lunedì 30 aprile 2012

Carneade!Chi era costui? Lady Caroline Lamb

"Remember me"(Caroline Lamb in un biglietto a Byron)


L'eccentricità e la sregolatezza  erano caratteristiche che nella famiglia Spencer si tramandavano di padre in figlio o meglio di madre in figlia,come nel caso di Caroline Lamb.
Nata nel 1785,Caroline era figlia di Frederick Ponsoby,conte di Bessborough e di Henrietta Frances Spencer,sorella della più famosa Georgiana.



Caroline fin da giovanissima subì la non certo esemplare vita della madre e della zia,crescendo con un caratterino prepotente ed egoista,per i parenti più stretti era considerata un vero maschiaccio,visto che non conosceva né disciplina né cultura.
Col tempo aveva avuto modo di poter cambiare se non nel comportamento almeno nell'aspetto fisico,diventando molto femminile,snella,affascinante,con quella vivacità tipica di famiglia.
A diciannove anni (1805) sposò William Lamb (1779-1848,futuro visconte di Melbourne,Primo Ministro e fidato consigliere della regina Vittoria durante i primi anni).
Matrimonio iniziato sotto i migliori auspici ma che ben presto si raffreddò,lasciando la giovane moglie in uno stato di totale solitudine,fino al 1812 quando incontrò Lord Byron (1778-1824).
"Pazzo,cattivo,pericoloso e del tutto infrequentabile...Quella bella faccia pallida è il mio destino",disse Caroline che intrecciò subitaneamente una relazione con lui,molto intensa e scandalosa agli occhi dell'epoca.
Ma Byron era attratto da nuove avventure,nuovi amori e inoltre aveva paura per quel suo carattere troppo morboso,geloso e iroso che dopo qualche mese si allontanò.
Lady Lamb reagì in maniera del tutto incontrollata,provando a fuggire,a lanciarsi tra le fiamme,insultandolo ferocemente,a tagliarsi persino una ciocca dei suoi peli pubici per poi inviarli all'amante,sfiorando quindi i confini della follia.
Morì nel 1828,ancora giovane,ma per lei la vita era stata troppo lunga.Di lei ci rimane un romanzo gotico "Glenarvon",uscito nel 1816,dove denigrava ancora l'amato.


Fonti:
"Storia delle Altre",Elizabeth Abbott,Oscar Mondadori.

mercoledì 25 aprile 2012

Gustave Caillebotte,il pittore della nuova Parigi di fine '800

"Tutto ciò che voleva era aiutare gli amici.E lo faceva in maniera molto semplice: comprava solo le tele considerate invendibili."
(Renoir)

"Autoritratto"
1892

Così il pittore Renoir parlava del suo collega Gustave Caillebotte (1848-1894),patron degli impressionisti,acceso sostenitore e mecenate del "gruppo",ma anche grandissimo artista egli stesso,ruolo quest'ultimo che lo pose sfortunatamente in secondo piano rispetto al primo.
Gustave Caillebotte proveniva da una famiglia molto ricca,aperta ma non attiva alle sfere più alte della società,"a Parigi la famiglia Caillebotte abitava al 77 di ru de Miromesnil,uno dei grandi viali del ricco distretto finanziario,all'angolo con buolevard Hussmann"
Fin da giovane,Gustave amava dipingere e nel frattempo "costruiva skiff,imbarcazioni leggere a bordo delle quali faceva regate sul fiume".Nell'estate del 1872,ad Argenteuil,conobbe Claude Monet ( 1840-1926),quell'incontro fu la svolta della sua vita,infatti Monet lo invitò nel gruppo.

"Un Balcone a Parigi"
1880

"Giovane alla finestra"
1875
"Boulevard des Italiens"
1880

Il capolavoro
"I Piallatori di parquet"
1875

Dopo la disfatta di Sedan (1870) e il conseguente crollo del Secondo Impero,Parigi si era ritrovata nella sua epoca,apparentemente,più felice,la "Belle Epoque";"da buia città medioevale in disfacimento alla "ville lumière" elegante e prospera sognata dal barone Hussmann",i grandi boulevard,i primi centri commerciali,le grandi reti ferroviarie,le gite fuori ad Argenteuil,Bougival,Croissy...
Nonostante Caillebotte finanziasse molte delle mostre degli impressionisti,la sua pittura era completamente agli antipodi dell'impressionismo,rispecchiando invece un profondo realismo.


"Via di Parigi,tempo di pioggia"
1877



"Strada in salita"
1881


"Ponte d'Europa"
1876


"Donna al vestiario"
1873


"Dipinto in campagna"
1876


"In un café"
1880


"Vogatori"
1877


"Vista da un balcone"
1888


"Un balcone"
1880


"L' uomo al balcone,boulevard  Haussmann"
1880

"Faceva un disegno preliminare,o si basava su fotografie,per stabilire forma e dimensioni del soggetto,poi lo divideva in quadrati e trasferiva l'immagine su una tela già preventivamente suddivisa secondo precise proporzioni geometriche.I suoi lavori avevano una qualità limpida,architettonica,e un realismo unico nel raccontare la vita urbana."


"La Colazione dei Canottieri"
Renoir
1880-82

Caillebotte è ritratto all'estrema destra del quadro,
a cavalcioni della sedia.




Fonti:
"Impressionisti,biografia di un gruppo",Sue Roe,Editore Laterza.

martedì 17 aprile 2012

Nuovo premio....



Ringrazio sentitamente la cara Antonella del blog Il Tempo Ritrovato (che consiglio vivamente di visitare),per il premio che ha voluto accordarmi,che nonostante il sottotitolo non riguarda soltanto argomenti di moda o make up.Grazie ancora Antonella!!!
Ora dovrei rigirare il premio ad altri 15 blog,ma visto il numero (esagerato!) ne ho selezionati otto:
Per i primi blog non ho messo la motivazione visto che certamente sapete la stima che provo per i loro lavori.Un bacio.


Grazie mille anche a Laura (di "The Cat's Edge") e Antonella nuovamente che con mia sorpresa hanno assegnato al mio blog questo nuovo premio.Grazie!!!

venerdì 13 aprile 2012

Lisistrata, "Lo Sciopero dell' Amore"

"Lisistrata: Sciagurato,siamo noi a portare il peso della guerra,più del doppio.Partoriamo i nostri figli e li mandiamo a fare gli opliti.[...].Quando avremmo potuto essere felici e goderci la nostra giovinezza,per colpa della guerra siamo costrette a dormire sole.E lasciamo anche perdere il nostro caso,ma io soffro al pensiero delle ragazze che invecchiano nelle loro camere."





Soltanto dal genio di Aristofane ( 445a.C.-380 d.C.) poteva nascere una commedia così originale,divertente,insolita,che mettesse a nudo gli aspetti più semplici della vita ma al tempo stesso "fondamentali".
Rappresentata per la prima volta nel 441 a.C. ad Atene,durante la guerra del Peloponneso,"Lisistrata" è ambientata proprio in questa vicenda storica.
Quella del Peloponneso fu tra le guerre più lunghe e sanguinose,scoppiata nella primavera del 431 a.C. a causa della rivalità crescente tra Atene e Sparta,a cui parteciparono quasi tutte le popolazioni greche.Questo conflitto segnò la fine dell'egemonia ateniese.

L'ateniese Lisistrata*,stanca della logorante guerra,riunisce in una assemblea tutte le donne di Atene,Sparta,Corinto e Beozia,dicendo di essere finalmente riuscita a trovare un mezzo per porre fine a ciò che provoca loro tanto dolore e tanta solitudine,quindi rifiutarsi ai mariti,finché questi non concludano la pace,un vero sciopero dell'amore.
Dopo le prime rimostranze,Lisistrata,riesce a convincere le donne dell'impresa e insieme occupano l' Acropoli per bloccare l'accesso al tesoro (che serve a finanziare la guerra).Grazie alle donne più anziane (coro di donne) riescono a respingere un gruppo furioso e ostinato di vecchi (coro di vecchi) e l'astuzia  e la fermezza di Lisistrata hanno la meglio sul commissario**.
Ma mentre le donne sono sul punto di cedere,anche gli uomini desiderosissimi di amplessi,sfiniti e "con un grosso peso da portare",convocano gli ambasciatori che alla fine concordano la pace con Lisistrata.
Il passo si conclude con una grande festa di riconciliazione.


Tra i temi rappresentati da Aristofane ci sono chiaramente la guerra e la pace,temi questi che si ritrovano in molte delle sue commedie più famose.
Guerra presa questa volta dal punto di vista delle donne,non quindi rappresentata nella sua figura "distruttrice" ma come "privazione" di figli,mariti,della famiglia,della quotidianità,del corso naturale della vita;anche la pace non ha nulla di etico o morale ma solo di ristabilizzare il "modus vivendi".
Ma la grandezza della commedia si rivela soprattutto nella figura rivoluzionaria della donna e del sesso.
Visto il posto che aveva la figura femminile nel mondo greco,le protagoniste di "Lisistrata" sono delle mirabili eccezioni letterarie:donne che prendono il comando,che rivendicano il loro ruolo nella società,nella politica,nella famiglia,nell'amministrazione del denaro:
"Commissario: E che farete?
Lisistrata :E me lo chiedi? Lo amministreremo noi.
Commissario : Voi amministrerete il denaro?
Lisistrata : Che c'è di strano? Non siamo noi ad amministrare tutto il bilancio di famiglia?"

Gli uomini sembrano addirittura sminuiti nella parte finale,quando la protagonista pronuncia il suo discorso di riconciliazione,da grande oratrice e i personaggi maschili non fanno altro che ammirare estasiati il corpo della bella.
Il sesso è invece il vero punto focale di tutta l'opera,descritto dall'autore con tutta la sua forza e naturalezza;riconosciuto dagli uomini e ancora meglio dalle donne,viste per secoli come figure asessuate.
Le seguaci di Lisistrata,invece,hanno una completa vita sessuale,rivendicando anche lì il proprio ruolo e il proprio piacere:
"l'uomo non può godere se non gode anche la donna".
Addirittura si parla,senza inutili vergogne,dell'uso dell' olisbo,fallo artificiale.
Non mancano certamente scene divertenti come quella dove Mirrina finge di assecondare i desideri del marito ma per un motivo o per un altro non arriva mai all'atto,o dove sia gli spartani che gli ateniesi sono costretti ad indossare lunghi mantelli per nascondere la loro natura a dir poco troppo sacrificata,tutto condito          con un linguaggio molto colorito ma che rende veramente l'opera di sublime genialità.


* Letteralmente "scioglitrice di eserciti".
** La figura del commissario era una magistratura straordinaria creata durante la guerra.


Fonti:
"Dizionario di Mitologia e dell'antichità classica" M.Gislon-R.Palazzi,Zanichelli
Passi tratti da :"Lisistrata" Aristofane,Bur Rizzoli.

martedì 3 aprile 2012

Cammeo,una passione che ritorna...sempre


Oltre ai libri,tra le mie collezioni includo anche quella per i cammei,gemme di vario tipo lavorate sia a tutto tondo,sia a rilievo,realizzati con l'agata,la sardonica e l'onice,di cui vado letteralmente pazza perché trasmettono eleganza e il gusto antico.







Erano i gioielli delle regine,principesse,donne in vista.

Simonetta Vespucci ( 1453-1476)

Madame de Pompadour (1721-1764)

Maria Antonietta ( 1755-1793)

Giuseppina de Beauharnais (1763-1814)


Paolina Bonaparte (1780-1825)



Alessandra di Danimarca ( 1844-1925)

"Il Bar delle Folies-Bergér" 1881-82
Eduard Manet 

Ma ancora oggi sono di gran moda dopo essere passati per tanti anni come "gioielli da nonna".

Vittoria di Svezia nel giorno del suo matrimonio








Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...