martedì 16 dicembre 2014

" La Chioma di Berenice " tra mito e realtà


" Quel Conon vide fra' celesti raggi
Me del Berenicèo vertice chioma
Chiarô fulgente.A molti ella de' Numi
Me,supplicando con terse braccia,
Promise,quaiido il re,pel nuovo imene
Beato più,partia,gli Assiri campi. "

( Volgarizzamento di Ugo Foscolo della versione latina di Catullo del poemetto di Callimaco )

Rappresentazione della chioma di Berenice di J.Hevelius

Si può vedere ad occhio nudo,di notte,se il cielo lo permette,lì,quasi al centro dell'arco costituito dalla coda dell'Orsa Maggiore,un gruppo di stelline a forma di V.
E' una costellazione.
E per gli antichi essa rappresentava la bellissima chioma della regina Berenice involatasi misteriosamente verso l'universo.
E' una leggenda in cui confluiscono storia,astronomia,poesia e favola.

Dopo la morte di Alessandro Magno e le lotte dei diadochi,Alessandria d'Egitto divenne la capitale del regno tolemaico,raggiungendo uno straordinario sviluppo.
Con un impianto urbanistico moderno : due porti che ne fecero il centro del commercio fra Oriente e Occidente,il Faro,considerato una delle sette meraviglie del mondo,il bellissimo palazzo reale del Serapeo,teatri,edifici raffinati e la famosa biblioteca che ospitava un'accademia e un'università in cui vivevano i più grandi letterati,scienziati,filosofi; tutti stipendiati dallo stato;Alessandria era modello e esempio di cultura,progresso ed eleganza per tutte le altre città.
Il suo terzo re,Tolomeo III ( 284-221 a.C. ),portò l'Egitto al suo apogeo;mai la città di Alessandria,rivide più questo momento di massimo fulgore e di munificenza,tanto da dare al suo sovrano l'appellativo di " Euergetes "," benefattore ".
Sposa di Tolomeo fu Berenice,figlia di Magas,re di Cirene ( Libia ).
Poco si conosce di questa donna,tranne che fosse una moglie fedele e devota e fornita di meravigliosi capelli.
Dopo le nozze,Tolomeo dovette partire per la guerra in Siria.Queste guerre in Siria,durate dal 246 al 241,furono perpetue e quasi una dote di quella vecchia monarchia,causate dalla vicinanza e dal potere reciproco.
Berenice II
 La regina affranta dal dolore e dalla possibile perdita dell'amato,si recise le chiome,le più cospicue, portandole come dono votivo al tempio di Venere,affinchè il re ritornasse sano e salvo.Al giorno successivo
la chioma non venne trovata.Un astronomo e matematico di corte,Conone di Samio,la ritrovò tramutata in costellazione,nell'universo.
Questo è il mito.Ma che cos'è il mito? Non è altro che la spiegazione più semplice riguardo alle origini delle cose;ed esso non aveva come intento solo quello di " intrattenere ",ma principalmente di educare.

" La favola degli antichi trae l'origine delle cose fisiche e civili che idoleggiate con allegorie formavano la teologia di quelle nazioni.E nella teologia dei popoli stanno riposti principî della politica e della morale.* "

In realtà,le chiome furono sottratte da Tolomeo Evergete,o,chi per lui,per dare alla dinastia tolemaica quel che più le mancava.Dopo il potere,la bellezza; l'origine divina.
Associando la regina a Venere,anche il re diventava un dio,e di conseguenza tutta la stirpe.
Una campagna pubblicitaria quanto mai poderosa e influente.
Per questo Tolomeo si assicurò alla fama di Conone e all'ingegno di Callimaco.
Callimaco ( 315-240 a.C. ),il primo dei poeti alessandrini,erudito,di grande cultura,allora vecchio,scrisse " quel poemetto mirabile e passionato ** " che fu " La Chioma di Berenice ",di cui,purtroppo ne rimangono che pochi frammenti; vera esaltazione della famiglia reale.
Questo poemetto di grande originalità e finezza artistica e poetica,si presenta sotto forma di prosopopea,in cui è la stessa chioma bionda,perché i capelli biondi erano visti come simbolo di gran pregio ( vedi Arianna,Atalanta ),che parla,già metamorfosata in costellazione,poichè per gli antichi filosofi le stelle erana animate e intelligenti.
E racconta dolcemente il dolore e la passione di Berenice,modello per tutte le giovani spose,per il coraggio valoroso del re,il voto a Venere,che tutelava insieme alle Grazie e a Minerva le chiome,il rapimento eseguito da Zefiro,il più soave dei venti,verso il cielo,la struggente lontananza dal capo della bella regina.

Il libricino fu poi tradotto in latino encomiabilmente,da Gaio Valerio Catullo ( 85-54 a.C. ),esponente illustre dei neóteroi ( poeti di liriche di gusto ellenizzante ).A lui si deve la riproposizione del mito.
Successivamente fu volgarizzato da Ugo Foscolo ( 1778-1827 ) per noi.
Molti poeti si ispirarono alla storia della " Chioma di Berenice ",tra cui Alexander Pope ( 1688-1744 ) ne " Il Ricciolo Rapito " ( 1712 ),illustrato da quel genio di Aubrey Beardsley.

Ma che importa delle spiegazioni,della realtà delle vicende intercorse migliaglia di anni fa,se noi ancora oggi,alzando lo sguardo verso il cielo,di notte,rimaniamo commossi e turbati dalla bellezza dell'universo e dalle favole che si tramandano grazie a loro.



 * Cit.Foscolo
** Ibidem



Ebook :

" La Chioma di Berenice ",U.Foscolo

Fonti :

" Dizionario di Mitologia e dell'Antichità Classica ",M.Gislon- R.Palazzi,Zanichelli

4 commenti:

  1. OOohh mi stavo perdendo qualcosa di molto bello!
    Un saluto Susanna

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  2. Certamente è uno dei componimenti più particolari e raffinati della poesia ellenistica, frutto di quell'atmosfera unica e inimitabile che alla corte alessandrina faceva dell'arte e dello slancio encomiastico una vera e propria forma di comunicazione col divino. Grazie per averlo ricordato!

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