giovedì 3 settembre 2015

"Il Malato Immaginario" di Molière


"... e quasi tutti gli uomini muoiono, ma non perle malattie : per i rimedi."

"Molière",N.Mignard ( 1658 )




Nei giorni vacanzieri, tra passeggiate umbre e grandi mangiate, il libro che mi ha fatto compagnia, soprattutto prima di andare a dormire, è stato "Il Malato Immaginario" di Molière.
Complice l'ottimo prezzo e-book della casa editrice Newton Compton, non mi sono lasciata scappare questa commedia che volevo leggere da molto.


Nella seconda metà del Seicento, la Francia illuminava con le sue menti intellettuali, il lusso e le sue bellezze, gran parte dell'Europa.
Il suo sovrano Luigi XIV ( 1643-1715 ) , attirava alla corte i maggiori geni del suo tempo,proteggendoli. E mentre architetti famosi innalzavano per lui Versailles, e pittori e scultori di talento adornarono quelle sale e qui giardini, uomini come Boileau ( 1636-1711 ), Molière, Racine ( 1639-1699 ) celebravano letterariamente la sua gloria.
Jean-Baptiste Poqueline, detto Molière ( 1622-1673 ), attore e autore di commedie di teatro, divenne celebre per le sue opere di costume intrise di realismo e ironia bonaria.
Proprio sotto il regno di Luigi XIV, ebbe il momento di massimo fulgore.
"Il Malato Immaginario" fu la sua ultima commedia, rappresentata per la prima volta il dieci febbraio 1673 con la musica di Charpentier al Théâtre de la Salle du Palais Royal.
Era una "commedié ballet", una commedia in tre atti con intermezzi di musica e danza, integrate più o meno con la trama, molto in voga all'epoca.
Dopo varie "maschere", l'opera era incentrata questa volta, sulla figura dell'ipocondriaco.

Ambientata a Parigi in epoca contemporanea, dopo un lungo prologo encomiastico nei confronti del buon Luigi XIV, è la storia di Argan, malato di ipocondria, che vive tra medici approfittatori, malattie inesistenti, medicine dai nomi più complicati e inutili, fino a pretendere di avere un medico in famiglia; volendo far sposare la bella figlia Angélique ( già innamorata di Cléante ), ad un giovane medico da strapazzo.
Il fratello di Argan, Beralde e la furba serva Toinette riusciranno ad evitare il matrimonio forzato e ricondurre Argan ad una vita più naturale, mediante uno scherzoso espediente.

Una scena del film omonimo del 1979 con Alberto Sordi

Tutta la commedia non è che una bonaria presa in giro nei confronti della medicina, vista attraverso le sue manchevolezze e inefficienze del tempo e della figura del medico,saccente e mellifluo,dal "pomposo gergo", "cicaleccio specioso" "che da parole per ragioni e promesse per fatti."
Ne viene fuori un grande affresco sui vizi e virtù del secolo; raccontati ora con abbandono comico, ora con amara verità, ma mai con critica o denuncia e nemmeno troppo lontani dal nostro mondo, data l'eternità della maschera stessa, emblema della semplice e complessa natura umana.
Lo stesso Molière viveva i suoi personaggi; noto il triste epilogo della sua fine : alla quarta rappresentazione,
mentre l'autore interpretava il ruolo di Argan, fu colto in palcoscenico dalle convulsioni di un attacco, che gli spettatori presero come una trovata recitativa. Morì la notte stessa.
Sono rimasta comunque un po' delusa dalla poca vivacità della trama, che da al testo staticità e mancanza di emozioni e sorprese, e la cui brevità non migliora certo l'opera.
Forse sarà per il ricordo di quell'omonimo film del 1979 diretto da Tonico Cervi con la magnifica interpretazione di Alberto Sordi nel ruolo di Argan, ispirato all'opera del commediografo francese, ma molto più divertente.

"Possiamo tutti rappresentare la nostra parte, e partecipare così tutti alla commedia."


M.P.




E-book :
"Il Malato Immaginario", Molière, Newton Compton Editori

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