venerdì 30 gennaio 2015

" Cent'anni di Solitudine ", Marquez

" Molti anni dopo,di fronte al plotone di esecuzione,il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate,bianche ed enormi come uova preistoriche.
Il mondo era così recente,che molte cose erano prive di nome,e per citarle bisognava indicarle col dito."

" Vista sulle Paludi di Newbury ", M.J.Heade



E' stata una lettura felice quella di " Cent'anni di Solitudine ",come poche ne ho ricordate.Mi ha accompagnata felice la mattina,prima di uscire,al lavoro,nei ritagli di tempo,tra un impegno e un altro.Ed è difficile scriverne ora una recensione,per un romanzo che mi ha preso in ogni parola,frase,evento o personaggio.Per un romanzo di questo calibro,certamente,non è necessario...
Bisogna solo leggerlo,e partire per un viaggio verso le origini,lungo cento anni.


Pubblicato nel 1967 dallo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez ( 1927-2014 )," Cent'anni di Solitudine " è il libro che gli diede gloria e consacrazione; un testo tra i più belli della storia della letteratura,
una grande voce originale e incalzante,nuova nella cultura latinoamericana.
Ambientato nell'immaginario villaggio di Macondo nel XIX secolo,è la storia di una saga familiare,quella dei Buendia.
Quasi sette generazioni,ventiquattro esistenze,dal capostipite José Arcadio al colonnello rivoluzionario Aureliano,il membro di maggior rilievo,promotore di trentadue guerre civili ma tutte perse,all'ultimo Aureliano Babilonia,con le loro storie,a volte surreali,fatte di guerre,violenze,amori brucianti e illeciti,
ribellioni e rimorsi,ricordi insistenti,segreti,vendette;ventiquattro esistenze tutte votate alla solitudine,al mondo chiuso,folcloristico e superstizioso di Macondo,andando mai verso il cambiamento,l'evoluzione.

G.Garcia Marquez

 Ed ecco che la trama diventa l'interpretazione metaforica della storia colombiana,un sunto della condizione di tutto un continente,iniziando da una indefinita età dell'oro,alla sua elezione a municipio,dal colonialismo,all'indediamento di una industria bananiera,all'avanzamento del progresso con l'avvento della ferrovia,l'automobile,il cinema,alla completa rovina del villaggio.
Scegliendo il filone del realismo magico,Marquez,come una Bibbia,riesce ad includere eventi realmente accaduti,come la guerra dei Mille Giorni ( 1899-1902 ),la pace di Neerlandia,la colonizzazione,ad elementi magici,miti e leggende locali,care allo scrittore.
Il tutto raccontato come una vecchia fiaba,con quello stile tra il sospeso e il reale,in un tempo circolare,com e fosse un eterno presente.







Libro :

" Cent'anni di Solitudine ",G.Garcia Marquez,Oscar Mondadori

martedì 27 gennaio 2015

27 Gennaio,"Giornata della Memoria "

Due testimonianze dello scrittore austriaco Stefan Zweig ( 1881-1942 )


" Lì i libri venivano, secondo una vecchia consuetudine germanica – il Medioevo era tornato di moda – messi alla gogna, inchiodati al “palo del disonore” (possedevo io stesso un esemplare di una delle mie opere trafitto in questo modo da un chiodo, che uno studente mio amico aveva tratto in salvo dopo l’esecuzione e mi aveva poi donato); oppure, non essendo purtroppo permesso bruciare vive le persone, venivano ridotti in cenere in grandi roghi, accompagnati da versetti patriottici."
( " Il Mondo di Ieri " Stefan Zweig )

 
" Anxiety " ( 1894 ),E.Munch



 " ...ogni volta,dopo un interrogatorio della Gestapo,era come se i miei stessi pensieri si assumessero l'incarico di portare avanti quella sevizia del chiedere,indagare e tormentare,in maniera forse persino più crudele : poiché quegli interrogatori finivano pur sempre dopo un'ora,e i miei mai,grazie all'insidiosa tortura di quella solitudine.E intanto intorno a me c'erano sempre e soltanto il tavolo,
l'armadio,la tappezzeria,la finestra,nessuna distrazione,niente libri,né giornali,nessun volto nuovo,neppure una matita per annotare qualcosa o un fiammifero con cui giocare
niente,niente,niente.
Solo allora mi accorsi di quant'era diabolicamente ingegnoso,quanto agghiacciante  da un punto di vista psicologico il sistema della camera d'albergo.
Forse in un campo di concentramento sarei stato costretto a trascinare pietre sino a che le mani non avessero sanguinato e i piedi non mi fossero diventati due pezzi di ghiaccio dentro le scarpe,e mi avrebbero stipato in una baracca assieme ad altri venti,in mezzo al gelo,al tanfo.
Ma avrei potuto vedere delle facce,guardare un campo,una carriola,un albero,una stella,qualcosa,
qualsiasi cosa,mentre lì,intorno a me,c'erano sempre e solo le stesse cose - tutto uguale,
spaventosamente uguale."
( " La Novella degli Scacchi ",S.Zweig )

venerdì 23 gennaio 2015

L'eterno volo di Bella Chagall


" Per anni il suo amore ha influenzato la mia pittura. "

Marc Chagall

Chagall e Bella


La vediamo quasi sempre nei capolavori del pittore russo Marc Chagall ( 1887-1985 ) vestita color carminio o bianco,mora,occhi dolci o sorpresi,sposa,madre,angelo o Titania,una carrellata di personaggi femminili,tutte con lo stesso volto : quello di Bella Chagall.
Bella era la moglie e compagnia di vita dell'artista,ma diversamente da una Jeanne Hébuterne o Aline Charigot,Bella era molto,molto di più.Era l'amore vero.L'amore sano,gioioso,quello che a volte ti rende trasognato,quello che ti rende ogni giorno migliore,che rende speciale la tua vita.
Ciò è stata Bella per Marc.


Si incontrarono per la prima volta a San Pietroburgo,alla fine di una calda estate del 1909.Lui aveva ventidue anni,lei quindici.Li aveva presentati Thea Brachman,amica e modella dei primi nudi di Marc.
Bella,nata Rosenfeld nel 1895 a Vitebsk,era la più giovane di sette fratelli di una agiata famiglia di commercianti ebrei.Dolce,intelligente,studentessa brillante,aveva una laurea in letteratura,amava l'arte e il
teatro.
Anche Marc era nato a Vitebsk,benchè da una famiglia numerosa e povera,con un talento spiccato e originale per l'arte.
Sotto gli ultimi fuochi dell'Impero zarista,i due si innamorarono a prima vista.
Lei lavorava a teatro,lui non ancora famoso,era allievo di Léon Bakst ( 1866-1924 ),pittore russo.

" E' come se mi conoscesse da sempre,come se sapesse tutto della mia infanzia,del mio presente,del mio avvenire;come se vegliasse su di me,mi capisse perfettamente,sebbene la veda per la prima volta.
Sentii che era la mia donna."
                                                                   ( " Mae Vie ",Chagall )


Bella

Sarà l'inizio di un connubio lavorativo e di vita,e la felicità di Marc che con l'incontro di Bella compensò le sue mancanze di certezza e affermazione sia nell'arte,sia nella sua esistenza.
Nel 1915 venne celebrato il matrimonio,secondo il tradizionale rituale ebraico.La famiglia della sposa,non
era del tutto favorevole all'unione a causa del basso ceto sociale dello sposo,ma la cerimonia avvenne lo stesso :

" Commosso stringevo le mani fini e ossute di mia moglie.Avevo voglia di fuggire con lei in mezzo ,
ai campi,di baciarla e di scoppiare a ridere. "
                                                            ( " Ibidem " )

Nel 1916 nacque la loro unica figlia Ida.
La loro forte unione,costituita da serenità e comunione di intenti,superò vari eventi che si susseguirono nel
Novecento : la Rivoluzione d'Ottobre del '17,la Grande Guerra,le leggi razziali,la Seconda Guerra Mondiale
e di numerosi spostamenti da Vitebsk alla Germania,a Parigi,agli Stati Uniti.
Marc Chagall scrisse un'autobiografia nel 1922," Mae Vie ",in russo e tradotta in francese da Bella;la stessa
moglie scriverà la sua vita col pittore*,lei che amava molto scrivere e aveva talento.
Ma le parole non esprimono a dovere questo sentimento fortissimo,che durerà ben trentacinque anni,come
le tele poetiche e liriche del pittore.Ritraeva la moglie in quasi tutte le sue opere e la ritrarrà anche dopo la sua morte.
L'amore rimarrà il tema centrale della sua pittura.
Tra i quadri più belli della sua carriera e della storia dell'arte,quello che rende al meglio il legame dei due sposi è " La Passeggiata ",eseguita nel 1917-18.


" La Passeggiata "

Il dipinto ritrae,in una bella giornata,una passeggiata di due sposi;sono Marc e Bella,nelle campagne fuori Vitebsk.In primo piano spicca la figura di Chagall,elegantemente vestito con un completo nero e co una camicia bianca dall'ampio colletto.Ciò che richiama l'attenzione è il suo viso,aperto in un radioso sorriso,felice,un sorriso soddisfatto.Seguenso l'andatura del suo braccio sinistro,il lato del cuore,scopriamo da cosa è data la sua gioia.Marc tiene per mano Bella,che non si trova accanto a lui,ma si libra in cielo,
accompagnata dal vento ed è trattenuta dal suo amato come un aquilone.Abito lungo carminio,occhi dolcissimi.Ed ecco che la passeggita romantica diventa inverosimile,fiabesca.
Lo stesso Marc è sollevato da terra grazie all'amore della moglie.
Accanto alla coppia è stesa una coperta da picnic con fiori multicolori,su cui è posata una bottiglia di vetro colma a metà di vino con un bicchiere.
Notiamo tra la mano destra del protagonista un uccellino,simbolo del loro amore in accordo con la natura.
Dietro di loro la città natale dipinta di verde,colore predominate e in lontananza un cavallo che pascola,emblema di tranquillità,la cui presenza avvalora ancora di più l'elemento fiabesco.La chiesa,di una tonalità simile al vestito della moglie,esprime la spiritualità.
" La Passeggiata " rappresenta un'autentico manifesto della felicità trovata accanto a Bella.Se questo sentimento lo avevamo già trovato nelle opere di Renoir ( prettamente realistiche ),qui troviamo una nuova
visione dominata dal potere della fantasia e della creatività.
A troncare questa felicità senza fine,ci penserà la morte;si prenderà Bella nel 1944,negli Stati Uniti,per una malattia virale.
Per un anno Chagall ripose i pennelli.

" Lei scriveva come viveva,come amava,come accoglieva gli amici.Le sue parole,le sue frasi sono una patina di colore sulla tela. "
                                                                     ( " Ibidem " )





 * " Come Fiamma che Brucia ",Bella Chagall,Donzelli Editore



Fonti :

" Chagall ",Rizzoli/Corriere della Sera


martedì 13 gennaio 2015

Cyrano de Bergerac,Rostand

" Filosofo,fisico,poeta,
uomo d'armi,musicista,
trasvolatore di spazi,
gran polemista
ed anche amante- ma per conto d'altri,
qui giace Cyrano de Bergerac
che in vita sua fu tutto
e non fu niente..."

Gérard Depardieu nel " Cyrano de Bergerac "


E' stata una lettura lenta quella su " Cyrano de Bergerac ",iniziata con qualche rimostranza e qualche dubbio e via via dissolta con lo svolgimento della trama,che si faceva appassionata e profonda.
Anche la stessa stesura del " Cyrano " si sviluppò tra mille titubanze;questa " commedia eroica " ideata dal
poeta e drammaturgo francese Edmond Rostand ( 1868-1918 ) e commissionata da uno degli attori più celebri del suo tempo,Costant Coquelin* ( 1841-1909 ),che aspirava ad un ruolo imponente e di gran effetto.
Edmond Rostand ( rimarrà famoso solo per quest'opera ) si ispirò ad una figura veramente esistita e gradimenticata dalla storia,Savien Cyran de Bergerac ( 1619-1655 ),filosofo,scrittore,drammaturgo e soldato francese," uno degli intellettuali che misero più fervore nella vita che nell'arte,restandone in definitiva travolti " (1) e pochi sanno,uno dei precursori della letteratura fantascientifica.
Un personaggio emblematico,da teatro.
La rappresentazione ebbe luogo il ventotto Dicembre 1897 al Théatre de la Porte Saint Martin,e fu un successo così grande,che esso dura tuttora,attraverso canzoni,spettacoli,film,di cui il bellissimo adattamento di Jean-Paul Rappeneau,del 1990,con Gérard Depardieu nel ruolo di Cyrano.
A teatro,i francesi di quel tempo,riuscirono,perfino,a scordare la grave perdita dell'Alsazia-Lorena**.

E.Rostand


La commedia è divisa in cinque atti,ambientata in Francia nel 1640,con l'ultimo atto nel '55.
Cyrano de Bergerac,ottimo spadaccino,coraggioso,ma alquanto rissoso,è stimato e portato come esempio dai suoi compagni,come è odiato e invidiato dai suoi nemici,anche per il suo spirito vivace,le battute pronte,e la profonda cultura.
Formidabile e inarrestabile,Cyrano,ha però due punti deboli : la sua figura,non propriamente bella,e soprattutto il suo naso così fuori dal comune che lo aliena dal mondo femminile,e,l'amore non corrisposto per la bella e colta cugina Madeleine Robineau,detta Roxane.
Come ogni intreccio amoroso che si rispetti,Roxane è innamorata del giovane cadetto Christian de Neuvillette,bello benchè scarso di vena poetica,come la bella donna invece pensa.
Cyrano,scoperti i sentimenti della cugina,mette da parti i propri e aiuta l'amico nella sua conquista.
Celebre la scena del balcone,dove Christian rivolge a Roxane una dichiarazione d'amore poetica e sentimentale,grazie alle parole suggeritegli da Bergerac.I due si sposano.
Ma le frasi commosse e le lettere d'amore continuano ancora,e sempre Bergerac come autore;anche nella battaglia di Arras,dove Christian muore.
Roxane,ormai vedova,ripara in un convento;qui per quattordici anni riceve la visita,puntuale,di Cyrano.
In un'ultima visita,Cyrano che nel frattempo si è indebitato ed ha abbandonato la sua antica spavalderia,arriva
in leggero ritardo a causa di una imboscata,ove è stato ferito mortalemente.
Nell'incontro,Roxane,attraverso la lettura di una lettera,capisce che dietro il marito si sia sempre nascosto l'amore di Cyrano : essa ha amato l'anima dello spadaccino nella bellezza di Christian...ma è troppo tardi,Cyrano muore tra le braccia della donna,in un ultimo bacio.

" Cyrano : [...] Io ignoravo la dolcezza femminile.Mia madre non mi ha mai trovato bello.
Sorelle non ne ebbi.
Le amanti le ho fuggite per paura del loro sarcasmo.A te devo,tutto sommato,d'avere avuto un'amica.A te devo se anche nella mia vita è passato il fruscio di una veste. "


Quello di Cyrano de Bergerac,è tra i personaggi che più ho amato nella mia carriera di lettrice,insieme al Visconte di Valmont delle " Relazioni Pericolose ",la Rebecca dell' " Ivanhoe " e Becky Sharp di
" Vanity Fair ".
Un personaggio romantico per l'amore silenzioso,i suoi ideali di purezza e onore ed estremamente moderno per la sua lotta contro la viltà,il compromesso,il pregiudizio,per l'incompiutezza della sua vita.

" Sì,m'avete preso tutto : l'alloro ( la gloria ) e la rosa ( l'amore ). "



© Disegno Valentina Piccarozzi





* Il primo che interpretò Cyrano de Bergerac
**Una regione che fu sempre motivo di contesa tra Germania ed Inghilterra.Dopo la guerra franco-prussiana passò alla Germania.


Libro :

" Cirano di Bergerac ",Rostand,Newton Compton,2003

mercoledì 7 gennaio 2015

Leonid Afremov : " Il pittore impressionista moderno "


 Oggi l'Impressionismo è tra le pitture più amate del mondo.
I suoi colori,le pennellate veloci,i temi rivoluzionari,hanno trasmesso e trasmettono ancora bellezza,gioia di vivere,slancio ed entusiasmo.Il museo d'Orsay,a Parigi,tempio dell'Impressionismo,raccoglie milioni e milioni di visitatori ogni anno,e non sono poche quelle persone che lo antepongono al Louvre.
Monet,Pissarro,Degas,Morisot,Sisley,quasi sorriderebbero a questa fortuna,pensando a tutte le critiche,le umiliazioni,le fatiche subite,al solo scopo di imporsi nella scena artistica parigina della seconda metà dell'Ottocento.
E questa bella forma rivive ogni volta in mezzo a noi,tra i tanti artisti odierni che vi si ispirano.
Particolare è la storia di un pittore bielorusso,le cui tele richiamano da vicino il ricordo dell'Impressionismo,aggiungendo la spiritualità russa di Marc Chagall ( 1887-1985).
Questo è Leonid Afremov.

La vita di Leonid Afremov ricalca quella dei pittori di più di due secoli fa.Nato a Vitebsk ( città natale di Marc Chagall ),al confine con Russia e Lettonia,da genitori ebrei nel 1955; ebbe continui problemi di inserimento nella società,a causa delle sue origini,lui che era uno degli artisti più promettenti usciti dalla scuola d'arte di Vitebsk,fondata da Chagall nel 1918.
Tra peregrinazioni da Vitebsk ad Israele agli Stati Uniti,lavori di poco conto; il suo nome cominciò a farsi largo nel mondo artistico con l'iniziazione ad eBay; dove Afremov postò le sue opere realizzate nel corso della sua vita.
Fu un successo di visualizzazioni,apprezzamenti e vendite.






Usufruendo di spatole,o coltelli,al posto dei pennelli per plasmare colori ad olio ( in un epoca digitalizzata come la nostra...),Leonid Afremov riesce a creare paesaggi serali sotto la fiamma dei lampioni,o vie deserte e bagnate di pioggia,riflessi sull'acqua,coppie che si incamminano lungo la strada sotto l'ombrello; con quei colori vivaci,dal rosso al giallo al blu che spargono sulla tela un arcobaleno di sfumature,di luci che irrompono nel buio.
Così che ne danno l'effetto di un incantesimo,di una poesia,bellezza," joie de vivre ",quel gusto tipicamente francese unite al lirismo chagalliano,sospeso tra il sognante e il realistico.





Sito di Leonid Afremov
Pagina Facebook di Leonid Afremov
Pagina su Pinterest

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...