mercoledì 22 luglio 2015

" Odore di Chiuso" di Marco Malvaldi

" I signori del castello escono di solito solo verso le sei di sera, quando la terra si è stancata di tutto quel sole, ed ha incominciato a volgere le spalle all'astro. Ed anche questa sera, alle sei in punto, il barone e tutti i suoi condomini sono usciti in giardino,ad aspettare il secondo degli ospiti invitati per allietare la battuta di caccia del fine settimana."


Immagine : Sellerio


Mi sono divertita.
E' stata una lettura piacevole, accattivante, che molte volte mi ha strappato una grossa risata, nelle benedette ore di pausa di lavoro e in quelle tranquille del riposo,e in questa opprimente afa romana,è stata molto più rinfrescante di una bibita fredda. Potere dei libri.
Devo ringraziare di cuore la cara Cristina di Athenae Noctua ( di cui quando posso scappo dalle mie incombenze per leggere i suoi splendidi post ), per avermi consigliato l'autore e il suo libro; senza di lei mi sarei persa questa sorpresa.
E ora Marco Malvaldi. Questo giovane scrittore pisano, classe 1974, diventato noto grazie ad una serie di tre romanzi* editi dalla casa editrice Sellerio, mi ha affascinata subito dalle prime righe, per l'ironia, l'ingegnosità dell'intreccio, lo stile incalzante, la spiccata caratterizzazione dei personaggi.
"Odore di Chiuso", pubblicato nel 2011, è l'opera più insolita e singolare di Malvaldi, trattandosi di un giallo a sfondo storico, con reminiscenze letterarie e sociali.


Siamo nel 1895.In un vecchio castello della Maremma toscana, vive il barone Romualdo Bonaiuti, avulso dalla società contemporanea e legato ancora ad antichi privilegi nobiliari, insieme ai tre figli : il maggiore Gaddo, poeta dilettante e schifiltoso, che spera sempre in un incontro col celebre Giosuè Carducci, il minore Lapo, buono a nulla e dongiovanni, la figlia Cecilia, intelligente ma chiusa nel suo spazio femminile, in più, l'anziana e opulenta baronessa Speranza,oltre ad una dama di compagnia e due cugine zitelle.
A concludere la servitù, composta dal fedele maggiordomo Teodoro, la cuoca e la bella e sensuale cameriera Agatina.
La vita del castello, sembra essere scandita solo da occupazioni anacronistiche ed inutili, finché, un giorno viene scoperto morto, in cantina, il maggiordomo Teodoro.
Non è una morte naturale, ma un vero omicidio.
La polizia si trova davanti un difficile caso, e ad aggiungere ancora più mistero, l'inspiegabile presenza del signor Ciceri, ospite del barone.
A dare una mano alla polizia, sarà un personaggio d'eccezione,ironico ed arguto : Pellegrino Artusi.


Marco Malvaldi


Dietro l'ironia e il giallo ( che occhieggia a quelli celebri di Agatha Christie ), trapela quel mondo fragile,
incoerente e bigotto che delineava l'Italia,a pochi anni dopo l'unificazione.
All'indomani dall'evento, l'Italia pur formata,era ancora legata a principi retrogradi,cinici e pregiudiziali, che contribuivano all'isolamento e alla diffidenza tra i vari "italiani".
Ne sono da esempio l'ottusità  del barone e della sua famiglia.
La stessa nobiltà si mostra nella sua decadenza e nel suo egoismo, chiusa nel ricordo di quel che era stata, e nella sterilità del suo quotidiano,prossima alla fine.
A rappresentare, invece, l'ottimismo per il progresso della società moderna, ci pensa l'Artusi, gastronomo realmente esistito**,autore di un notissimo libro di cucina, " La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiare Bene" ( 1891 ), colui che era riuscito ad unificare l'Italia almeno nella cucina; qui nelle vesti di investigatore nell'ombra e uomo saggio e di larghe vedute.
Tra rivelazioni e colpi di scena, il racconto di Marco Malvandi, si offre come uno spunto ironico-riflessivo su un paese in cui nulla è cambiato.


M.P.


* " La Briscola in Cinque" ( 2007 ), "Il Gioco delle Tre Carte" ( 2008 ), "Il Telefono senza Fili" ( 2014 )
** ( Forlimpopoli 1820-Firenze 1911 )



Ebook :
"Odore di Chiuso", M.Malvaldi, Sellerio 2011

3 commenti:

  1. Sono proprio contenta che ri sia piaciuto e che ti abbia regalato qualche momento di relax! Credo che l'ambientazione ne faccia quasi un romanzo satirico, proprio per l'attualità dei temi trattati e per la verve dell'autore, trasferita in Pellegrino.

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