sabato 21 settembre 2013

Simonetta Vespucci,"La Senza Paragoni"

"Simonetta Vespucci"
Piero di Cosimo
1483


"Ma' l bel Iulio ch'a a noi stato ribello,
E sol di Delia ha seguito el trionfo,
Or drieto all'orme del suo buon fratello,
Vin catenato innanzi al mio trionfo;
Né mosterrò già mai pietate ad ello
Finché ne porterà nuovo trionfo:
Ch'i' gli ho nel cor diritta una saetta
Dagli occhi della bella Simonetta"
              (Libro II del "Stanze per la Giostra di Giuliano de' Medici" del Poliziano)



Nella storia della letteratura e dell'arte del Rinascimento,e in particolare nella signoria di Firenze sotto Lorenzo de' Medici (1449-1492),si nasconde la figura di una donna bellissima e misteriosa,poco citata ai nostri giorni,ma che ai suoi contemporanei divenne emblema di grazia e bellezza,ispirando in vita e in morte poeti e pittori della cerchia del Magnifico: questa era Simonetta Vespucci.

Simonetta,nata Cattaneo (1453-1476),proveniva da una importante famiglia genovese.La vita di questa fanciulla non era dissimile da quella di tante altre gentildonne;giovanissima,all'età di quindici anni,arrivò a Firenze,allora politicamente nelle mani di Lorenzo de' Medici,per sposare il banchiere fiorentino Marco Vespucci,discendente di una famiglia molto attiva alla vita vita politica della città,oltre ad essere lontano cugino del più famoso Amerigo.
Simonetta si fece subito notare per la straordinaria bellezza e la sua fama crebbe così rapidamente da essere chiamata "La Senza Paragoni",lodata e ammirata non solo dai concittadini,ma presa come musa ispiratrice da artisti come Il Ghirlandaio,Piero di Cosimo,Botticelli*.
Simonetta divenne in breve tempo la "stella" di Firenze;il clima esplicitamente culturale della città ne favoriva gli elogi.
Il suo ritratto più celebre e più bello si deve a Piero di Cosimo (1461-1522) che nel dipinto"Simonetta Vespucci"** viene rappresentata di profilo,nuda fino ala busto,capelli raccolti in trecce impreziositi da nastri e perle,la fronte spaziosa,il naso perfetto,bocca carnosa,collo esile adornato da una collana con un aspide(alla Cleopatra),lo sguardo come dolce e innamorato.
E innamorata Simonetta lo era veramente.

"Simonetta Vespucci"
Sandro Botticelli
1476-80

Questo amore fortissimo era per Giuliano de' Medici (1453-1476),fratello di Lorenzo,molto più appassionato alle arti e alla cultura;l'intrepido "principe" si era invaghito della più bella.
La loro relazione riconosciuta e mitizzata nella corte fiorentina,veniva fatta passare "alla maniera cortese e platonica".
In un famoso torneo,avvenuto in Piazza Santa Croce,dove i concorrenti si disputavano il ritratto della Vespucci,anche Giuliano vi partecipò,vinse brillantemente portando il velo dell'amata.
Quest'episodio venne ripreso da Agnolo Poliziano (1454-1494) per tracciare la trama della sua "Stanze per la Giostra di Giuliano de' Medici",poemetto volto a celebrare la vittoria di Giuliano e in particolare per omaggiare la famiglia Medici.

Qui,Iulio (personificazione di Giuliano),uomo dedito solo alla caccia,insensibile all'amore,grazie ai dardi scagliati da Cupido per vendetta,lo fanno innamorare di una bellissima ninfa (Simonetta)e per conquistarla definitivamente deve mostrare le sua abilità nel vincere una giostra,per ordine di Venere.
La figura di Simonetta "viene imparentata con la donna dello Stil Novo ma pure distante da essa per l'umanità".
Il poema rimase incompiuto per la morte prematura di Giuliano.

Ma la "stella" di questa nuova musa non doveva durare a lungo.
Ammalatasi improvvisamente di tisi,si spense nel giorno del ventisette Aprile del 1476,a soli ventidue anni,compianta da tutta Firenze e da Lorenzo de' Medici che ne profetizzò il suo ritorno come "stella" nel firmamento.
Il ventisei Aprile di due anni dopo,lo stesso Giuliano rimase vittima,sotto i colpi infertigli da Francesco de' Pazzi,in Santa Maria del Fiore.

Il volto di questa bellissima donna appare oggi in molti dipinti rinascimentali,che siano veri ritratti o trasfigurazioni non è dato sapere,il suo volto ormai è eterno.

Particolare della "Nascita di Venere"
Sandro Botticelli
1477-85





* Si dice che la "Venere" del Botticelli sia proprio il ritratto della Vespucci.
** Al Museo Condé di Chantilly.



Fonti:
"Le Grandi Donne del Rinascimento Italiano" di Marcello Vannucci,"Newton e Compton Editori"

4 commenti:

  1. Ciao Michela!
    Sono contenta che tu abbia dedicato un post a questo personaggio femminile che personalemente adoro. La storia tra Simonetta e Giuliano de'Medici - ancora oggi poco chiara - mi affascina da sempre. Peccato che si sappia troppo poco su di lei, su di loro.
    Complimenti anocora per il post e per il blog in generale che seguo sempre con grande interesse.
    Un saluto e alla prossima! ;-)

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    1. Hai ragione Susanna,infatti ho voluto riscrivere il post con qualche informazione in più,ma si conosce veramente poco su Simonetta Vespucci,peccato!

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  2. leggere il libro di rachele farina dedicato a Simonetta
    :)

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