mercoledì 25 luglio 2018

Consigli letterari di piena estate.




Così eccoci velocemente arrivati in una nuova estate a consigliare libri. Estate ormai inoltrata, ma volevo aspettare qualche giorno prima di mettere in pausa il blog e "buttarmi" se non nel riposo (gli affari quotidiani ancora continuano), almeno nel godimento di alcune ore pomeridiane e serali spese per me sola; per ripartire poi con più freschezza e volontà dopo la pausa estiva.
Un'estate segnata da una repentina alternanza di cambiamenti climatici sempre più frequenti e da nuove polemiche per quel che riguarda i libri; come d'uso in questa stagione.
Nei primi giorni di questo mese, in una intervista radiofonica, una giovane sottosegretaria alla cultura ha dichiarato di non aprire un libro da almeno tre anni.
Quest'affermazione detta così ingenuamente; travisata, enfatizzata o meno, ha sollevato un gran polverone in vari dibattiti sul web e sui social, trascinandosi dietro tanta volgarità e fazionismo, oggi divenuti fenomeni purtroppo dilaganti nei "tribunali" della rete telematica.
Nascono schiere di opinionisti, neo-intellettuali e simili che prendono posizioni a favore o contro, indossando magliette o identificandosi in taluni feticci che possa in loro riconoscersi, perdendo di vista l'essenzialialità e l'urgenza di un'istanza, facendo dell'esteriorità un'azione.
Lasciando ad ognuno una propria riflessione sul caso che serve bene a far parlare inutilmente, forse la più bella risposta è venuta dallo scrittore Paolo di Paolo che ha rimandato il problema non alla singola persona ma ad un'intera società.
Se non leggere può essere un errore, l'analfabetismo funzionale, la pigrizia mentale, il totale disinteresse verso ogni forma di comunicazione, di aggiornamento, di scoperta, la superbia di restare fermi nelle proprie certezze, la chiusura nel pregiudizio e nell'ottusità, è anche peggiore.
La lettura non deve dare occasione di sfoggio personale, di convenienza né superiorità intellettuale, perché come scrive lo stesso Di Paolo, i romanzi non ci rendono più intelligenti, semmai insegnano ad aprire la nostra visione, il nostro cuore, a smuovere il nostro animo dall'intorpidimento della vita quotidiana.
Un evento più confortante e piacevole (forse sempre più mondano), tenutosi da poco, è stato invece l'assegnazione del Premio Strega, quest'anno molto avvincente data la bravura degli scrittori partecipanti e dalle tematiche stimolanti e singolari.
Se è vero che è il lettore l'unico artefice del successo o meno di un'opera, e nondimeno senza queste manifestazioni la scrittura sopravviverebbe lo stesso, è anche vero che questi eventi non segnano puramente il riconoscimento pubblico di uno scrittore, ma il "riconoscimento" dello scrittore, del poeta, del letterato all'interno di una società le cui parole dovrebbero sancire la libertà di pensiero e di espressione.
Tornando invece al cuore di questo post, ho selezionato e riportato qui di seguito alcuni libri da far scoprire e riscoprire e che hanno compreso le letture tra lo scorso anno e l'attuale.

"Vite che sono la tua. Il bello dei romanzi in 27 storie" di Paolo di Paolo. Non c'è niente di più bello che portarsi in questi ultimi scampoli d'estate, questo libro-contenitore di storie, romanzi: il saggio si inoltra nelle tante sfaccettature della letteratura che diventano le altrettante dell'uomo: se nella lettura è vero che si ricerca una certa evasione da tutto ciò che ci circonda, è ancor più vero che in essa noi (ri)troviamo una realtà più vicina alla nostra, che è stata, che poteva essere, perché arricchendoci delle storie, dei personaggi che si incontrano, si riflettono in noi le nostre stesse aspirazioni, sogni e delusioni o ciò che non abbiamo mai provato.
Chi non vorrebbe qualche volta "cancellare il lunedì" e poter allungare ancora di qualche ora le giornate spensierate proprio come Tom Sawer? Chi è riuscito a passare indenne l'adolescenza senza troppi turbamenti o ribellioni che torturavano invece l'animo di Holden Caulfield?

"Appuntamento a Samarra" dello scrittore americano John O'Hara. Il romanzo che portò O'Hara alla notorietà, fu pubblicato nel 1934 a ventinove anni, il misterioso titolo, che sembra non avere nessuna relazione con l'opera, fu estrapolato da un racconto di William Somerset Maugham, "The Sheppey", dove un servo mandato dal proprio padrone presso il mercato di Baghdad per le provviste, incontra sulla piazza la Morte nelle sembianze di una donna. Spaventato, questo fugge verso Samarra dove pensa di potersi nascondere da lei. Ma la Morte ha un appuntamento già fissato con lui proprio presso quest'ultima città.
Il racconto di Maugham funge da preambolo a questo romanzo che si pone fra il confino dell'inevitabilità del fato e la propria volontà portata all'autodistruzione e quanto l'una o l'altra possano interferire nella vita umana.

"Un Incantevole Aprile" della scrittrice inglese Elizabeth von Arnim. Compiere un viaggio di sole donne, negli anni Venti, non era un fatto alquanto scontato e perfino riprovevole se le donne in questione erano di ordini sociali diversi.
Nel libro, infatti, pur essendovi fra le protagoniste ceti differenti, questi, una volta trovato l'ambiente opportuno, si annullano e ognuna può seguire solamente il proprio istinto.
Si innesca un incantesimo in cui sono coinvolti i personaggi come il lettore, dove a monopolizzare gli animi e i caratteri, si presenta la natura, rigogliosa, aperta a farsi ammirare e a schiudere pensieri ed emozioni. Per la Arnim il giardino era inteso come vita, esplorazione dell'amore, della bellezza, della felicità e della ribellione interiore.

"Easter Parade" fra i capolavori dello scrittore Richard Yates. "Easter Parade" pubblicato nel 1976, quindici anni dopo "Revolutionary Road", fu salutato all'epoca tra i migliori lavori, dove l'autore attraverso una lunga saga famigliare di due sorelle, descriveva la classe media che aveva percorso l'America tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento.

"Vita Breve di Katherine Mansfield" dello scrittore italiano Pietro Citati. In questa biografia poetica la Mansfield viene vista e raccontata tramite i suoi sentimenti, il suo sentire di una donna oltre e dentro la sua scrittura.
Se i racconti sono conosciuti ed elogiati come gioielli letterari, la sua persona per anni misteriosa ed eclettica si apre qui come una creatura eccentrica, anacronistica, che visse un periodo di tempo così breve; un lampo scontratosi contro la sua innumerevole immaginazione.

"L'Amore in un Clima Freddo" di Nancy Mitford. Quasi fatto apposta per la bella stagione, è ambientato nella campagna occidentale inglese fra le due guerre, la narratrice del romanzo, giovane debuttante dell'aristocrazia rurale, Fanny, fortunata spettatrice di vicende curiose e bizzarre di Hampton House, vasta proprietà terriera di una delle antiche famiglie dell'isola, Lord e Lady Montdore. Ritornati da un viaggio in India come rappresentanti della monarchia, organizzano il debutto "inglese" della loro unica figlia Polly, amica d'infanzia di Fanny.

"Schiavo d'Amore" dello scrittore inglese William Somerset Maugham. Come per "Il Velo Dipinto" (1925) Maugham si era ispirato alla tragica figura di Pia de' Tolomei, nella seconda cantica di Dante Alighieri, per questo suo primo capolavoro prese spunto dalla quarta parte dell' "Etica" (1677) di Spinoza, ovvero il "De servitute humana", sulla trattazione delle emozioni e l'incapacità dell'uomo nel controllare passioni trascinanti nella schiavitù.
Eppure ciò è solamente un piccolo punto di quei tanti che compongono un libro che è un compendio sulla vita, la bellezza, l'arte, la letteratura, la filosofia; da leggere alla stessa maniera di quando si guarda un cielo stellato: con rassegnato silenzio sulle fragilità umane.

"Gli Sguardi della Luna" di Edith Wharton. Grande ed originale successo del 1922, si sviluppa per lo più nell'arco di una estate, fra ville circondate da laghi, bagni ala mare, ricevimenti, tra un capo e l'altro del vecchio continente.


Il blog per ora si ferma qui ma sulla pagina Facebook continua, come da programma ormai, con la rubrica "Appuntario Estate" con alcuni articoli scelti durante l'anno. E ancora colgo l'occasione per informarvi sulla pagina Instagram nata ormai da un po' di tempo.

Una buona estate a tutti!


M.P.

2 commenti:

  1. Ciao Michela, ho anch'io un blog culturale - Inchiostronero -, trovando il tuo molto interessante, mi sono chiesto se non potremmo trovare un punto per scambiarci (sui rispettivi blog) ciò che riterremo più interessante e appropriato.
    Fammi sapere.
    Riccardo
    mail: amm@inchiostronero.it

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