martedì 27 maggio 2014

" La Piccola Principessa " di F.H.Burnett

" In ogni caso,-si disse - c'è qualcosa che non potranno mai cambiare.Se sono una principessa con questi straccia addosso,posso esserlo anche in fondo al cuore.Sarebbe facile essere una principessa se avessi vestiti eleganti e costosi,ma esserlo sempre dentro di me,all'insaputa di tutti,è un trionfo ancora più grande.
Maria Antonietta,una volta cacciata dal trono,fu gettata in prigione con indosso un misero vestito nero e i capelli tutti bianchi,e fu coperta di insulti,chiamata la vedova Capeto.Eppure,era ancora più regale di quando viveva tra le feste e gli sfarzi della corte.
E io preferisco immaginarmela così,impassibile tra la folla urlante,più coraggiosa e forte di tutti loro,anche quando le tagliarono la testa."


" The Turtle Dove Small ",S.Anderson


E' un testo che almeno quelli della mia generazione hanno letto,o conosciuto attraverso film e un cartone animato.E io come molte altre bambine,ho sognato di essere una principessa.Ma le bambine di oggi sognano anche loro di essere delle principesse? Forse no,per fortuna.O purtroppo?


Pubblicato nel 1888 dalla scrittrice inglese Frances Hodgson Burnett ( 1849-1924 ), " La Piccola Principessa " è la storia di Sara Crewe,figlia di un ricco capitano inglese,nata in India e orfana di madre; viene affidata ad un colleggio per signorine a Londra.Qui ammirata,lodata e invidiata dalle altre bambine per la sua enorme fortuna finanziaria e per il suo carattere docile,è però presa in antipatia proprio dalla direttrice Miss Minchin.Sara infatti,non è come le altre allieve : è intelligente,generosa,fervida di immaginazione,con un comportamento già da adulta e soprattutto con uno stile di una vera principessa.
Ma quando il padre muore e lei perde la sua vita agiata,viene costretta dalla direttrice a lavorare da sguattera per sopravvivere.Patisce la fame,il freddo,i rimproveri; con ciò la sua fantasia non si ferma,immaginandosi di essere prigioniera ( ingiustamente ) nella Bastiglia,affermando di essere ancor di più una principessa,proprio per le prove subite.
Nel lieto finale,Sara verrà riconosciuta da un amico del padre,che la adotterà.La bambina diventerà veramente la benefattrice ( principessa ) del suo " popolino ".

" La Piccola Principessa ",illustrazione di T.Tudor,1963


Sulla fortunata scia del romanzo di Louisa May Alcott ( 1832-1888 ), " Piccole Donne " che inaugura la letteratura per le adolescenti;anche la Burnett provò con questo filone,designato come tipo di letteratura leggera e quindi inafantile," La Piccola Principessa ",rappresenta invece un capolavoro della " fantasmagoria ",dove il lettore ( di qualsiasi età ) è catapultato non solo nella storia di Sara,ma anche nelle storie di Sara,nei profumi e colori indiani,cieli e strade londinesi,nelle reminiscenze letterarie ( da " Vanity Fair " a " Le Mille e una Notte " ).
Ma qui rimane la grande lezione della Burnett : essere principesse non vuol dire avere soldi o vestiti eleganti ma possedere quei valori di onestà,dignità,altruismo,rispetto e buone maniere che fanno veramente di una persona, un essere " nobile "; di questo dobbiamo ricordarcelo sempre,davanti agli occhi dei bambini.





Libro :

" La Piccola Principessa ",F.H.Burnett,Einaudi,2013

3 commenti:

  1. Ciao Michela, molto bello, per me particolarmente interessante perchè, come sai, ho recentemente scritto un post su " Il giardino segreto ". Questo libro non l'ho letto, ho visto il film, ma sicuramente lo metto nella mia infinita lista di libri da leggere.
    Ti auguro una buona giornata, a presto.
    Antonella

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  2. E' il primo libro che ho letto (regalatomi da un'amica di mia nonna) mi hai fatto venire la voglia di rileggerlo, grazie:)

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