venerdì 24 ottobre 2014

" Mendel dei Libri ", Stefan Zweig

" Come un astronomo,tutto solo nella propria specola,scruta notte dopo notte attraverso il minuscolo obiettivo del telescopio le miriadi di stelle,le loro misteriose orbite,i loro intrecci errabondi,il loro spegnersi e riaccendersi,così da quel tavolino quadrato Jakob Mendel,attraverso le sue lenti,immergeva lo sguardo nell'altro universo,quello dei libri,anch'esso in eterna rotazione e in un continuo rigenerarsi,in quel mondo sovrastante il nostro mondo."


Fonte : http://www.adelphi.it/
Nel Maggio del 1933,in Germania,si verificò il Bücherverbrennungen,ovvero,quel che passerà alla storia come il " rogo dei libri ".
Con l'ascesa al potere di Adolf Hitler ( 1889-1945 ),anche l'ambito culturale del paese cambiò radicalmente.
Dalle scuole e dalle università furono espulsi i docenti " non ariani " o politicamente sgraditi al nazionalsocialismo,e,anche i libri di testo riformati.Quelli non corrispondenti all'ideologia nazista furono distrutti,per poter favorire il vero " spirito tedesco ".
Migliaglia di Hemingway,London,Zola,Einstein,Hesse,Brecht e altri autori,vennero dati alle fiamme.
Quella fu la morte della libertà,del pensiero,delle idee...L'uniformità aveva vinto contro l'unicità.
Anche le opere di Stefan Zweig ( 1881-1942 ),biografo e romanziere viennese,riconosciuto e acclamato,vennero date irrimediabilmente alle fiamme.
Erano passati solo quattro anni,da quando nel 1929,Zweig pubblicò proprio un racconto," Mendel dei Libri " un omaggio ai libri,alla cultura e alla comune sorte che esiste tra la vita di un libro e quella dell'uomo.

Nella Vienna del dopoguerra,un signore anonimo ( l'io narrante ),si rifugia dalla pioggia sferzante entrando al " Caffè Gluck ",tipico locale alla moda nell'Alserstrasse.
Riconosce il locale dove era stato ben vent'anni prima,anche se ammobiliato modernamente,e ricorda proprio come qui,aveva conosciuto l'uomo più famoso di tutta Vienna,l'ebreo galiziano Jakob Mendel,detto all'epoca " Mendel dei Libri ".
E inizia la rievocazione di questo Jakob Mendel,un vero miraculum mundi,venditore a domicilio di libri,che riusciva grazie alla sua prodigiosa memoria,a ricordare le trame,i temi,la pubblicazione,il luogo di edizione,i prezzi di tutti i libri stampati da che esisteva la stampa," un preistorico biblio-sauro di una razza ormai in via d'estinzione."
Un elenco-umano o per alcuni un mago,un sensale dei libri,meraviglioso ausilio per studenti,bibliotecari,
aristocratici collezionisti.
E il suo ufficio era il " Caffè Gluck ",dove riceveva clienti sempre chino e fisso sui libri,incurante del mondo e del denaro.

" Perché lui leggeva come gli altri pregano,come i giocatori giocano e gli ubriachi tengono lo sguardo fisso nel vuoto,storditi;il suo rapimento quando leggeva era così commuovente che,da allora,il modo in cui gli altri leggono mi è sempre parso profano."

Ma con l'avvento della Prima Guerra Mondiale,si ritrovò in un equivoco quanto mai stupido e inverosimile.
Accusato di spionaggio,venne portato in un campo di internamento.Senza i suoi amati libri,i suoi occhi si aprirono per la prima volta alla realtà,diventando testimone deggli orrori perpetuati dalla razza umana.
Dopo due anni,grazie ad amicizie altolocate,Jakob Mendel,ritornò a Vienna,ma non seppe più leggere; la sua memoria prodigiosa svanita; " Mendel non era più Mendel, come il mondo non era più il mondo", morendo povero e dimenticato.

S.Zweig
Dietro questo breve e intenso racconto,Zweig,ci spiega come la devozione e l'amore per i libri,rappresentano
un bene prezioso per l'intera umanità,poiché diventano testimonianze e diffusione di quei valori di rispetto,dignità e soprattutto unicità;tanto cara all'autore : " l'unicità diventa ogni giorno più preziosa in questo mondo che irrimediabilmente va facendosi sempre più uniforme."
La cultura e la memoria ( anch'essa veicolo di progresso nell'arte e nel sapere ) continuamente invise e combattute dalle dittature,dalle violenze,per la loro potenza e capacità di aprire le menti e il cuore chiuse dall'ignoranza e dalla sottomissione.
E si presenta qui l'eccezionalità di Jakob Mendel,un personaggio in bilico; non un eroe,non un fallito,ma un comune uomo innocente,e come il narratore,anche noi,se prima eravamo rimasti incantati dalla sua magia,poi  con l'affacciarsi della realtà,anche il nostro " telescopio per contemplare il mondo dello spirito andò in frantumi."
La vita di un libro non è così ben diversa da quella di un uomo :


" ...i libri si fanno solo per legarsi agli uomini al di là del nostro breve respiro e difendersi così dall'inesorabile avversario di ogni vita : la caducità e l'oblio."






Ebook :

" Mendel dei Libri ",S.Zweig,Adelphi eBook,2011

Per chi volesse approfondire la letteratura e i temi inerenti allo stesso periodo storico consiglio di leggere " La Melodia di Vienna "  ,dello scrittore ceco Ernst Lothar Müller ( 1890-1974 ),amico proprio di Zweig.

venerdì 17 ottobre 2014

" Washington Square " , Henry James

" Ma per quale ragione al mondo non vuole sposarsi?
Già,perché? Sospirò la signora Penniman.E poi - aggiunse come accorgendosi della inadeguatezza della sua risposta :
Ma voi non dovete disperare! Tornerete,non è vero?
Tornare? Misericordia! - E Morris Townsed si precipitò fuori,lasciando la signora Penniman sbalordita.
Nel frattempo Catherine,nel salotto,ripreso in mano il suo lavoro,si era seduta - davvero per sempre."


" Washington Square Park " ( 1908 ) , W.J.Glacken


Nel 1880 Henry James ( 1843-1916 ),il primo grande espatriato americano,pubblicò uno dei suoi primi grandi romanzi," Washington Square ",anticipazione di quel che sarà il suo capolavoro," Ritratto di Signora".


Ambientato a Washington Place; la non bella,ma buona e semplice Catherine,figlia del ricco e affermato medico dottor Sloper,si innamora del giovane e bello Morris Townsend,che si rivela un avventuriero;che mira in realtà al suo denaro e alla sua eredità.Ma il matrimonio non avviene a causa della disapprovazione del dottore che fiuta un pericolo per il suo patrimonio.Townsend stancato dall'infruttuoso passare del tempo lascia alfine la giovane.
Catherine scopre di essere stata ingannata e abbandonata dal suo amato e non solo,disprezzata anche dal padre per il suo sciocco amore.Rimane nubile a vita,ma non vinta.

Per il romanzo si dice che James si sia ispirato alla vita dell'attrice inglese Fanny Kemble ( 1809-1893 ), sua amica e personaggio di spicco nella seconda metà dell'Ottocento.
Se da una parte la trama risulta già vista e ampiamente sviluppata in altre opere,i temi affrontati dall'autore evincono tutti i particolari unici della sua narrativa.
Innanzitutto l'ambientazione,Washington Square,cuore dell'allora quartiere residenziale della solida borghesia preofessionale e commerciale;delle ottime conoscienze e delle regole della buona società che lo scrittore conosceva benissimo,poiché vi aveva trascorso l'infanzia :

" Essa possiede una specie di tranquillità che non è frequente negli altri quartieri della grande,rumorosa città; ha un aspetto più maturo,più ricco,più nobile,di tutte le altre ramificazioni superiori della strada longitudinale - l'aspetto di un luogo che ha avuto una storia sociale."

dove il denaro affluisce e distrugge,senza salvezza,sia il dottor Sloper,preoccupato delle proprie ricchezze,sia Morris Townsend,cacciatore di dote,entrambi egoisti e ottusi.
Soltanto Catherine,pur nella sua drammaticità,affranta e illusa, nella risoluzione alla rinuncia alla vita,non viene corrotta,ma anzi assistiamo alla sua evoluzione,da personaggio quasi marginale,di cui conosciamo solo qualche sentimento o pensiero,a personaggio principale ed eslusivo del libro;agisce e rivendica pur nei suoi silenzi e nella sua immobilità che diventa determinazione.

" L'Ereditiera" ( 1950 ) del regista W.Wyler.Qui l'attrice Olivia de Havilland,che ricevette l'Oscar per la meravigliosa interpretazione di Catherine Sloper.


" No,non sono in collera.La collera non dura per anni.Ma ci sono altre cose.Impressioni che durano,quando sono state tanto forti.Ma non posso parlare."

James si rivela un profondo conoscitore dell'animo femminile,un pioniere del realismo psicologico,nel quale superò tutti i suoi maestri,Hawthorne,George Eliot,Flaubert,per la sottile delicatezza con cui seppe analizzare e riprodurre il fluttuare della coscienza,i più piccoli turbamenti e moti.







Libro:

" Washington Square ",James,Editore Newton&Compton,1998


venerdì 10 ottobre 2014

" Campo di Grano con Corvi ", il dramma di Van Gogh

" Mi sono rimesso al lavoro,anche se il pennello mi cade quasi di mano,e sapendo perfettamente ciò che volevo,ho ancora dipinto tre grandi tele*.Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati,e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la mia tristezza,l'estrema solitudine."

( Lettera a Theo,metà luglio 1890 )






" Campo di Grano con Corvi " è tra gli ultimi quadri di Vincent Van Gogh ( 1853-1890 ),dipinto pochi giorni prima della sua morte.E' tra i più famosi,ma non certamente il più amato,vista,quella sensazione di ansia e angoscia che traspare dall'opera e attanaglia l'animo dello spettatore e svela tutta l'esistenza drammatica dell'artista,portandola nel punto più alto.Era il 1890.


Ad un anno dal suo ricovero ( 1889 ),Vincent Van Gogh,che da molto tempo soffriva di attacchi epilettici** e allucinazioni,da cui scaturivano atti di violenza; il sedici Maggio 1890,partì alla volta di Parigi,per una breve tappa sulla via di Auvers-sur-Oise,nella regione dell' Île-de-France.
Auver-sur-Oise era dal XIX secolo uno dei posti preferiti dagli artisti.Molti,tra cui Cézanne,Daubigny,Corot,
Pissarro,furono ispirati dai suoi paesaggi pittoreschi.
Per Van Gogh significava questo,e riposo e aria buona.

 " Ora cerco di guarire come uno che,volendo suicidarsi,trova l'acqua troppo fredda e cerca di aggrapparsi al bordo." ( Lettera a Theo,10/09/1889 )

Proprio qui conobbe il dottor Paul Gachet ( 1828-1909 ),medico e collezionista d'arte,che lo prese sotto cura.
Fu un perido di grande serenità e una ritrovata felicità artistica per l'artista votato da sempre alla drammaticità,prima come fanatico missionario,poi,a trant'anni,la svolta pittorica.
Infatti all'esposizione degli Indépendants***,a Bruxelles,alcune delle sue opere di Arles e Saint-Remy ricevettero i primi apprezzamenti e riconoscimenti,anche da parte di colleghi come Monet,Pissarro,Gauguin.
Anche la sfera familiare andava per il meglio : il fratello Theodorus ( 1857-1891 ) si era sposato e aveva avuto da poco un figlio,Vincent.
Tutte le forze di Van Gogh dipendevano da questo momento.
Ma accadde l'inevitabile.
Theo,mercante d'arte,si trovò in collisione con i suoi principali,i quali non condividendo le sue opinioni sull'arte contemporanea,gli tolsero la fiducia;inoltre la moglie e il figlio si ammalarono gravemente.
Vincent andò a Parigi,ma lungi dall'essere rasserenato,si trovò con i soliti turbamenti dovuti dal suo senso di colpa nei confronti dell'affettuoso e generoso fratello,unica sua fonte di sostentamento e amore.
Tornò a casa,riprendendo a dipingere.

Ispirandosi alla campagna di Auvers,eseguì un campo di grano desolato con al centro un sentiero senza ritorno da cui si stagliano corvi neri in un cielo blu-nero,forse una manifestazione di una tempesta.
Nonostante ritorni il famoso accoppiamento giallo-blu,esso ha perso ogni nota gioiosa,ogni leggerezza e luminosità.
La tela è dominata da un'atmosfera cupa,carica di presagio,tesa;i colori stesi con una pennellata carica,franta e spigolosa.
Il dipinto non è altro che una proiezione del suo stato d'animo sulla realtà,un grido di inquietudine,dolore e sofferenza.Se per gli Impressionisti la natura rappresentava un luogo felice e ricco di attrattive,per Van Gogh la natura è una matrigna crudele che non lascia scampo.E i corvi diventano simbolo di disturbo,follia.
Si evince tutto il dramma esistenziale dell'autore.

Vincent Van Gogh


Terrorizzato di divenire preda di nuovi esaurimenti nervosi e stanco della sua povera vita,gravosa per tutti; si sparò un colpo di rivoltella al petto,nei campi,il ventisette Luglio 1890.
Ferito,ma cosciente,riuscì a ritornare a casa dove chiamò il dottor Gachet,con il quale tempo prima aveva rotto l'amicizia,morendo due giorni dopo davanti a Theo,subito accorso.

" Niente lacrime,l'ho fatto per il bene di tutti."

Lo stesso Theo morirà meno di sei mesi dopo.Non riuscirà mai a vedere la grande mostra che gli Indépendants realizzarono,in onore di Vincent,nel 1891; riproponendo dieci delle sue più belle opere,riscuotendo un successo senza precedenti.
L'esistenza di Van Gogh era finita,la sua fama stava appena iniziando.


" Costui o diventerà pazzo,o ci farà mangiare la polvere a tutti quanti.Se poi farà l'uno e l'altro,non sono in grado di prevederlo." Camille Pissarro.







* " Paesaggio con Cielo Tempestoso" e " Il Giardino di Daubigny."
** Van Gogh soffriva di psicosi epilettica.Il fratello Theo morì di sifilide.
*** La " Société des Artistes Indépendants " era una associzione nata nel 1884 e nacque dalla volotà di proporre tutte le opere che non venivano accettate al " Salon Officiel ".Era completamente indipendente dalle istituzioni ufficiali rispetto al " Salon des Refusés ".





Fonti :

" Van Gogh ",Rizzoli


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