sabato 4 marzo 2017

Thomas Edwin Mostyn, la bellezza dei giardini inglesi di inizio Novecento

"Silver and Gold"

La primavera è una stagione puramente soggettiva.
Ognuno di noi la sente diversamente, a seconda del tempo, delle proprie emozioni, dal colore vivace di un fiore o dal verde sempre più vivo che cresce nelle poche zone naturali di una città come Roma.
A volte la idealizziamo anche, caricandola di aspettative oltre ogni dire; ma non è forse più confortante, per il nostro animo, svegliarci con un sole appena caldo e guardare fuori per rendersi conto che tutto è più nitido e acceso?
Così paiono i bei dipinti di un pittore vittoriano, poco conosciuto ai nostri giorni, ma di cui, sicuramente, vorremmo perderci nei suoi quadri, qualora esistesse una magia; e questo per via dei suoi panorami incantati e romantici, quasi fermi in un istante irripetibile e onirico.


Thomas Edwin Mostyn (1864-1930), nacque a Liverpool, figlio d'arte. La sua vita fu caratterizzata dai molti spostamenti che compì su e giù per la Gran Bretagna.
Studiò alla Manchester Academy of Fine Arts, dove divenne membro nel 1891 e dove vinse un premio per un disegno dal vero.
Le sue prime opere presentarono inizialmente scene religiose, ritratti, soggetti della middle-class e solo nei primi anni del XX secolo la sua arte si formalizzò nei paesaggi e in particolare negli eclettici e romantici giardini inglesi.
Il romanticismo aveva invaso il suo spirito nella letteratura, nell'arte come nella natura : i giardini vittoriani, modello unico in Europa, erano improntati secondo il gusto dell'esotico e del pittoresco; avvicinavano l'uomo con la forza della loro bellezza idilliaca.
Mostyn divenne un paesaggista molto apprezzato e nel 1904 si trasferì a Londra.
Ebbe incarichi e onorificenze (partecipò al Salon di Parigi) e nel 1914 il suo "Garden of Enchantment" fu utilizzato come palcoscenico per un'opera teatrale e teatrali erano i suoi dipinti con case circondate da verdi lussureggianti e fiori colorati.

"A Parisian Garden"
"Garden of Enchantment" 

Dopo la prima guerra mondiale viaggiò nel Devon e la sua pittura divenne più sublime, raffinata.
Andando contro il "materialismo vittoriano" esaltato dall'industrializzazione e dal progresso, Mostyn lasciò alle sue spalle il realismo, ritornanado a produrre luoghi ameni, lontani dalla quotidianeità urbana, paesaggi incantati dove la natura poteva trovare il suo sfogo.
Offrendo luminosi e vivaci pigmenti sulla tela con una spatola, il pittore inglese ricreava un'orgia di stimoli visivi, volti ad ampliare l'immaginazione, acuendo l'illusione e il sogno in cui il romanticismo era la nota dominante.

"A Magical Morning"

"Garden Terrace"

"The Graden of Romance"


"Sunshine"
"The Enchanted Pool"

Ed ecco che appaiono alberi frastagliati, laghi specchiati, mari in lontananza, rigogliose pianti e fiori paradisiaci che avviluppano rovine o scale. Si vedono a volte figure umane, ritratte alla maniera impressionista comunicanti tutta la dolcezza malinconica del momento.
Thomas Edwin Mostyn cercò in vita come in pittura, di rincorrere quella comunione di arte e vita che altri artisti, prima e dopo di lui, tentarono di inseguire.




M.P.

4 commenti:

  1. Ancora una volta mi hai permesso di conoscere un artista di cui non avevo mai sentito parlare e che, invece, sembra meritare attenzione. Mi sono innamorata del dipinto A magical morning...

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    1. Sai, anche a me piace molto proprio quel dipinto.

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  2. Non conoscevo questo artista in effetti, ma adoro i dipinti che hai scelto per il post.
    Mi piacciono di più quelli dove non si vedono persone, anche se sono piccole. Sembra che sia lo spettatore ad essere il solo e unico a godere di quel paesaggio, come se fosse un segreto che solo lui conosce :)

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    1. E' una visione che credo sia più che giusta!

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