giovedì 26 novembre 2015

"Cronaca di una Morte Annunciata" di Márquez


"Soprattutto, non gli parve mai giustificato che la vita si servisse di tante casualità proibite alla letteratura, perché si compisse senza ostacoli una morte tanto annunciata."

"Seascape : Sunset", Martin J. Heade


A pochi mesi prima dell'assegnazione del Premio Nobel per la letteratura 1982 Gabriel García Márquez ( 1927-2014 ), pubblicò il romanzo "Cronaca di una Morte Annunciata".
Questo scaturiva dopo un periodo di ripensamenti da che nel 1976 aveva abbandonato la letteratura per protesta contro il regime cileno di Pinochet, dittatore responsabile di crimini contro l'umanità e di repressione violenta contro ogni forma di libertà o pensiero.
"Cronaca di una Morte Annunciata" fu ispirata da un fatto realmente accaduto nei pressi di Sucre nel 1951, arrivato alle orecchie dello scrittore attraverso i racconti dei suoi familiari.
Márquez ne ampliò l'esposizione, diversificandola in vari punti, aggiungendo un po' tutte le tematiche a lui care che lo avevano reso celebre in tutto il mondo.


I due fratelli gemelli Pedro e Pablo Vicario hanno deciso di uccidere a sangue freddo Santiago Nasar, giovane dongiovanni ambizioso e benestante, macchiatosi della colpa di aver ipoteticamente sedotto la lor bella sorella Angela poco prima delle nozze con possidente Bayardo San Román, e quindi ritornata nella casa paterna disonorata.
Tutto il villaggio conosce la fine prossima di Santiago, eppure nessuno cercherà di parlare alla vittima o di evitare la morte annunciata.



Il breve romanzo non vanta di essere un giallo-poliziesco, ma una pseudo ricostruzione giornalistica, dove il Narratore cerca, mediante testimonianze, indagini e confidenze dei protagonisti o collaterali, di spiegare i motivi di una morte così banale e che poteva essere risolta senza spargimento di sangue.
Il Narratore fornisce orari e dettagli fino ad un quadro completo e ineluttabile dei fatti.
Nella narrazione, Márquez si sofferma sui temi dell'onore che ancor rappresentava un valore primitivo a cui aggrapparsi e che avrebbe caratterizzato l'esistenza intera di una persona.
In questo breve e creativo romanzo la religione si unisce alla superstizione nei racconti delle vite degli abitanti e il fato diventa la spiegazione e il motore dell'intera vicenda.
Seppur una responsabilità collettiva esiste nell'indifferenza e nel lassismo degli abitanti, la fatalità ha la meglio questa volta su cose e persone.





M.P.




Libro:
"Cronaca di una Morte Annunciata", G. G. Márquez, Oscar Mondadori 1985



4 commenti:

  1. Una lettura che ricordo con piacere, come, del resto, ogni pagina di Gabo!

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  2. è l'unica cosa che ho letto di Gabo e ahimé non mi è piaciuto molto: mi riprometto di leggere Cento anni si solitudine!

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    1. Forse può non piacere per tutte quelle date e orari ricorrente ma ti consiglio comunque di proseguire la lettura di Márquez con altri romanzi.

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