" Il Deserto dei Tartari ",D.Buzzati

" [...] il tempo è fuggito tanto velocemente che l'animo non è riuscito a invecchiare.E per quanto l'orgasmo oscuro delle ore che passano si faccia ogni giorno più grande,Drogo si ostina nella illusione che l'importante sia ancora da cominciare.Giovanni aspetta paziente la sua ora che non è mai venuta,non pensa che il futuro si è terribilmente accorciato,non è più come una volta quando il tempo avvenire gli poteva sembrare un periodo immenso,una ricchezza inesauribile che non si rischiava a sperare. "




Mio padre mi diceva che a suo tempo,Dino Buzzati si leggeva nelle scuole italiane.E l'ha ribadito con un sorriso che trapelava le liete ore passate nella lettura de " Il Deserto dei Tartari ".Perché questo sia cambiato,non lo sa.
Poiché chiunque abbia letto " Il Deserto dei Tartari " si è riconosciuto nella parabola del tenete Giovanni Drogo,con le sue illusioni e speranze riposte nella Fortezza Bastiani,con la fuga di quel tempo che ci sembra infinito...eppure esso corre così velocemente che quando ce ne accorgiamo,non si è più capaci di fermarlo.
Dino Buzzati ha saputo rappresentare in questo breve romanzo tutta l'esistenza umana.


Nell'imminente entrata in guerra dell'Italia,nella Seconda Guerra Mondiale,il giornalista scrittore* Dino Buzzati ( 1906-1972) ,pubblica nel 1940,quello che sarà il suo più grande capolavoro letterario," Il Deserto dei Tartari ".
Scaturito dalla " monotona routine redazionale notturna ",Buzzati traspone il mondo del giornalismo in un mondo militare fantastico.
Già un altro romanziere si era occupato del mondo giornalistico,ed era Guy de Maupassant ( 1850-1893 ) con il suo " Bel-Ami ".
Ma se Maupassant ce ne parla attraverso l'"arrivismo sociale",Buzzati ci mostra un altro aspetto,quello dell'attesa.

In un luogo non precisato,al tenente Giovanni Drogo viene affidata di difendere la Fortezza Bastiani,
uno storico avamposto nel bel mezzo del deserto.
Drogo affascinato dai misteri della Fortezza,rimane anni e anni nell'attesa della leggendaria invasione dei Tartari dal deserto.Dopo più di trent'anni di vita militare,di solitudine,illusioni ed esclusione dalla società,la guerra arriva,ma per il protagonista è troppo tardi.

Dino Buzzati

Il romanzo capolavoro-emblema del tema della fuga del tempo,segue due andamenti diversi : la prima parte piuttosto lenta e ricca di scene di vita militare,la seconda più veloce e incentrata maggiormente sulla figura di Drogo,nella vana attesa di un momento importante;quel momento preciso in cui lui ha incentrato l'intera vita,abbandonando la vita,quella vera,pur riconoscendosi in un mondo egoistico,ripetitivo e nell'incomunicabilità dei rapporti interpersonali;nell'amicizia come nelle relazioni sentimentali.
Anche l'ineluttabilità del destino gioca a volte un brutto scherzo,ma non è detto che non si possa comunque finire da eroi.
Questo è quello che ci ha insegnato l'autore e il suo personaggio.

" Facendosi forza,Giovanni raddrizza un po' il busto,si assesta con una mano il colletto dell'uniforme,dà ancora uno sguardo fuori della finestra,una brevissima occhiata,per l'ultima sua porzione di stelle.Poi nel buio,benché nessuno lo veda,sorride. "

M.P.


*Dino Buzzati non fu solo giornalista e scrittore ma anche artista.Per saperne di più leggete il curioso articolo di Athenae Noctua



Libro :
" Il Deserto dei Tartari ",D.Buzzati,Oscar Mondadori,2014


Commenti

  1. Ho adorato questo libro, in cui ho ritrovato alte mettendo filosofia e il respiro della grande Letteratura. Peccato, davvero, che Buzzati, come molti altri autori del Novecento, paghi il prezzo di programmi scolastici poco attenti ai tempi a noi più vicini.

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    1. Vero,capisco che i tempi sono ristretti,ma sarebbe buono dare spazio agli autori del 900.

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  2. Buzzati ha un posto speciale nella mia vita di lettrice, e questo è uno dei suoi romanzi cui sono maggiormente affezionata (secondo solo a "La famosa invasione degli orsi in Sicilia", con cui mi sono avvicinata alla lettura).

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    1. Grazie per il consiglio Saeglopur! Buzzati è un autore che conosco da poco.!

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