venerdì 21 ottobre 2016

May Nieriker, "la Alcott che incantò Parigi"


"Una fanciulla piena di sogni elevati. Slanciata, regale, alta." ("Our Madonna", Louisa May Alcott)

"May Alcott Nieriker" (1877) Rose Peckham


Per Louisa May Alcott (1832-1888), ho una devozione spassionata. A lei devo il mio amore per la lettura ed avermi addentrata verso la letteratura classica ed il gusto ottocentesco.
Ma qui non voglio parlare di lei, bensì di sua sorella May, il cui talento artistico non rimase, in realtà, chiuso fra le pagine di "Piccole Donne", ma arrivò oltreoceano.
Nella seconda metà dell'Ottocento, la più giovane delle sorelle Alcott, mise in mostra le sue doti, venendo apprezzata e riconosciuta da quelli che in seguito divennero i più grandi pittori. Un successo adombrato solo dalla onnipresente figura della sorella scrittrice.
Louisa May Alcott mise la figura di May in Amy March. Un personaggio le cui "maniere altezzose" hanno reso antipatico ai più. Eppure bisognerebbe ricordarsi che insieme a Jo e  Nan Harding ("Piccoli Uomini" "I Ragazzi di Jo"), Amy diventa nella saga famigliare, il simbolo delle donne che possono realizzarsi pienamente nella vita, e soltanto con l'aiuto di se stesse.

Abigail May Alcott nacque nel 1840 ad Orchard House, nel Massachusetts. Figlia del filosofo trascendentale Amos Bronson (1799-1888), non ebbe una fornita educazione, seguendo più che altro i liberi pensieri e vagabondaggi dell'eccentrico padre.
Aveva occhi azzurri, capelli biondissimi e l'amore per l'arte. Fin da piccola soleva trascorrere le giornate disegnando e dipingendo quadri affascinanti che poi andavano a decorare con fierezza le pareti di Orchard House. Il suo non era diletto, ma puro talento, tanto da essere soprannominata in famiglia "the little Raffaello".
La propensione all'arte circondava anche la sua immagine : pur non essendo propriamente bella, possedeva un aspetto classico per gli standard dell'epoca. Graziosa, gaia, intelligente, creativa, era a detta di tutti "una delle creature più belle del mondo".
Amava la vita, la bellezza, le persone e la natura, qualità che ben si accordavano alla sua persona elegante e perfezionista.
Dopo i primi rudimentali studi artistici in varie scuole, nel 1859 si iscrisse alla School of the Museum of Fine Arts di Boston, dove studiò insieme al futuro pittore William Morris Hunt (1824-1879).
Nel 1868, al momento della pubblicazione di "Piccole Donne", di cui fu l'illustratrice, Louisa con i proventi sostenne i suoi studi, portandola nel 1870 in tour all'estero.
Nell'America puritana del XIX secolo le donne non avevano possibilità di ampliare le loro conoscenze artistiche come nella vecchia Europa, sebbene in quest'ultima veniva negato loro di recarsi nelle accademie a dipingere nudi dal vivo per questioni morali.
La pittrice Berthe Morisot, nelle prime mostre degli Impressionisti, fu ogniqualvolta tacciata come "poca di buono".
May compì tre viaggi all'estero con la sorella, l'ultimo da sola.
In Europa affinò e maturò il suo talento studiando scultura, disegno, pittura nelle accademie inglesi, come alle rovine romane e nei sobborghi parigini.
Si innamorò di Turner, dei suoi cieli mutevoli, delle atmosfere velate, diventando un'ottima copista, tanto da essere considerata la migliore del suo tempo.
Ma è a Parigi che visse il suo periodo d'oro. Parigi era veramente la città dell'arte e degli artisti a tal punto che "i nuovi arrivati avevano l'impressione che la città fosse un unico atelier", come lei stessa scriveva. Qui entrò in contatto con figure eminenti che sarebbero diventate famosi : divenne infatti amica e confidente di Mary Cassatt (1844-1926). Le legava entrambe la provenienza.
Nel 1877 la sua "Natura Morta" fu esposta al Salon di Parigi, entrando così nella storia come la prima donna americana negli annali della mostra. May informò la famiglia della consacrazione con la frase : "Chi avrebbe mai immaginato tale fortuna?"


"Natura Morta" (1877)
In seguito a ciò, la giovane pittrice conobbe fama nei circoli come in altre mostre, in Francia e varie parti del mondo. La sua ostinazione era stata ricompensata e univa a questa anche la sua ribellione a restare in Europa per continuare la sua professione, lontana dalla famiglia.
La sua maestria si rivelava soprattutto negli acquarelli e nelle nature morte.
I suoi dipinti accarezzavano punte di romanticismo con ispirazioni alla Turner, arrivando ai colori scuri e forti del realismo¹. Il suo tocco era delicato quanto espressivo.
Ma non visse solo d'arte. Nel 1876 incontrò a Londra l'imprenditore e violinista svizzero Ernest Nieriker, con il quale nonostante la differenza di età, si sposò l'anno successivo, ritirandosi nel sobborgo di Meudon.

"Westmister Abbay" (1879)

"Baby Owl"

"Orchard House"

Fu un unione felice : insieme ricrearono quel clima di eleganza e bellezza che li caratterizzava.
May continuò a dipingere anche da sposata. Il capolavoro "La Négresse" ne da la prova.
Dipinto nel 1879 e anch'esso esposto al Salon, ritrae una giovane afro-americana dal petto scoperto.
L'artista si è voluta rifare al movimento dell'Orientalismo, allora molto in voga grazie alle conquiste francesi in Africa nel XVIII secolo. La figura della donna è dettagliata e realistica, senza alcuna velatura erotica, ma comunicativa attraverso la posa e gli occhi.
Una concausa ulteriore delle poche testimonianze su May, è dovuta purtroppo alla sua morte prematura. Infatti ella morì di febbre puerperale, nello stesso anno del suo capolavoro e sei settimane dopo aver dato alla luce la sua creatura, Louisa May².
Si potrebbe aprire un capitolo su quante donne nella storia abbiano perso la vita e le più belle aspirazioni, morendo semplicemente di parto. Erano secoli quelli in cui il coraggio del sesso femminile si misurava anche nel vivere.
Diversamente dalle sorelle, May Nieriker, la donna che entusiasmò Parigi per un breve periodo, riposa oggi nella città che la rese famosa, la cui fermezza e valore meritano di essere conosciuti.


"Floral Panel" (1879), nella camera di Louisa ad Orchard House




M.P.




¹ Ringrazio Cristian di Artesporando per avermelo confermato.
² Detta "Lulu" (1879-1975), dopo la morte della madre venne accudita con amore dalla zia Louisa, in seguito tornò a vivere in Svizzera. Nel 1903 si sposò con Emil Rasim, resiedendo in Germania fino alla sua morte.

6 commenti:

  1. Questa Alcott segreta mi piace. Tanto più se amplia la conoscenza di due sorelle che in modo diverso sono entrate nel novero di donne che ricordiamo.

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    1. Si, soprattutto ricordare una donna che fu tanto famosa nell'arte, al di fuori del personaggio di "Piccole Donne".

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  2. NOn conoscevo la storia dell'altra sorella Alcott. Mi ricorda vagamente Vanessa Bell, la sorella di Virginia Woolf, anch'esse sorelle talentuose, l'una pittrice e l'altra scrittrice. Grazie per questo ritratto!

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    1. Hai ragione Paola, mi piacerebbe approfondire la figura di Vanessa.

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  3. Davvero un bel ritratto. Molto interessante il tuo blog che scopro solo ora. Grazie
    Emilia

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    1. Grazie mille dei complimenti Emilia. Amo conoscere e riconoscere donne dimenticate dalla storia.

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