si ritrovano in molte delle sue commedie più famose.
Guerra presa questa volta dal punto di vista delle donne,non quindi rappresentata nella sua figura "distruttrice" ma come "privazione" di figli,mariti,della famiglia,della quotidianità,del corso naturale della vita;anche la pace non ha nulla di etico o morale ma solo di ristabilizzare il "modus vivendi".
Ma la grandezza della commedia si rivela soprattutto nella figura rivoluzionaria della donna e del sesso.
Visto il posto che aveva la figura femminile nel mondo greco,le protagoniste di "Lisistrata" sono delle mirabili eccezioni letterarie:donne che prendono il comando,che rivendicano il loro ruolo nella società,nella politica,nella famiglia,nell'amministrazione del denaro:
"Commissario: E che farete?
Lisistrata :E me lo chiedi? Lo amministreremo noi.
Commissario : Voi amministrerete il denaro?
Lisistrata : Che c'è di strano? Non siamo noi ad amministrare tutto il bilancio di famiglia?"

Gli uomini sembrano addirittura sminuiti nella parte finale,quando la protagonista pronuncia il suo discorso di riconciliazione,da grande oratrice e i personaggi maschili non fanno altro che ammirare estasiati il corpo della bella.
Il sesso è invece il vero punto focale di tutta l'opera,descritto dall'autore con tutta la sua forza e naturalezza;riconosciuto dagli uomini e ancora meglio dalle donne,viste per secoli come figure asessuate.
Le seguaci di Lisistrata,invece,hanno una completa vita sessuale,rivendicando anche lì il proprio ruolo e il proprio piacere:
"l'uomo non può godere se non gode anche la donna".
Addirittura si parla,senza inutili vergogne,dell'uso dell' olisbo,fallo artificiale.
Non mancano certamente scene divertenti come quella dove Mirrina finge di assecondare i desideri del marito ma per un motivo o per un altro non arriva mai all'atto,o dove sia gli spartani che gli ateniesi sono costretti ad indossare lunghi mantelli per nascondere la loro natura a dir poco troppo sacrificata,tutto condito          con un linguaggio molto colorito ma che rende veramente l'opera di sublime genialità.


* Letteralmente "scioglitrice di eserciti".
** La figura del commissario era una magistratura straordinaria creata durante la guerra.


Fonti:
"Dizionario di Mitologia e dell'antichità classica" M.Gislon-R.Palazzi,Zanichelli
Passi tratti da :"Lisistrata" Aristofane,Bur Rizzoli.

5 commenti:

  1. Ciao, bello, divertente, interessante. Bisogna andare a rileggersi questa commedia! A presto

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  2. Ciao, se ti va passa da me, hai un premio da ritirare. A presto Antonella

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  3. Ciao Toinette, un post davvero interessante, complimenti! Aristofane era davvero acuto nei suoi pensieri e anche nel modo di esprimerli, una fortuna avere in eredità opere come questa! :)
    A presto e buon inizio di settimana,
    Laura

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