martedì 2 dicembre 2014

" Angeline,o la Casa degli Spettri ", Zola

Perché mai quella storia mi si fissò nel cervello fino a divenire un'ossessione,un vero tormento? E' uno di quei misteri della mente umana ai quali é difficile dare una spiegazione.Avevo un bel dirmi che racconti del genere sono comunissimi nelle campagne e che quello in particolare non aveva nulla di specialmente interessante ai miei occhi.
A dispetto di tutto,la bambina morta mi era entrata dentro: quella dolce,tragica Angeline che una voce implorante chiamava da quarant'anni attraverso le stanze di una casa abbandonata. "

" Young Girl Fixing Her Hair ",Sophie Anderson

Quando nel 1898,la società sonnolenta e spocchiosa della Belle Epoque fu destata dal terremoto che fu il " J'accuse...! ", in cui nel celebre giornale de " L'Aurore " si accusava di corruzione e di slealtà alcuni capi dell'esercito.L'autore del celebre articolo,lo scrittore francese Emile Zola ( 1840-1902 ),creatore del ciclo dei " Rougon-Macquart ",venne condannato con un anno di prigione e un'ammenda per vilipendio delle forze armate.
Ma non scontò la pena,si rifugiò in Inghilterra,giusto un intero anno.
A Londra,in solitudine,lontano dagli amici,dalla moglie Alexandrine,dall'amante Jeanne,dall'amata campagna di Medan e da quel mondo letterario-artistico parigino a lui caro; scrisse il suo ultimo racconto, " Angeline ".
Qui,affascinato dalle storie di fantasmi e dalle leggende di case infestate,di cui era ricca la cultura anglosassone,e ispirandosi ad una vera casa abbandonata nella periferia di Londra,dimora di un fantasma di nome Angeline; si cimentò in una gost-story.Naturalmente a modo suo.

L'ambientazione,infatti,non è la grigia e surreale Londra,ma la campagna francese ( nei dintorni di Medan ) e l'epoca contemporanea.
Il Narratore,nella sua quotidiana passeggiata in bicicletta,si trova davanti,come un'apparizione,lungo la strada,una grande casa abbandonata,consumata dal tempo,dalle intemperie e dalla natura.Attirato indescrivibilmente da quel rudere chiede informazioni.
Una donna del posto,rivela,che la casa apparteneva a Monsieur de G.,un alto funzionario delle Tuileries,
durante il Secondo Impero,che aveva una bambina bellissima di nome Angeline,uccisa dalla matrigna; e il suo fantasma aleggia ancora senza pace nella villa,per questo motivo non rilevata mai da nessuno.
Il Narratore non soddisfatto della spiegazione e sempre più ossessionato dalla storia della piccola,chiede ad un suo amico poeta,conoscente del vecchio Monsieur de G.,riferimenti sulla sventurata bambina.
Il poeta racconta di come la bimba non sia stata uccisa,ma si sia siucidata per gelosia nei confronti della matrigna.
Anni dopo il Narratore,ripassando per la stessa strada,rimane sconcertato nel vedere la casa messa a nuovo,luminosa e deliziosa come a suo bel tempo.
Apprende che è stata comprata da un pittore...

Con questo insolito intreccio,Zola,ci spiega,con molta ironia,come nei fatti inspiegabili e misteriosi,si nascondano le più semplici verità,forse deridendo un poco quella ricca immaginazione tipicamente inglese.
E come non ricordare il racconto più celebre a proposito: " Il Fantasma di Canterville " di Oscar Wilde ( 1854-1900 ).
Ma se in quest'ultimo,poetico e sensibile,si ritracciano sentimenti di pietà e redenzione,simboli della religione cristiana,in " Angeline ",la morte è un destino ineluttabile,ma la vita ricomincia sempre,e più bella.

" Nulla va perduto,tutto ricomincia,la bellezza come l'amore. "




Libro :

" Angeline o la Casa ", degli Spettri ",Emile Zola,La Vita Felice,2014

6 commenti:

  1. Questa storia mi affascina tantissimo... *___* .
    Il" fantasma di Canterville" l'ho letto e mi è piaciuto veramente parecchio!
    Buona giornata e a presto... Dream Teller ^^

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    1. Grazie Dream,sono contenta che ogni tanto passi per di quì!

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  2. Uno Zola decisamente inaspettato: dopo che avrò iniziato con i Rougon-Macquart dovrò tenere presente anche questa lettura! ;)

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  3. Non conoscevo questo racconto, ti ringrazio di averne parlato e lo aggiungo ai miei " libri da leggere "
    Un caro saluto.
    Antonella

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    1. Grazie per la visita Anto! In effetti questo racconto è stata una sorpresa anche per me!

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