mercoledì 3 settembre 2014

Le Rose di Eliogabalo

" Eliogabalo sommerse i suoi ospiti,sdraiati sul triclinio mobile,con viole e altri fiori,così che alcuni,non riuscendo a liberarsi,morirono soffocati. "

( " Historia Augusta " XXIX Libro )


" Le Rose di Eliogabalo " ( 1888 ) L.Alma-Tadema


E' un fatto storico curioso,affascinante e crudele.Una delle tante stravaganze o nefandezze di un imperatore romano che gli storici latini avrebbero voluto dimenticare;che fece di Roma la " cloaca del mondo ",dove lussuria,nequizia ed edonismo regnavano sovrane.Questa fu l'età di Eliogabalo.


Sesto Vario Avito Bassiano,fu il primo imperatore romano di origine asiatica,discendente di Settimio Severo,sacerdote del Dio del Sole ( El-Gabel ),detto quindi Eliogabalo.
Salì al potere a quattordici anni ( 218-222 ),in un periodo di grande confusione politica : era bello,prestante,anche se di una bellezza raffinata,quasi femminea,amava vestirsi di abiti sacerdotali di seta,tessuto poco avvezzo ai romani,con un'alta tiara sul capo,e poi collane e braccialetti di inestimabile valore;usava spargere fiori di gigli,viole,giacinti sopra i banchetti,divani e passeggiare sopra di essi.
Coltivava una corte fatta di mimi,bellerine,musici,eunuchi,in un profluvio di riti orientali,profumi,licenziosità.
Voleva fare di Roma un vero e proprio regno orientale,in tutte le sue forme politiche e religiose.
Tra le varie eccentricità di questo depravato imperatore, l' " Historia Augusta " ricorda un avvenimento che ebbe dello spettacolare,ma che allo stesso tempo si rivelò drammatico.

In uno dei suoi sontuosi banchetti,Eliogabalo,fece scivolare dall'alto,attraverso dei pannelli reclinabili,
innumerevoli fiori,così numerosi e profumati,che alcuni ospiti morirono soffocati,poiché non riuscirono a liberarsi,presi anche dal panico.
Verità o leggenda,questo rivelava le mollezze e le perversioni alle quali la società romana si era spinta e il suo presto declino.
Nel 1888,in epoca vittoriana,il pittore inglese d'adozione,Lawrence Alma-Tadema ( 1836-1912 ) riportò in vita quell'episodio.
Alma-Tadema da sempre famoso nel saper ricreare la bellezza dell'antica Roma,attraverso la piacevolezza e la sensualità dei suoi ambienti urbani,fece un accurato studio storico.
Infatti nella seconda metà del XIX secolo,ci fu un " risveglio " culturale per la storia romana,in particolare l'Inghilterra guardava con grande nostalgia all'antico;dovuto alle continue scoperte archeologiche e un nuovo approccio nei confronti dei suoi protagonisti.In effetti l'attenzione non era più rivolta per le loro virtù o lugimiranze politiche o militari,quantunque alle loro debolezze e follie.
Da qui nasce una delle opere più celebri dell'artista : " Le Rose di Eliogabalo " .

In una atmosfera di sensualità ed edonismo,si mostrano in primo piano gli ospiti del banchetto,elegantemente vestiti,ricoperti già da petali di rosa,che coprono gran parte del dipinto.In secondo piano vi sono una suonatrice di flauto doppio,cinta con una pelle leopardata,forse una mènade e in fondo si staglia verso il cielo,la statua del dio Dioniso insieme all'amante Ampelo, ( statua che si trova oggi ai Musei Vaticani ) e sul triclinio il protagonista-spettatore,l'imperatore Eliogabalo,col diadema e la veste dorata,mentre accenna un sorriso,accanto alla nonna Giulia Mesa e la corte composta da alcuni amanti,la moglie e la madre Giulia Soemia.



La bellezza,i colori vivaci e la grandiosità del quadro oltre al momento colto dall'artista carico di voluttà e raffinatezza,quasi fanno dimenticare quel che dovrà accadere di lì a poco agli sfortunati ospiti.Eppure guardando bene qualcosa ce lo rammenta.
Il melograno che appare nella mano della giovane donna in basso a destra,è simbolo di morte ( ricorre insieme a Proserpina o Gesù Cristo ) e le rose.
L' " Historia Augusta " non parla di rose,ma soltanto di viole e altri fiori.Alma-Tadema lì sostituì con petali di rose perché questo fiore per i vittoriani rappresentava la bellezza,la sensualità e corruzione e morte.

In questo grande capolavoro che serve a mostrare l'amore per l'antico e la decadenza imperiale romana,
unisce inoltre quel gusto,simbologia e raffinatezza tipica  di quel mondo vittoriano,anche questo vicino al suo declino.






Fonti :

" Passioni,Intrighi,Atrocità degli Imperatori Romani ",F.Sampoli,Newton Compton Editori,2007
" Alma-Tadema ",E.Querci,Art Dossier Giunti



4 commenti:

  1. Che bella presentazione! Non posso fare a meno di pensare che, in Francia (e di riflesso in Italia) in quegli stessi anni il declino e il senso di consunzione insito nella tarda storia di Roma erano la base stessa della definizione di Decadentismo: l'idea di un'epoca che si avvia alla fine che accomunava, nella percezione dei moderni, la loro sorte e quella della civiltà più potente dell'antichità sembra riassumersi tutta in quel melograno (che prima di leggere il post non avevo mai notato), nell'atmosfera di abbandono che sembra segnare la precisa scelta di non lottare e di soffocare come in una cascata di fiori.

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    1. Si Cristina,ottima analisi,e aggiungo,è bellissimo poterlo analizzare non solo attraverso i testi ma anche con le opere d'arte,pochi insegnanti se ne ricordano...

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  2. Ciao! Grazie per esserti aggiunta al mio blog! Sono passata a farti un saluto! A presto... Polly ^^

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